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bianco e nero

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Arte africana contemporanea / Esploratori fuori tempo massimo

English Version Version francaise   Negli ultimi tempi, la vecchia Europa sembra essere affetta da una strana febbre: l’arte africana contemporanea! Dalle fiere alle rassegne, fino ai numerosi simposi, improvvisamente ci si accorge dell’esistenza di questo continente che, per la maggior parte è – utilizzando un’espressione presa in prestito da Joseph Conrad, il cuore di tenebra. E la cosa più divertente, rispetto a questa infatuazione folgorante, è che ci si chiede per quanto tempo durerà. Si ha l’impressione di assistere a una serie di precipitazioni da un’altra dimensione temporale.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Dappertutto, risuona la parola scoperta, come se i nuovi Cristoforo Colombo, Magellano, Vasco da Gamma e Marco Polo si fossero trasformati in collezionisti, galleristi, direttori di musei, capaci – secondo le parole di Sartre – di estrarre ogni cosa dal buio primario:   «Perché il bianco ha goduto per tremila anni del privilegio di...

L’avenir d’une illusion

Versione italiana English version   Depuis quelque temps, la vieille Europe semble souffrir d’une fièvre étrange : l’art contemporain africain ! De foires en expositions, de saisons en colloques, soudain l’on s’aperçoit de l’existence de ce continent qui, pour la plupart du temps, représente, pour employer une expression empruntée à Joseph Conrad, le cœur des ténèbres. Et le plus amusant, dans cet engouement soudain dont on se demande combien de temps il durera, c’est l’impression que nous avons d’assister à des ruées d’un autre temps.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Partout s’élève le mot découverte, comme si les nouveaux Christophe Colomb, Magellan, Vasco de Gamma et Marco Polo s’étaient transformés en collectionneurs, galeristes, directeurs de musées, seuls capables, selon les mots de Sartre, d’extraire toute chose des ténèbres primaires :   «Car le blanc a joui trois mille ans du privilège de voir sans qu’on le voie ; il était regard pur, la lumière de ses yeux tirait...

The future of an illusion

Versione italiana Version francaise   Since some time now the old Europe seems to be suffering from a strange fever: the contemporary African art! From fairs to the exhibitions, from seasons to symposiums, suddenly it discovered the existence of the continent that for many represents, to use an expression borrowed from Joseph Conrad, “the heart of darkness”. And the most amusing thing in this sudden enthusiasm, which who knows how long is going to last, is that it seems like we are back in history.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Everywhere the word “discovery” is being hailed, as if the new Christopher Colombus, Magellan, Vasco de Gamma and Marco Polo had transformed into the collectors, gallerists, museum directors, who see themselves as the only ones capable, according to Sartre, to extract the whole thing from the primal darkness:   “For three thousand years, the white man has enjoyed the privilege of seeing without being seen; he was only a look; the light from his...

La croisette e il mondo reale

Non emerge spesso dalle recensioni dei giornalisti che sono qui a Cannes, ma se qualcuno provasse a fare due passi sulla Croisette durante i giorni del festival troverebbe un luogo davvero singolare. Il cinema è in realtà una piccola parte di un grande circo che invade non solo la città ma l'intera regione e che riesce nel capolavoro di mettere insieme lo snobismo della haute bourgeoisie della costa azzurra con il kitsch in stile Las Vegas. Gli immancabili negozi di Gucci e Chanel (che spuntano ovunque si senta la puzza di contante) inframmezzati da pessimi ristoranti overpriced vengono popolati da un misto di professionisti del settore in cerca di affari, riccastri (o wannabe tali) di paesi arabi o russi, prostitute e gente in cerca di vip che anima le varie feste notturne e che forma l'enorme indotto del festival (ovvero, ciò che in realtà porta concretamente soldi all’industria del turismo della città). A farne le spese non è soltanto il cinema o il buon gusto, ma più in generale il mondo reale. A vederla da qui, infatti, l’Europa sembra molto lontana della devastante crisi economica e sociale che da...

Il glamour degli dèi e degli eroi

L’aspetto eroico e mitologico delle figure nella pubblicità di moda in bianco e nero deriva da una visione grafica della scultura antica, dalla furiosa lotta tra divinità e Titani, tra Centauri e Lapiti illuminata dalla luce delle fiaccole, che “rende più nette le ombre [e] fa apparire più chiare le parti illuminate”. La consuetudine di visitare i musei romani di notte, con l’ausilio delle torce, è testimoniata da Goethe, grande estimatore dell’opera grafica di Heinrich Meyer, apprezzato soprattutto per le sue riproduzioni a seppia dei busti antichi. Questo interesse grafico e chiaroscurale di Goethe per la scultura emerge nel contesto di alcune sue osservazioni sulla raccolta di volumi e illustrazioni che hanno il pregio di far “rivivere” il tempo in cui “l’antichità era studiata seriamente”. Sia le riproduzioni a puntasecca per contorni che illustrano i libri di Winckelmann, sia le riproduzioni ad acquaforte che circolano in Europa, hanno contribuito a diffondere un’immagine grafica della scultura antica, formando un modo di vedere, un “gusto”.   I...

Polaroid

Come funziona la nostra memoria? A scatti, a intermittenze, lasciando buchi, zone d’ombra. Oppure, al contrario, luminose visioni, accensioni improvvise. Funziona a colori o in bianco e nero? Per la mia generazione, nata negli anni Cinquanta, il bianco e nero s’impone, soprattutto per quanto riguarda il passato, gli avvenimenti storici. Sono così le foto della Seconda guerra mondiale, del periodo postbellico, e anche quelle dei leader e degli avvenimenti sociali e politici, almeno sino al 1969, e pure qualche anno dopo. Questo perché la memoria si forma, e riforma, al contatto con le immagini pubblicate sui giornali e sui rotocalchi, o viste in televisione, che sono in prevalenza in bianco e nero, anche quando nell’album di famiglia le immagini private erano già a colori.   Ricordo lo choc che ebbi quando vidi, non molti anni fa, le foto a colori di Hitler ed Eva Braun, colori pastello; tutto il periodo del nazismo era per me solo in bianco e nero. Mi sono venute in mente queste considerazioni quando qualche giorno fa quando ho letto il bel pezzo (“Due scatti nella storia”) che Michele Smargiassi ha scritto sul...