AUTORI
Chiara Cartuccia
26.01.2017

Lo sguardo anticronologico sulla storia attraverso l'arte contemporanea / Field Work

English Version   Risposte artistiche a problemi storiografici. Field Work a Tiwani Contemporary.   Da bambina ero profondamente affascinata dai miei libri di storia. Il testo era sempre accompagnato da un allegro apparato visivo. Disegni di uomini e donne, in circolo intorno a un fuoco, in una caverna antica, si evolvevano in raffigurazioni di guerrieri, re e pensatori. Verso la fine della scuola elementare, le pagine cominciavano a riempirsi delle prime foto, sfocate, in bianco e nero, prove silenziose di eventi più recenti. Sfogliare quei libri era come navigare, avanti e indietro, tra fantasia e realtà. Le lezioni di storia erano le mie preferite, perché in queste si poteva trovare la magia del racconto. Realtà e finzione si confondevano, nelle mie orecchie di bambina. La...

26.01.2017

Anti-chronological gaze on history through contemporary art / Field Work

Italian Version   Artistic Responses to History Problems. Field Work at Tiwani Contemporary.   As a very young schoolgirl, I remember being highly fascinated by my history course books. In them, texts were combined with colourful visual apparatuses. Cartoon-like drawing of men and women, standing by a fire in a cave, slowly evolved into images of warriors, kings and stereotypically depicted thinkers, as the years passed. Coming to the end of primary school, the first blurry photographs started appearing on the pages, silent proof of more recent events. Going through those books was like moving back and forth from deep fantasy to reality, slowly and continuously overtime. History classes were my very favourite ones; they involved a kind of magic storytelling, which confused...

19.02.2014

Germania al bivio: Kiefer e Feldmann

La storia culturale della Germania è punteggiata da piccoli e grandi contrasti irriducibili, tesi e antitesi che camminano fianco a fianco, rincorrendosi, sparendo a tratti per poi ritornare ciclicamente. Queste polarità non sono mai destinate, apparentemente, a sposarsi in una sintesi ideale, e raramente quel che c’è in mezzo assume un significato autonomo, o costituisce una reale alternativa; si sta fermi al bivio per pochi istanti prima di gettarsi anima e corpo da una parte, o dall’altra. Tra le tante coppie d’opposti che hanno dato un carattere particolare, e un ritmo specifico, alla storia dell’arte tedesca, la più longeva e facile al rinnovamento, è di sicuro il contrasto quasi esasperato tra indugio nel turbamento e...

29.07.2013

Tavoli | Lara Favaretto

Il tavolo è pieno, ma per nulla caotico. Su di esso gli oggetti giacciono compostamente, come in un magazzino di museo, in un archivio, come fossimo al cospetto di una Wunderkammer piana. La casualità appare quale strumento d’ispirazione creativa, sfruttata con cura, ma sempre tenuta a bada da una regola sotterranea. La varietà degli spunti è evidente: possiamo quasi immaginare l’artista ferma, in contemplazione di questa collezione, meditare sui possibili utilizzi di queste forme molteplici, qui esposte come calme reliquie.   Sul tavolo vediamo anche quello che non c’è, i coriandoli di New York, i rottami di Kassel, la terra di Venezia, memorie di un percorso artistico che non cede il passo al disordine, pur corteggiandolo...

14.06.2013

Tino Sehgal, o del gesto

Il mio primo incontro con Tino Sehgal risale al tardo marzo del 2006. Ero a Berlino, mi trovavo in città per la prima volta, e tutti i miei sensi sembravano annebbiati da un’infatuazione adolescenziale, ingigantita dall’apparire sulla mia strada (in senso letterale, su una strada precisa, l’allora per me sconosciuta Auguststraße) dell’apparato espositivo elaborato per la quarta edizione della Berlin Biennale.  I tre curatori della mostra, Massimiliano Gioni, Maurizio Cattelan e Ali Subotnick, mi stavano regalando la rara possibilità di penetrare gli edifici, di vedere i miei primi appartamenti berlinesi, insieme ad altri spazi meno privati, ma per me, sprovveduta turista, quasi segreti: cimiteri, imponenti ex-uffici postali, e sale da...

28.05.2013

Happiness Now?

Senza cappotto, colpita dalla luce incerta che filtra tra i rami appena appesantiti dalle foglie nuove. Forse è più semplice parlare di felicità in primavera, in fondo il dato climatico è uno dei fattori che più facilmente si associa a una sensazione generale di benessere, o malessere. Oggi le persone si affollano lungo il canale, formano file ordinate per accaparrarsi il primo gelato di stagione, corrono in bicicletta, sorridono. Mi chiedo se gioire per un po’ di sole sia poi così naturale, veramente istintivo, oppure si tratti di una di quelle consuetudini sociali che plasmano la nostra vita in tutte le sue dimensioni. La felicità si manifesta molto spesso come costrizione/costruzione comunitaria, a tal punto che viene da...