AUTORI
Claudio Bartocci
06.10.2018

Fratello e sorella / André e Simone Weil: l’arte della matematica

«Il genio era bicefalo – scrive Sylvie Weil, figlia di André e nipote di Simone, in un suo intenso libro di memorie, sospeso tra rievocazione famigliare e percorso di ricerca interiore (Chez les Weil. André et Simone, Buchet/Chastel, Paris 2009; trad. it. Casa Weil. André e Simone, Lantana, Roma 2013)  –. Mio padre aveva un doppio, un doppio femminile, un doppio fantasma. Sì, perché mia zia, oltre a essere una santa, era un doppio di mio padre, cui assomigliava come una gemella. Doppio onnipresente, come può esserlo solo un fantasma che non ha più altro da fare. Che non è più militante, non insegna più, non parte più per fare la guerra in Spagna, non ha più stupefacenti incontri con Cristo, e ciò nonostante continua, senza tregua, a fare tutto questo, ancora meglio dei vivi. Un...

08.07.2013

Lo sguardo matematico

La matematica è scienza del visibile o dell’invisibile? La matematica dimostra con metodo e rigore fatti che già si sono resi manifesti, oppure porta alla luce verità che altrimenti rimarrebbero nascoste? È una colossale tautologia o una titanica opera di decifrazione? Narra Plutarco che Archimede fu trucidato dalla soldataglia romana mentre era intento a tracciare figure geometriche sulla sabbia. La realtà storica fu probabilmente diversa, ma l’aneddoto ha il pregio di mettere in evidenza il carattere eminentemente geometrico della matematica greca classica: la maggior parte dei risultati e dei problemi sono formulati ricorrendo a opportune costruzioni. Basti pensare alle proprietà dei numeri figurati studiate dalla scuola...

23.06.2011

Su Flatlandia

Ci sono libri sui quali il trascorrere degli anni deposita una patina opaca che ne altera la fisionomia autentica e ne spegne le originarie coloriture. Si tratta di un processo di offuscamento, di erosione, di abrasione del senso, dovuto alla cattiva memoria dei lettori e, soprattutto, alla loro miopia interpretativa. Flatland è uno di questi libri. Pubblicato nel 1884, caduto successivamente in un oblio quasi totale e riscoperto soltanto verso la metà degli anni ’50 del secolo scorso, lo “scientific romance” del reverendo Edwin Abbott Abbott viene letto per lo più come una favola geometrica condita con una satira non certo virulenta della società tardovittoriana, della quale si mettono alla berlina l’ossessione classista, l’...