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Possibilità / L’automa e la macchina

I libri di filosofia non soltanto servono a produrre pensieri, spesso suggeriscono anche un panorama percettivo: alcuni assomigliano a costruzioni cristalliformi, dispongono i concetti in serie, ordinano il paesaggio in modo rigoroso, funzionano come una mappa perché vengono incontro alla capacità di orientamento del lettore. Altri sono meno rigorosi, più impressionistici, si rifiutano di mettere una volta per tutte a fuoco il paesaggio che continua a fluttuare sotto lo sguardo del lettore, come se la prospettiva cambiasse a ogni passo e fare il punto diventasse impossibile. Altri libri ancora sono inclassificabili, non appartengono alle tipologie appena ricordate, perché raggiungono la precisione del concetto per mezzo di folgorazioni e inducono nel lettore una percezione contraddittoria, quella di un paesaggio estremamente mobile che improvvisamente s’incanta, poi ricomincia a fluire e rompe la nettezza dei contorni, poi nuovamente congela… Quest’ultimo è il caso del libro di Federico Leoni – L’automa. Leibniz, Bergson, Mimesis, Milano 2019 – in cui salti e smottamenti concettuali se ne stanno in agguato sotto il velo di una scrittura più che elegante e una coerenza sistematica...

Dagli automi all’intelligenza artificiale

  In effetti l’uomo si dimostra essere cosa divina perché dove la natura finisce di produrre le sue spetie l’uomo quivi comincia colle cose naturali a fare coll’aiutorio d’essa natura infinite spetie.   Leonardo da Vinci     Da sempre l’uomo nutre la smisurata aspirazione di imitare l’atto divino della creazione. Più o meno dichiarata, quest’ambizione serpeggia in tutta la storia umana e ha ispirato miti, leggende e romanzi di grande suggestione, dal racconto del Golem a quello di Frankenstein. Passando dalla letteratura al versante costruttivo, i tentativi si presentano altrettanto numerosi, anche se i risultati, per la riottosità della materia e per le difficoltà di lavorazione, sono più modesti rispetto ai prodotti della fantasia, ma forse più ammirevoli per la loro concretezza.   Nascono così gli automi: costruzioni meccaniche, fontane semoventi, orologi, organi di varie forme e dimensioni, insomma artefatti spesso zoomorfi o antropomorfi, che, mossi dalla forza dell’acqua, dal calore o da un meccanismo nascosto al loro interno, sembrano...