AUTORI
Claudia Zunino

Claudia Zunino vive a Torino ed è dottoranda di Letterature Comparate all'Università di Genova. Ha studiato il rapporto tra Joseph de Maistre e Tolstoj; il tema della memoria letteraria in Nabokov; attualmente studia i rapporti tra la cultura russa e l'Europa nel primo Ottocento.

08.04.2016

L’ultimo libro di Culicchia, Mi sono perso in un luogo comune / Metamorfosi del cretino

Meglio tanti cretini oggi che uno solo domani! Sembra la storpiatura di uno slogan del centrosinistra e invece si tratta di un luogo comune “latente”, uno dei più ostinati. Per luogo comune latente, o fantasma, intendo quelle consuetudini di pensiero che ben filtrate nelle fenditure degli usi e costumi sono i più difficili da rilevare, da smascherare e, qualora vi sia l'intenzione, da estirpare. E riescono a mimetizzarsi così bene nell'abisso dei cliché per un preciso motivo: sono sconvenienti, ovvero fanno parte di quel variopinto sottosuolo di uscite che in pubblico rischiano di provocare silenziosi imbarazzi o stellari calci sotto il tavolo. E affermare che la stupidità diffusa sia preferibile a quella rarefatta è qualcosa che la socialità, più o meno mondana, preferisce non sentirsi...

28.04.2015

Francesco Orlando. Gli oggetti desueti

«perirono fin le rovine»  (Lucano, Pharsalia)     Nell'insonnia della vita la materia si replica senza sosta in varianti progressive. Il mondo annega negli oggetti, come scriveva qualche anno fa Deyan Sudjic. E così la cosa di oggi è scarto del domani. Realtà inutile, invecchiata, la si liquida sul ritmo del desidero infinito. La materia che non dorme mai si rigenera nella trasformazione continua e butta fuori detriti, oggetti abbandonati, relitti. Come l'angelo della storia che procede dando le spalle al futuro e osservando le rovine che lascia sotto di sé. La letteratura per Francesco Orlando, uno dei massimi critici letterari del Novecento italiano, è come un catalizzatore che attrae lo scarto della storia e...

24.03.2014

Lo sguardo femminile

Bergamo discreta, piacere di provincia. Eppure il Bergamo Film Meeting, con la sua portata internazionale, si respira nella città, non solo nelle sale. I registi venuti da tutta Europa si mescolano ai cultori di cinema, ai giornalisti, agli appassionati. Una piazza è l’anima architettonica dell’evento, Piazza Libertà. Uno spazio così italiano, così fascista. Ampia e assolata, in cui le ombre delle colonne squadrate della Casa della Libertà (in origine Casa Littoria) precipitano rigando la pavimentazione di marmo bianco. E l’Auditorium è al suo interno, con la sua platea ad anfiteatro e i 298 posti a sedere. Anche i cani sono ammessi, nonostante le immancabili azzuffate pre-proiezione. Qualcuno si lamenta, “lasciateli...

07.01.2014

Il libraio suona sempre due volte

Era circa un anno fa, gennaio 2013, e la notizia del trasferimento della libreria Utopia di Milano aveva scatenato perplessità e amarezza nel mondo culturale milanese. La libreria, fondata nel ‘77 e da anni punto di riferimento per la città, faceva fagotto per trasferirsi in uno spazio più grande e più economico ma in “periferia”, lasciando la storica sede di via Moscova.   Si era parlato ancora una volta della crisi libraria, delle case editrici aguzzine che rovinano il mercato culturale, delle catene e delle librerie da autogrill, del digitale fagocitante e del cartaceo fagocitato, delle responsabilità degli stessi librai non più in grado di agganciare i lettori, delle responsabilità dei lettori sempre meno...

04.12.2013

Allen Ginsberg. Bloodsong

“Sono troppo poeta per essere un amante! Sono troppo artista per trovare soddisfazione nel tuo letto. L’eco del desiderio per me è l’unica realtà. (…) Se non puoi mettere in salvo la realtà dal desiderio, lascia che la mia solitudine sia il tuo amante!” Il libro Bloodsong di Allen Ginsberg, uscito di recente dal Saggiatore, è ciò che lo stesso autore definirebbe una “accozzaglia di contraddizioni”.   È il tentativo operato da James Grauerholz - noto per essere il curatore delle opere di William Burroughs - di fare ordine nelle scritture private di Allen Ginsberg che risalgono ai difficili mesi del 1944 (non si tratta di carte inedite, bensì tratte dal volume che raccoglie i diari e le...

24.10.2013

Matteo Marchesini. Atti mancati

Quante sono le linee d’ombra di una vita? Quante volte si ha la sensazione di aver oltrepassato un confine incerto, di essersi lasciati alle spalle il torpore di una noia quotidiana, di sentirsi infine leggeri e sollevati da una corrente ascensionale, per poi trovarsi dopo qualche tempo, ancora una volta, assopiti in una età incolore? Il protagonista del breve romanzo di Matteo Marchesini, Atti mancati (Voland), vive in una Bologna grigia di polvere, di un pulviscolo accumulatosi sui suoi occhi con il passare del tempo. Marco, senza accorgersene, non vuole vedere, non vuole davvero capire che cosa sia accaduto in quel pomeriggio di quattro anni prima, quando le due persone con cui condivideva tutto se ne sono andate.     Poi un giorno qualcuno dal...

10.09.2013

Maria Attanasio. Il condominio di via della Notte

In un futuro poco lontano la nostra privacy sarà completamente violata e noi nemmeno ce ne accorgeremo, perché totalmente assuefatti dal sistema. Questo sospetto costituisce la materia prima con cui Maria Attanasio dà forma al romanzo distopico II condominio di via della Notte (Sellerio).   L’autrice non fa altro che spingere un po’ più in là la realtà in cui già viviamo: le numerose violazioni della privacy sui social network, da noi sottoscritte giorno per giorno, danno sempre più potere a chi guadagna sulle nostre relazioni interpersonali. Qualche mese fa aveva avuto una notevole diffusione un divertente e allo stesso tempo shockante spot belga volto a mettere in guardia tutti noi utenti di internet. Non...

07.08.2013

Oggetti d'infanzia | No, Bebi Mia no!

Gli oggetti che più hanno segnato la mia infanzia sono quelli che non ho avuto. Potrei stilare un preciso elenco cronologico di tutti i giocattoli che ho desiderato e mai ricevuto, quasi sempre per ragioni calvinianamente educative: prima in classifica senza ombra di dubbio la plasticosissima Bebi Mia, una delle prime bambole parlanti. “Ho fame”, “ti voglio bene”, “abbracciami!”, “giochiamo?”, una insopportabile sfilza di richieste che come recitava la pubblicità faceva sentire le bambine delle “vere mamme”. A guardarla oggi nelle fotografie d’epoca anni ‘80 è di una bruttezza che lascia senza parole: capelli biondissimi e spaghettosi, cicciotta, un sorriso un po’ ebete. Ricordo il...

08.07.2013

Tavoli | Andrea Bajani

I bravi ragazzi hanno la cartella in ordine, la riga dei capelli perfettamente dritta, hanno il giusto sorriso della via di mezzo, nessun broncio, nessuna risata. Se ne stanno nel centro degli accadimenti, assorti pensano agli affari loro, però sono là in mezzo agli altri, perché forse hanno paura di perdersi, di rimanere soli. I bravi ragazzi hanno una calligrafia pulita, quasi femminile, rotonda e panciuta. Sanno quel che devono fare, perché per loro è facile fare un passo dopo l’altro, purché misurato. I bravi ragazzi credono di essere bravi ragazzi, nonostante tutte le loro ansie e manie.   Il tavolo di Andrea Bajani è pulito, quasi disadorno. Non c’è nulla che spicchi o che inaspettatamente lasci...

06.05.2013

David Bowie is everywhere

“All art is unstable. Its meaning is not necessarily that implied by the author.  There is no authoritive voice.  There are only multiple readings.” (David Bowie)     All’entrata un fluire di creste gialle e rosse, di eyeliner marcati, di capelli lunghi diventati bianchi. Mamme con figlie di vent’anni di meno, uguali e irrimediabilmente diverse; una ha vissuto anni da celebrare, l’altra forse non ancora. Padri trentenni con in braccio neonati, signori che camminano appoggiati a un bastone. Sembra che non manchi nemmeno una generazione qui all’ingresso della mostra. “David Bowie is everywhere”. Raramente una massa di teste davanti a un quadro o a una foto in una galleria d’arte suscita interesse...

23.04.2013

Marta Pastorino. Il primo gesto

La scrittura di Marta Pastorino (Il primo gesto, Mondadori, 185 pp., 17 €) ricorda un albero d’inverno, con rami spogli, tratti netti ed essenziali. Non ci sono sbavature, ma nemmeno sprazzi di colore. Si potrebbe confondere questa voce monocromatica con una sorta di anonimia stilistica, ma saremmo molto lontani dall’essenza del libro. “Mentre tengo la mano sul ventre, sento un colpo, so che è il bambino che si muove, ma mi spavento, mi fa paura e vorrei che non fosse lì, a galleggiare dentro di me, ho voglia solo di uscire, di sedermi sugli scogli, come facevo prima, quando non ero incinta, e andavo davanti al mare”. Sembra che ogni frase o inciso contenga uno strano gioco di sottrazione delle parole. Come se il lacerarsi di una vita, che...

16.04.2013

Ai Weiwei, il corpo e la rete

Ai Weiwei è iscritto a Instagram dall’estate del 2011, subito dopo i suoi 81 giorni di detenzione, ma è solo da un anno che ne fa un uso quotidiano. Ad oggi ha caricato 968 fotografie ed è seguito da più di 20 mila follower. Per chi non lo sapesse Instagram è un social network di sole foto, è una vetrina di immagini sulla vita privata e funziona con la stessa logica di Twitter del “ti seguo/mi segui”. E il fatto che Ai Weiwei abbia zero following, cioè che non segua nessuno, va a confermare ancora una volta quale sia per lui lo scopo dei social network e di internet in generale: non solo uno strumento di connessione fra persone, di condivisione e diffusione di informazioni, ma soprattutto un canale di dissenso, il pi...

13.04.2013

Emanuele Coco. Il circo elettrico delle sirene

L’ultimo libro di Emanuele Coco, Il circo elettrico delle sirene, cambia forma ad ogni pagina. Si inizia con una narrazione mitologica, due pagine dopo il testo si trasforma in una ricostruzione storica, poi si passa alla filologia e all’interpretazione, più avanti ti trovi a sognare nel mezzo di una favola, una virata improvvisa e hai dinanzi uno scritto erudito, qualche riga più in là siamo nel bel mezzo di un romanzo d’amore. Così descritta sembrerebbe una scrittura spezzata, schizofrenica, discontinua ma non è così, perché l’intero volume è percorso da un’immagine altamente simbolica che costringe il lettore a non disperdersi fra le molte narrazioni: questa presenza, che emerge dalla profondit...

18.02.2013

Ultimi non indispensabili Nabokov

Le opere di Nabokov pubblicate in Italia in questi ultimi anni non si possono certo dire pensate per un vasto pubblico, quanto piuttosto per studiosi specialisti o per qualche collezionista di feticci letterari. L’originale di Laura (Adelphi, 170 pp., 18€) soprattutto, che per decenni è stato una bozza custodita religiosamente nell’archivio privato della famiglia Nabokov, a distanza di più di trent’anni dalla scomparsa dell’autore è stato nel 2009 reso pubblico dal figlio Dmitri (questa è solo l’ultima di una lunghissima serie di sorprese editoriali tirate fuori da Dmitri, consuetudine questa che pochi altri illustri eredi possono vantare).     Vladimir Nabokov poco sopportava anche solo una virgola...

22.10.2012

Alessandro Cinquegrani. Cacciatori di frodo

Cacciatori di frodo di Alessandro Cinquegrani (Miraggi Edizioni, pp. 112, € 12,50) è la messa in scena della lingua del dolore, di un dolore psicotico, ossessivo, incontenibile. Chi legge si ritrova spettatore di un teatro di parole che “rotolano” sulla pagina, braccate dalla sofferenza di chi parla. Ma in questo libro non c’è solo una lingua malata, perché una storia viene raccontata anche se a intervalli discontinui, in una incessante zoppia di pensieri.   Il protagonista si chiama Augusto, ha una moglie bella dalla pelle candida, Elisa, che ogni mattina percorre 12 chilometri a piedi per andare a morire sulle rotaie di un binario morto, in attesa di un treno che non arriverà mai. Un suicidio cercato ad ogni alba. Ed...

16.10.2012

Chicago. Millennium Park

Il Millennium Park è il cuore di Chicago ai piedi dei grandi grattacieli, i cui riflessi luminosi si riversano nelle strade, tra l’asfalto e i prati. L’incontro tra la luce e il rumore metropolitano, il movimento, la rapidità rende unico questo spazio pubblico. Il passeggio quotidiano, l’aperitivo dopo il lavoro, i picnic in pausa pranzo, sono momenti essenziali di chi lavora nel Loop di Chicago. Il parco è un concentrarsi di imponenti pezzi d’arte che tolgono il fiato: dal Cloud Gate (ribattezzato dagli autoctoni The bean, il fagiolo) di Anish Kapoor, alla eccentrica Crown Fountain di Jaume Plensa, fino al sontuoso palco per orchestra all’aperto di Frank Gehry. E mangiarsi un hot dog o un hamburger all’ombra di questi colossi...

06.09.2012

Gli Appalachi di Shelby Lee Adams

Shelby Lee Adams è un fotografo americano che fin dagli albori della sua carriera, iniziata negli anni ‘70, si è sempre dedicato a ritrarre famiglie e piccole comunità montane dell’Appalachia, regione in cui è nato. Da qualche mese è disponibile il suo quarto libro fotografico Salt & Truth, pubblicato dall’editore statunitense Candela Books. Ho avuto modo di vedere alcuni degli ottanta scatti contenuti in questo volume durante un’esposizione nella bella Catherine Edelman Gallery di Chicago.                           Se si chiede a un americano “who are the Appalachian?” si può star...

16.07.2012

Michela Murgia. L’incontro

Nonostante il titolo (L’incontro, Einaudi, pp. 112, € 10) l’ultimo libro di Michela Murgia è un susseguirsi di scontri: scontri culturali, scontri fisici, emblematici e verbali. Il protagonista è Maurizio, un ragazzino che vive in una sperduta campagna sarda, i cui giochi solitari di anno in anno vivono una dispiegante e liberatoria parentesi estiva nella casa di paese dei nonni, a Crabas. Lì i coetanei, le bande, le corse in bicicletta, le amicizie profonde danno sollievo alle costrizioni di una vita in solitudine. Il primo incontro-scontro è linguistico e sarà lo scheletro dell’intero racconto: l’“io” di Maurizio, del bambino “educato dalla solitudine a diventare per sempre l’unica misura di se...

04.07.2012

Chicago. Studio Malick

Malick Sidibé è un fotografo di Bamako, capitale del Mali, che grazie alle immagini scattate nel suo paese durante gli anni ’60-’70 ha raggiunto una notevole fama internazionale. Le fotografie ritraggono la società maliana finalmente libera dopo ottant’anni di colonialismo francese e queste gli sono valse riconoscimenti sovranazionali. Da allora la sua notorietà è cresciuta fino al conferimento d’importanti premi, quali il The Hasselblad Award del 2003, il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia del 2007, l’Infinity Awards del 2008. Negli ultimi vent’anni si sono susseguite mostre per tutto il mondo e in Italia va ricordata l’esposizione “Malick Sidibé. La vie en rose”...

13.03.2012

Simone Lenzi. La generazione

Una donna vive di giorno, si alza con le prime luci, pensa, sogna e desidera al calore del sole; un uomo, il suo uomo, di giorno dorme disturbato dai rumori del ciclo vitale diurno, e di notte lavora, e mentre lavora pensa e legge e studia, nel tentativo disperato di spiegarsi perché la sua vita e quella di sua moglie sembrino escluse dai ritmi naturali dell’esistenza, sterili alla procreazione. S’immerge nella lettura di Comenio, di Aristotele, di Ippocrate, di scienziati dei secoli addietro, alla ricerca di una spiegazione razionale; pagine digitali scorrono sul monitor del computer, pagine scannerizzate, sterilizzate. La voce narrante è quella di un guardiano d’hotel la cui notte non è né nera né blu, ma grigia, di un “grigio...

21.02.2012

Sandro Veronesi. Baci scagliati altrove

Ci sono momenti in cui pare difficile trovare il leitmotiv della propria esistenza, sotto cui sia possibile ripararsi dai fluidi controversi della vita. Si cerca il fil rouge sperando in un ritornello consolatore. Eppure, nonostante i momentanei tentativi di semplificazione, è sempre il caos a prendere il sopravvento, perché una spiegazione catartica al “perché io sono qui?” ancora nessuno l’ha data; e allora, forse, sarebbe più sensato affidarsi ad un arrendevole “caos calmo”. Ed è proprio questo, ancora una volta, il tono dei quattordici racconti di Sandro Veronesi raccolti da Fandango sotto il titolo Baci Scagliati Altrove (pp. 118, € 13). La vita aggredisce ma i personaggi di questi racconti vi si abbandonano...

16.01.2012

Elena Ferrante, L’amica geniale

Le due bambine si tengono la mano su per la scala buia e polverosa della vita. Il loro mondo è quello di un rione povero di Napoli, pare un paese sperduto, la città è appena dietro la collina ma sembra già un’altra realtà. Nelle strade, fra i palazzi la voce della violenza impesta l’aria, memorie di tempi lontani che affondano le radici ben prima della nascita delle due protagoniste di quest’ultimo libro di Elena Ferrante, L’amica geniale (edizioni e/o, pp. 329, € 18). L’infanzia di Lila e Lenù è un’infanzia di brutalità, di pietre in faccia, di sangue, di urla contro i genitori, di voli fuori dalla finestra scaraventate da padri imbufaliti. I bambini riproducono i comportamenti degli adulti...

09.11.2011

Lars von Trier. Melancholia

Nell’ultima intervista a James Hillman (pubblicata su Tuttolibri sabato scorso) il filosofo parla di coagulatio e dissolutio come di due momenti strettamente interconnessi. “Coagulatio in alchimia significa rapprendersi in un punto, diventare più solidi, più definiti, formati, dotati di morphe”, ma il punto estremo di questa concentrazione di materia coincide con la dissoluzione totale di questa. La vita si deflagra diventando altro, dissoluzione, morte. Ed è proprio questo il tema centrale di Melancholia l’ultimo film di Lars von Trier.     La struttura è come un dittico, i due capitoli sono intimamente connessi, si guardano, si riflettono. Il primo è dedicato a Justine, interpretata da Kirsten Dunst. Si...

03.11.2011

Paolo di Paolo. Dove eravate tutti

Cos’è successo negli ultimi vent’anni? L’Italia dov’era mentre Berlusconi faceva sognare gli ingenui e inorridire gli increduli? Gli italiani che quest’anno si celebrano con il tricolore sbiadito ai balconi, dov’erano? Dove eravamo tutti? E dove siamo oggi che lasciamo che cancellino il 25 aprile e il 1° maggio dal calendario festivo? Qui, o poco più in là, oltre i confini nazionali. Ma pur sempre stravaccati su un divano a guardare la tv, o appena più composti a un tavolo di amici a discutere del Cavalier Pirata, o ad un caffè la mattina a scorrere le pagine nazionali tra cornetto e cappuccino. Eravamo tutti qua. Gli anni passavano e il Cavaliere restava “il capo e la coda di ogni discorso, l’...