AUTORI
Vincenzo Latronico

Vincenzo Latronico: vivo a Milano. Ho studiato prima lettere, poi filosofia; ho lavorato per un anno a un dottorato di ricerca, ma poi ho smesso. Fra le altre cose, ho tradotto opere di P. G. Wodehouse, Hanif Kureishi, Maxence Fermine, Seth Price, Daniel Spoerri, a.a.ammons, Max Beerbohm e Rudolf Carnap. Il mio primo romanzo, Ginnastica e rivoluzione, è uscito per Bompiani nel 2008. Per il secondo ci siamo quasi. Sempre per Bompiani ho pubblicato, nel giugno 2009, un testo teatrale, Linee guida sulla ferocia. Ho scritto una collezione di 32.768 racconti d'amore, che in forme diverse esiste in italiano, inglese e tedesco. Ho condotto per un anno una rubrica quasi satirica su Radio Onda d'Urto, Mai più soli, in cui ricevevo alcune comunicazioni da parte di Kurt Vonnegut, dall'aldilà. Sto lavorando a un adattamento di Lisistrata, di Aristofane, ho curato un seminario (quasi) permanente sull'autofiction nello spazio milanese di Kaleidoscope. Scrivo di arte per Domus.

 

08.05.2013

La velocità di lotta

Una recensione parla di un romanzo in terza persona, come farebbe un analista o un pubblico ministero. Supplisce all’impossibilità dell’accesso immediato al proprio oggetto con un’indagine che si spera scrupolosa, e da cui dipende la sua (teorica) obiettività. Una prefazione d’autore, al contrario, parla di un romanzo in prima persona, come farebbe un paziente o un imputato. Paga col sospetto di auto-indulgenza (la “soggettività”) il prezzo di un accesso privilegiato a ciò che del libro il libro stesso non rivela: il processo di ideazione e scrittura, le influenze, le allusioni.       Entrambe queste strade mi sono precluse, nel parlare de La velocità di lotta di Andrea Scarabelli, in uscita...

15.02.2013

Un altro viaggio in Etiopia

Nella primavera del 2011 Giovanna Silva e Alberto Saibene, fondatori di una casa editrice di nome Humboldt dedicata alla letteratura da viaggio, mi hanno proposto di scrivere un racconto di viaggio per loro, che sarebbe stato accompagnato da un saggio fotografico di un artista. Naturalmente, ho accettato. Un anno dopo sono partito per l’Etiopia col fotografo/artista Armin Linke; un anno dopo, che è adesso, il libro è uscito, primo di una collana in cui sarà seguito da quelli di Dino Baldi e Marina Ballo (sulla Grecia) e di Claudio Giunta e la stessa Giovanna (sull’Islanda), in coedizione con Quodlibet.   Il genere mi affascinava e spaventava al contempo. Grande amante del capitano Richard Francis Burton (un po’ come Veltroni potrebbe...

17.06.2012

Albicocca, bicicletta, Cuba

0. Prendi una bicicletta da strada, coi copertoncini lisci per minimizzare l’attrito; togli le luci, togli il campanello, togli i parafanghi se ci sono; togli la ruota libera, cioé il meccanismo che permette di andare avanti per inerzia, senza pedalare: resta una specie di scheggia sottile e quasi invisibile nel traffico, velocissima, che costringe chi la guida a un movimento costante e integrato, il corpo solidale con la ruota posteriore. Fatto? Bene. Ora togli i freni. 1. Da qualche anno sono apparse nelle città italiane delle biciclette diverse. Sono molto essenziali nella forma; sono vintage; sono spesso senza freni, e sempre senza la ruota libera. Sono un adattamento urbano di quelle usate nelle competizioni su pista, che fanno a meno di freni e ruota...

09.11.2011

Ho creato un incubo. Un caso studio di teoria letteraria applicata

“Ho creato un incubo”, lamentava il dottor Frankenstein sui ghiacciai di Chamonix, osservando la rivolta della sua creatura, “e morirò della sua mano.” “Ho creato un incubo”, piangeva fra i fumi di crack il Bret Easton Ellis di Lunar Park, perseguitato dal protagonista di un suo romanzo precedente, “e morirò della sua mano.” Anche io ho creato un incubo, mi sono reso conto l’altro ieri, leggendo Il Buon Inverno, il primo romanzo tradotto in Italia dello scrittore portoghese João Tordo – e della sua mano muoio. Questo testo – che è a metà strada fra l’autobiografia e la teoria letteraria, e si chiude con un sondaggio – è la storia del mio mostro di Frankenstein, che...