AUTORI
Valeria Nicoletti

Valeria Nicoletti (1987), nata in terra salentina, vive a Parigi da quasi tre anni e circa dodici case diverse. Dopo un'immersione nel noir contemporaneo, tre mesi a New York a seguire gli occupanti di Liberty Square, è tornata in Francia per indagare sulle vite degli scrittori migranti oltralpe e vivere la vita di redazione. Almeno per un po’. Tornata freelance, vede gente e fa cose. Appassionata di teatro e letteratura contemporanea, si è avvicinata allo studio dei movimenti urbani e della fauna metropolitana per capire come cambia la Ville Lumière. Da Parigi, scrive per numerose testate italiane, tra cui Il Fatto Quotidiano, Doppiozero, KLP Teatro, Lettera43, OggiViaggi. Lascia tracce anche su Twitter e Tumblr.

 

Blog: auventamauvais.wordpress.com

29.04.2015

Le città fallite

«Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico». Basta un breve elenco per afferrare il perché del titolo dell’ultimo libro di Paolo Berdini, urbanista, ingegnere e scrittore, da tempo impegnato contro il consumo del suolo italiano, autore de Le città fallite, edito da Donzelli (2014).   «Le città, purtroppo e per fortuna, non sono equazioni...

04.03.2015

Laboratorio Leuca

“Dopo il progetto del quartiere Leuca, qualcosa è cambiato a Lecce, non potremo più tornare a fare urbanistica alla vecchia maniera, calare progetti dall’alto, imporre una nuova forma alla città senza consultare gli abitanti, in un modo o nell’altro abbiamo segnato un punto di svolta.” Sono passati cinque anni dall’avvio del progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Leuca di Lecce, partito nell’ottobre del 2009, e Juri Battaglini, architetto e tra i soci fondatori del LUA, Laboratorio Urbano Aperto, principale promotore dell’iniziativa, traccia un bilancio di quello che è stato fatto e di quello che ancora resta da fare in questa zona alle porte della città, tra le volute barocche del centro storico e la...

30.06.2014

Silent University a Bamako-sur-Seine

A Montreuil piove. È una grigia mattinata di fine maggio e alle porte di Parigi inizia un lunedì come tutti gli altri. Montreuil, periferia a est della capitale, conta il 20% di stranieri su una popolazione di poco più di 100.000 abitanti.   L’altissima concentrazione di maliani le ha valso il soprannome di “Bamako-sur-Seine” tra gli autoctoni. Ci sono almeno 112 nazionalità diverse, tra cui almeno 31 paesi africani, e il 50% dei bambini è straniero. Un melting pot effervescente sostenuto da una rete associativa capillare che a Montreuil si occupa, in maniera più o meno efficace, d’integrazione, al quale si aggiunge un nuovo fenomeno demografico che, di recente, ha fatto di Montreuil una delle cittadine prese di mira...

09.04.2014

Hollande in stile gangsta

Si chiama Pierre-Yves Bocquet, ha 40 anni, ed è uno degli uomini in giacca e cravatta che ogni mattina attraversano la rue du Faubourg Saint-Honoré per arrivare puntuali in ufficio. E non in un ufficio qualunque, ma all’Eliseo, nel cuore dell’ottavo arrondissement di Parigi. C’è però una parte della Francia che lo conosce, anzi lo legge, sotto il nome di Pierre Evil, critico musicale gagliardo, di quelli che non la mandano a dire, appassionato e cultore di gangsta-rap. Da circa due settimane, tuttavia, Evil, la metà oscura, è stato messo in cantina, in favore di Bocquet, l’alto funzionario, nuovo paroliere di François Hollande, la cui missione sarà quella di impiegare il suo estro letterario al servizio dello...

10.03.2014

Paris sans le peuple

“Abitare a Parigi è un chiaro segno di denominazione sociale.” È la tesi, ampiamente dimostrata, della ricercatrice Anne Clerval, autrice del libro Paris sans peuple (edizioni La Découverte), pubblicato lo scorso settembre, dove la geografa esplora le dinamiche della gentrificazione nella capitale. Clerval prende in esame, in particolare, tre aree: il faubourg Saint-Antoine, il fauborg du Temple e Château Rouge. Quartieri centralissimi, brulicanti, la cui fauna umana è sì mista ma, sembrerebbe, quasi suo malgrado. Perché Clerval usa il termine “gentrificazione”? Questo neologismo inglese, creato dalla parola “gentry”, che designa, in modo peggiorativo, le classi agiate, è stato inventato nel 1964...

24.01.2014

Libération a 40 ans

“Eravamo in 50 in 30 metri quadri e tutti fumavano Gauloises”, è il ricordo vivido di uno dei redattori. Era il 5 febbraio del 1973, quando il primo numero di Libération debutta nei chioschi. Non c’è ancora il celebre logotipo rosso, ma una fotografia campeggia sulla prima pagina, accanto alla promessa editoriale “Si vous le voulez un quotidien libre tous les matins”, letteralmente “Se lo volete, un quotidiano libero tutte le mattine”. Si presenta così, alla Francia post-sessantottina, il primo numero di Libé, come è affettuosamente soprannominato, un puro prodotto del maggio ’68, concepito in un momento d’ebbrezza, quasi d’incoscienza. Diventato ufficialmente un quotidiano nel maggio del...