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ansia

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Chrónos e Kairós / Arrivare in anticipo

Ai tempi della scuola i miei compagni cenavano tutti tardi. Cenare tardi era indice di modernità. Più si cenava tardi, più si era evoluti, alla moda, giusti, impeccabili, audaci. Più si cenava presto, più si era primitivi, bifolchi, demodé, sbagliati, coglioni. Cenavano tardi le famiglie piccolo borghesi, avvezze dalla nascita a modi estroversi e spigliati. Cenavano presto i complessati, i goffi, gli incarogniti nel male sociale del disprezzo di sé. Io che discendo da una famiglia di origine contadina avevo l’abitudine di cenare alle sette meno un quarto, quando in Tv davano Zig Zag con Raimondo Vianello, o I Jefferson, o Italia Sera con Piero Badaloni, e pertanto rientravo nel novero dei coglioni. Poi sono cresciuto, e nel frattempo quel che allora era considerato moderno è diventato antico. Ma ciò che è rimasto inalterato nel connotare una certa idea borghese di modernità è proprio la gestione del tempo individuale. Si è moderni se si possiede una comprovata disinvoltura nel rispetto degli orari. Badate alla parola disinvoltura, è la chiave per capire tutto. Il mondo così come lo conosciamo è il dominio dei disinvolti, ossia di chi è ardito, sfacciato, privo di riserbo e di...

Sentimenti negativi a Novara / Vergogna, ira, risentimento, ansia, pigrizia

Ci sono i sentimenti positivi e quelli negativi. Dopo aver esplorato odio, invidia, gelosia e noia, un nuovo ciclo di incontri al Circolo dei Lettori di Novara sarà dedicato a vergogna, ira, risentimento, ansia e pigrizia. Conosciamo davvero questi sentimenti? Solo per averli provati? Come sorgono, perché come si sviluppano? Cinque studiosi ci guidano alla scoperta del negativo che ci abita tutti, attraverso la storia umana e culturale di alcuni dei principali sentimenti.   Ecco il calendario:   Mercoledì 15 marzo ore 18 - 19.30 RISENTIMENTO Pietro Babetta   Mercoledì 22 marzo ore 18 - 19.30 ANSIA Nicole Janigro Mercoledì 5 aprile ore 18 - 19.30 IRA Ugo Morelli   Mercoledì 12 aprile ore 18 - 19.30 VERGOGNA Marco Belpoliti   Mercoledì 19 aprile ore 18 - 19.30 PIGRIZIA Gianfranco Marrone   Il Circolo dei Lettori Torino – via Bogino 9 +39 011 432 68 27 info@circololettori.it   Novara – via F.lli Rosselli 20 novara@circololettori.it

La summa di Joseph LeDoux / Ansia

Quando mi è stato segnalato per una recensione il saggio pubblicato da Raffaello Cortina intitolato Ansia e scritto da Joseph LeDoux, uno dei più eminenti neuroscienziati americani che da oltre trent'anni è impegnato nello studio delle relazioni tra il cervello umano e le emozioni, ansia e paura in particolare, ho chiesto di mandarmene una copia. La mia richiesta è stata accolta con sollecitudine e ventiquattr'ore dopo mi è arrivato un pacco su cui era scritto, a caratteri cubitali, URGENTISSIMO. Appena l'ho visto mi ha preso un attacco d'ansia! Cosa voleva dire quell'urgentissimo? Era una sfida, una minaccia, un avvertimento? Ancora non lo sapevo, ma stavo facendo esperienza del meccanismo che scatena l'ansia: la percezione di una minaccia al mio benessere presente o futuro. Il toro va preso per le corna e bisogna affrontare quello che ci mette in ansia. Mi sono subito immersa nel libro.    Si tratta di un saggio importante, di oltre seicento pagine, circa duecento delle quali sono dedicate alle note e a una bibliografia che dire esauriente sarebbe riduttivo. È scritto in modo gradevole e, nonostante sia impegnativo, è di agevole lettura. Si può affrontarlo a due...

Jeff Nichols. Take Shelter

Le badlands americane sono piatte e sconfinate, non nascondono nulla, non lasciano via di scampo. Per il cinema sono un luogo iconico in cui dare vita a un fantasma che non si ciba del buio, della sorpresa, dello spavento, ma del loro contrario: la luce, l’attesa, l’ansia che si insinua lentamente.   Pensate a Intrigo internazionale, all’aereo dall’alto, a Cary Grant che vede tutto e non sa dove fuggire o nascondersi: ovunque si muova è a tiro, ovunque si giri è solo terra piatta, nessun riparo o quasi. La paura lo circonda, lo soffoca. Sopravvive, certo, ma il ribaltamento di prospettive, il troppo spazio dove fuggire e dunque l’impossibilità di fuggire, generano un trauma soprattutto per lo spettatore.     A Hitchcock ovviamente non importava nulla delle terre selvagge, dei misfits, della disperazione bella e maledetta: ma come spesso è accaduto nel suo cinema, nello spazio infinito del suolo americano aveva intravisto una terra di nessuno da riempire con il rimosso di una nazione.   E cinquant’anni dopo, parecchi Malick, Springsteen, Monte Hellman e road movie dopo, il giovane...

David Vann. Da dove vengono i sogni

L’isola di Caribou in Alaska in cui costruire un capanno con le proprie mani inseguendo più i propri rimpianti che i propri sogni, una famiglia esplosa da cui ognuno fugge in cerca di un riparo, una terra ostile e di ghiaccio quale terreno ideale per una resa dei conti che non vedrà alcun vincitore, ma solo l’azzeramento di un destino privo di ogni possibile felicità.   David Vann non ha scritto un capolavoro e non è probabilmente nemmeno paragonabile a Cormac McCarthy, come scrivono gli strilli giornalistici pubblicati sulla quarta di copertina del volume; tuttavia racconta con non poca bravura ed efficacia una storia ai margini del successo. Tre passi dopo Jonathan Franzen, i protagonisti di Vann vivono pienamente un fallimento senza possibilità di riscatto, come elementi dispersi su una terra estrema e dura, si ritrovano fianco a fianco in lotta per una sopravvivenza che non sarà mai una vita pienamente desiderata e voluta.   Protagonista assoluta è l’ansia, e con lei la difficoltà di percepire i propri stessi desideri, fino poi a tradirli in uno spietato gioco autodistruttivo, che va...

Il sabato del villaggio / Manovra economica

Mai come in questi giorni, l’Italia sembra proiettata verso il futuro. Il ministro dell’economia ha presentato in consiglio dei ministri la manovra economica per stabilizzare il debito e rilanciare l’economia. Una manovra doppia quindi, che stabilizza e rilancia, ma soprattutto che punta tutto sul futuro, rimandando al 2013 i provvedimenti più impegnativi. Se la paura per il futuro prima lo immobilizzava, oggi rinchiude letteralmente il Paese in una sorta di illusione in debito, qualcosa di molto simile ad un’ansia adolescenziale perennemente tesa tra i sensi di colpa per i compiti da fare rimandati a dopo e un’apatia consumata davanti ai programmi televisivi pomeridiani. Dalla televisione al telefono: questa la mutazione di un Paese che fu di 60 milioni di c.t. della nazionale e che oggi è più vagamente composta da 60 milioni di manovratori. Tardoadolescenti anni Novanta cresciuti con troppa tv e niente internet.   Ed è agli anni Novanta che ci riportano le immagini e anche le telefonate di Luigi Bisignani, manovratore gattopardesco sempre alle spalle dei potenti per meglio sussurrare alle loro orecchie. Giorgio...

Calma

Sul leggio della mia scrivania tengo una cartolina con la scritta Be Calm. Lo sfondo avorio accoglie un ovale dove il rosso sfuma, ma sul rosso delle lettere non ci sono dubbi: l’acquaforte di Louise Bourgeois in formato tascabile conserva la dimensione di tutta la sua opera che provoca e ripara. Mi pacifica, perché è proprio questa l’esortazione che mi sento rivolgere più volte al giorno. Ti si sente fin da giù delle scale, mi dice la maestra di meditazione, non si agiti ripete il medico convinto che se mi fermo scenderà anche la pressione, langsam langsam, piano piano, mi dice il collega psichiatra, lei è troppo veloce per me, si irrita il negoziante, be quite, mi invita l’insegnante d’inglese. Inutile spiegare, dire che si tratta di uno stato abituale e naturale, che anzi, con il passare degli anni va meglio, le onde non sono più quelle alte da bandierina rossa, ormai è un vento settembrino di tramontana.   Come sei vitale commentava la madre depressa con tono di riprovazione – e da lì il dubbio mai sopito che in tutto ciò ci fosse una maledizione. Infatti i sonni...