AUTORI
Elisa Del Prete
02.05.2016

L’arte a vapore sui muraglioni del Tevere / L’Italia di Kentridge

Una processione. Niente di più italiano. Italiani, un popolo di credenti, nonostante tutto, un popolo di romantici e nostalgici. E per fortuna. Qualcosa ancora c'è rimasto. La nostra memoria, storica e attuale, la nostra cultura, ciò che vivifica ancora oggi il senso comune.   A ricordarcelo è William Kentridge, un artista sudafricano ormai noto in tutto il mondo che l'Italia la ama e che risiede ora nella capitale per seguire i lavori del suo Triumphs and Laments: un progetto per Roma, un'opera urbana di cui si parla da tempo, voluta e ideata da più di tre anni grazie all'invito rivoltogli dall'Associazione Tevereterno. Maestro della tecnica e delle tecniche, sperimentatore indisciplinato che passa dal disegno all'animazione, dalla scultura al teatro, questa volta Kentridge è...

18.04.2016

Un nuovo ebook di doppiozero / William Kentridge

Esce oggi il nuovo ebook di doppiozero dedicato a William Kentridge, una monografia completa di uno dei maggiori artisti contemporanei. Un percorso biografico e tematico ricco di materiali anche frutto di interviste inedite e di illustrazioni che ripercorrono tutto il complesso tragitto dell’artista sudafricano dagli esordi teatrali alle grandi realizzazioni e installazioni, come quelle in corso attualmente a Roma e Milano.   Artista di fama internazionale William Kentridge (Johannesburg, 1955) è ormai riconosciuto dentro e fuori dal circuito artistico in quanto testimone della condizione di segregazione vissuta dal Sudafrica durante l'Apartheid, in cui l'artista cresce. Le sue animazioni in stop motion nascono da un processo unico che parte del disegno in bianco e nero, a carboncino...

25.03.2016

La sesta edizione di ON a Bologna / “Dopo, Domani”: un progetto d'arte utopica sul lavoro e l'abitare oggi

Mi è capitato, come forse anche ad alcuni di voi, di partecipare a bandi per incarichi di lavoro all'estero in strutture pubbliche (almeno in parte), e di scoprirmi davvero poco preparata a fornire un quadro sul mio lavoro passato che riuscisse a restituire da una lato quelle che oggi vengono dette le skills (ovvero le competenze acquisite nel corso della carriera professionale), dall'altro a mostrare come tali abilità potessero offrire un reale potenziale di sviluppo per chi avrebbe dovuto scegliermi. Lavoro come curatore d'arte contemporanea e so che non è tra i lavori più comuni, ma credo che buona parte della mia generazione, io ho 37 anni, si trovi a vivere questa situazione. Non si tratta di precariato o almeno non solo, si tratta a mio parere di visione, di proiezione, e...

07.01.2015

Joan Jonas. Light Time Tales.

Con Joan Jonas si attraversa davvero tutta la storia dell'arte. E non solo. Si viaggia per il teatro, il cinema, la danza, la musica, l'antropologia, la letteratura... Si incontrano ambientazioni metafisiche alla De Chirico, maschere messicane e il teatro Nō, sperimentazioni spaziali, corporali, oggettuali appartenenti alla corrente minimalista contemporanea, protesi della body art, interventi di land art, Michael Snow e la ricerca dei compagni del cinema strutturale, Philip Glass e la ricerca dei compagni della musica minimalista, ma anche surrealismo, rinascimento, Aby Warburg e il rituale del serpente, epica medievale e saghe della letteratura nordica, Bosch...   Per la prima volta l’Italia le dedica una retrospettiva che va dalla fine degli anni Sessanta ad oggi...

01.08.2014

Quei graffi sui muri...coro della città contemporanea

Da una città che lotta da anni, decenni, contro la violazione del muro “pubblico”, che vede susseguirsi amministrazioni che, ognuna a proprio modo, si ostinano, sebbene consapevoli dell'inutilità del gesto, a pulire e ripulire intonaci di palazzi, portici, colonne e serrande dai segni a spray che, dall'altra parte, gli avversari di questo duello, le giovani bande graffittare, persistono a comporre in un crescendo sempre diverso; da una città come Bologna, che vanta una tradizione più o meno legittimata di writers che proprio ora vengono scritturati dal Comune per comporre facciate intere di palazzi di periferie, e che sebbene desideri vantare questo primato non si trova ad esser poi tanto diversa da Milano, Roma o Zagabria; da queste strade...

03.06.2014

Kentridge e tutto ciò che non sta nel disegno

Inviting the world, take it apart, re-construct it, ovvero accogliere il mondo, smontarlo, ricostruirlo. Con queste parole William Kentridge riassume il processo che sta dietro al suo lavoro, o, meglio, a ciò che accade in studio. Sì, perchè lo studio, contrariamente a quanto capita oggi alla maggior parte degli artisti, che si trovano a lavorare sempre di più laddove sono chiamati a intervenire, in un luogo specifico, magari fuori dal loro contesto, nutrendosi della materia oggettuale e umana che questo luogo offre loro, servendosi magari di maestranze locali, lo studio, per Kentridge, è ancora il luogo principale di produzione, di sperimentazione.   Se lo vediamo in giro per il mondo, tenere conferenze negli States, fare mostre in India,...

19.08.2013

Di matrice femminile

Da maggio, ancora per poche settimane (fino al 1° settembre) il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, ospita un progetto anomalo, che si compone di una mostra, di un ciclo di conversazioni, azioni e proiezioni dal titolo Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Di primo impatto suona come una mostra sulle donne, un progetto pretenzioso, ridonante, finanche datato e anche un po' autoreferenziale se si pensa che è organizzato non dal direttore del museo ma da un “collettivo” (come si definiscono) di dipendenti, naturalmente donne, del museo stesso. Ma, se si pensa che in Italia la relazione che lega arte e politiche femministe è un tema praticamente rimosso dalla storia dell'arte, che sono pochissimi i...

03.07.2013

Lo sforzo di Resistere

Mai titolo fu più azzeccato: Rezistance, ovvero Resistenza. Così Ali Kazma ha intitolato l'installazione video al Padiglione Turco che è stato invitato a rappresentare quest'anno alla Biennale di Venezia. A un giorno dall'inaugurazione ufficiale, il 31 maggio scorso, a Istanbul scatta la rivolta o, meglio, la resistenza, perchè di questo si tratta, non di un attacco, ma di una difesa, di un atto di resistenza, appunto, alla violazione di diritti umani, diritti d'espressione, libertà di parola, democrazia.     Anche se oggi questi termini risuonano come lettere vuote e sarebbe necessario rivederne il significato nell'ambito di una trasformazione non solo geo-politica ma soprattutto socio-culturale in atto (...e...

27.05.2013

Tavoli | Ettore Spalletti

È quasi severo il tavolo di Ettore Spalletti, nella sua pulizia, nella sua essenzialità. (Chi è più abituato all'essenzialità oggi?) Poi scopri che l'essenziale è invece ricchissimo: fogli bianchi, di diverse dimensioni, evidentemente di una certa qualità, due matite, candide, bianche, come pochi hanno avuto modo di usare, un barattolo con forbici e pennelli e, forse, colore, infine la numerazione, quella di un quadro probabilmente, che potrebbe essere proprio quello che l'artista sta per comporre.   Questo tavolo è lo specchio della sua arte, della sua vita, della severità o, meglio, del rigore che ha adottato quando ha scelto di rimanere nel suo paese in Abruzzo ad occuparsi di ciò di cui...

13.05.2013

Marta Dell'Angelo. La lingua non centra...

Mi è capitato di vedere due ciclisti parlare in silenzio. Arrivavano da lontano, due sagome in controluce, e a un certo punto si son fermati, uno accanto all'altro, con quel tipico gesto di chi appoggia il piede a terra in punta, spostando il bacino un po' di lato. E hanno iniziato a parlare. Era evidente che stavano parlando perché si guardavano in faccia gesticolando. Quando li ho attraversati, però, non c'erano parole tra di loro, silenzio. Gomiti, spalle, mani, polsi e ascelle, il collo e la testa, e anche il volto con la bocca, il naso e le sopracciglia, tutti insieme in movimento, dialogavano senza parole. Mi è sembrata una magia, un antidoto alle parole, a quelle in eccesso, a quelle rumorose, a quelle acronimiche, inglesizzanti, alle tag...

30.04.2013

Blu Bologna

Salivo a piedi verso San Luca, seguendo il porticato, già uscendo dalla città, che stava già ai miei piedi, sulla destra. Per chi non è di Bologna, San Luca è un santuario, una chiesa in cima a un piccolo colle, cui solitamente si sale in pellegrinaggio quando sia ha necessità di riflettere, di smaltire qualche chilo, di consacrare un fioretto fatto per passare un esame, di pregare per qualcuno, o semplicemente di uscire dalla cappa bolognese... non solo d’inquinamento. In venti minuti sei fuori, vedi alberi, valli, fiori e case meravigliose, senza macchina, fuori dalla città, fuori dalle ansie della giornata, dalle urla della famiglia, dal cemento, dal “vendesi/comprasi” o dal “cercasi/offresi” cittadino...

22.04.2013

Apichatpong Weeraesatakhul, uno spirito misterioso

La Thailandia, tra le prime mete esotiche ed erotiche degli italiani, ormai la conosciamo tutti. Il solo nome evoca un certo paesaggio, certi volti, certe cose da fare, per lo più di svago e di shopping. “Quest’anno vado in Thailandia... torno in Thailandia... ho comprato casa in Thailandia... ho sposato una thailandese”... Tanto che ormai non ci possono più vedere né ci trattano più con la fascinazione o la curiosità di prima. Abbiamo addirittura perso il ruolo dei “turisti porta soldi”: ora, semmai, il turista italiano è quello che ritorna, sempre nello stesso posto, portando le magliette che non usa più per i ragazzini del posto, facendo regali dall’Occidente un po’ come fosse l’amico...

12.04.2013

Nam June Paik in Italia

Avete mai guardato la tv? Certo che sì. No, ma intendo, l’avete mai guardata negli occhi? E l’avete mai ascoltata? Certo che sì. No, ma intendo, ascoltata quando non ha niente da dirvi. Quando non è costretta a mandare in onda la vostra serie preferita, la partita del mercoledì sera, il talk show che vi dà di cosa parlare con i vostri amici il sabato pomeriggio. Le avete mai sorriso? Avete mai chiuso gli occhi e percepito la sua presenza? Insomma, l’avete mai contemplata, ci avete mai giocato assieme...? L’avete mai considerata e amata per quello che è, un apparecchio elettronico da cui escono suoni e immagini? Non credo. Per molti di noi la televisione è una vera compagna di vita, è lei a scandire...