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allusione

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Il Macbeth di Chiara Guidi

“Non si tratta di sopprimere la parola articolata, ma di dare alle parole all’incirca l’importanza che hanno nei sogni”. Forse questa indicazione di Artaud non è indispensabile per capire Macbeth su Macbeth su Macbeth, lo “studio per la mano sinistra” di Chiara Guidi, andato in scena a Vie (dopo essere stato presentato in anteprima al festival Orizzonti di Chiusi).   Non è indispensabile, ma aiuta molto, non appena si riesca a precisare che questa importanza sta nell’ordine, a un tempo vago e distinto, ma comunque sensibile, della fascinazione. Fin dall’inizio dello spettacolo, quando, le luci ormai abbassate, in quel brusio ancora sottostante, che per lo più serve a placare l’angoscia che qualcosa stia per accadere, si insinua il segnale di un gorgheggio, un gorgoglio, un liquido arabesco vocale che risucchia l’attenzione dello spettatore: da quel momento in poi, il vento ubiquo della voce (non si sa dove vengano, in effetti, le voci che parlano nei sogni) non smetterà di soffiare, di respirare, di tintinnare sui vetri invisibili di una scena che si forma e si riforma in continuazione,...

Ricerca e rete

La tecnologia ha spesso giocato un ruolo importante nella nascita di una nuova scienza o nella morte di un’altra: l’improvvisa disponibilità di nuove tecniche di indagine e di raccolta stimola prevedibilmente la costruzione di differenti modelli interpretativi. In effetti oggi è l’intero ambito delle Humanities a essere posto in questione, sollecitato e rimodellato dalle tecnologie digitali. Lo spostamento dal supporto cartaceo al digitale ha conseguenze decisive sul modo in cui leggiamo, annotiamo, memorizziamo un testo, e influisce in modo ancora oggi scarsamente indagato sulle nostre modalità di attenzione.   Interessato all’esplorazione delle potenzialità della realtà virtuale, musicista e programmatore, Jaron Lanier si occupa da tempo di diritti d’autore e economia della Rete. In La dignità ai tempi di internet riflette sulla deriva ultraconcentrazionaria della Rete e le sue conseguenze sulla “classe media”. Sviluppatasi come luminosa utopia, la gratuità dei contenuti online si è risolta in una devastante distruzione di ricchezza per i produttori – i “creativi...