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Vinicio Capossela / Ballata per uomini e bestie

Un suono cupo, vibrante, profondo che sembra davvero arrivare dall’inizio del mondo ci introduce subito in una grotta antica, forse siamo a Lescaux e forse anche noi guardiamo ammirati quei disegni sulla roccia, fatti da un nostro lontano antenato. Perché? Perché disegnare quegli animali, grandi bovini? Per auspicarne la cattura? Per chiedere scusa alla loro anima dopo averli uccisi? Il suono ci avvolge sempre di più e poi arriva dritto al cuore quella sorta di grido: “Uro!”. Inizia così Ballate per uomini e bestie, l’ultimo lavoro di Vinicio Capossela, con un viaggio all’inizio della nostra storia, quando “antropos sollevò la testa e dipinse uro”, animale primordiale, lontano antenato dei bovini attuali. Ma quello che Capossela ci vuole raccontare è quel gesto, quella mano che si muove per ritrarre sulla roccia ciò che aveva visto o ciò che sperava di vedere. Tramutare in segno la realtà, il mondo. Forse il primo gesto creativo della nostra specie. L’inizio dell’arte: “E cominciò a giocare il gioco di diventare uomo”.    È quindi una “bestia” a ispirare l’uomo, questo sembra volerci dire l’autore, che a questo primo pezzo dal sound corposo e pieno, fa seguire...

Tempestoso Dylan

Recensire Tempest, l’ultima raccolta di canzoni di Bob Dylan, è come cercare di recensire l’iceberg che ha affondato il Titanic. Da qualunque parte lo si prenda, qualunque cosa se ne dica, il novanta per cento rimane sott’acqua.   L’uscita del disco è stata preceduta da un video del primo brano, “Duquesne Whistle”, che commenta la canzone in puro contrasto. Per le strade di Los Angeles un giovanotto vuole disperatamente farsi notare da una bella ragazza che non se lo fila per nulla, anzi alla prima occasione gli schiaffa in faccia una spruzzata di spray urticante. Lui, che non si scompone, ruba rose per lei da un fioraio finché, inseguito dalla polizia, butta a terra una scala senza badare a un operaio che ci lavorava in cima. L’operaio ha degli amici nerboruti che lo conciano per le feste e lo sbattono malridotto (ma sempre sognante la ragazza) sulla stessa strada da dove la storia è partita.   A quel punto Dylan, che avanza sul marciapiede a capo di una banda di sciamannati decisi a conquistare il mondo (ce n’è anche uno abbigliato come il cantante dei Kiss), arriva in vista del ragazzo, gli passa accanto senza fare una piega (quelli del gruppo lo scavalcano proprio) e...