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"Dar da pensare" / Dove va la scuola italiana?

A cinquant’anni dal Sessantotto nessuna profezia di quella stagione utopistica appare più realistica del libro di Mitscherlich uscito in quegli anni Verso una società senza padre. L’immagine della nostra società rispecchia questa assenza, che si manifesta anche nel mondo della scuola, il luogo della socializzazione secondaria, in cui sembra essersi smarrito ogni principio di autorità. Non vorrei essere frainteso e sembrare portatore di nostalgici rimpianti. Non è il caso di desiderare un ritorno a un modello familiare che aveva molti risvolti repressivi, ma ritengo sia necessario affrontare seriamente le cause della perdita oggi di autorevolezza degli adulti e degli insegnanti in particolare, cioè delle figure che in passato suscitavano rispetto e apprezzamento anche per il ruolo che rivestivano nella società. Il libro di Giovanni Floris Ultimo banco (Solferino 2018) è una testimonianza di questo declino, attendibile, anche se di parte, anzi soprattutto perché di una parte in causa che sa comunque guardare a fondo al problema in modo multilaterale.   Che cosa è successo nella scuola? Certo è sotto gli occhi di tutti, perché alimentato dalla morbosità dei media, il dilagare...

Tra le pieghe di Mad Men

Don Draper è un uomo di successo. Ha un lavoro prestigioso (è una sorta di guru creativo in un’importante agenzia pubblicitaria sulla Madison Avenue), ha completi eleganti e donne all’altezza del suo fascino carismatico, non solo bellissime ma anche complicate e spesso molto irrisolte. Ha un passato oscuro e tragico, è tormentato da molti demoni, sempre in bilico tra vocazione alla grandezza e pulsioni autodistruttive.   Don Draper è il protagonista indiscusso di Mad Men, la pluripremiata serie firmata dallo showrunner Matthew Weiner per il canale via cavo americano AMC. Difficile parlarne senza fare spoiler, perché negli USA la serie è arrivata nelle scorse settimane alla metà della sua settima stagione (la trasmissione riprenderà per gli episodi conclusivi nell’autunno 2014), ma la distribuzione italiana è ferma alla quinta, trasmessa da Rai4.   Mentre racconta la nascita della pubblicità moderna e insieme la vita di Don, fatta di effimeri momenti di esaltazione intervallati da derive inarrestabili, costellata da molto alcool e altri eccessi (di sesso e lavoro soprattutto), la...

Auden, Isherwood, Spender. Il diario di Sintra

Arrivare a Sintra, luogo dell’immaginario, fiabesco come pochi, nel Novecento patria d’elezione di miliardari, eccentrici, scrittori, artisti in fuga dalle scomode familiarità della madrepatria o semplicemente in cerca di un Altro posto in cui vivere. Un luogo parallelo sì, ma assolutamente altro, con i suoi castelli, la sua nebbia, le sue guglie, la sua anima al tempo stesso nordica e mediterranea. Non è un caso che nel corso dei secoli Sintra abbia affascinato viaggiatori così diversi e provenienti da luoghi così disparati, primo fra tutti Byron, per non parlare della nutrita colonia inglese che all’inizio del secolo scorso fugge dalle restrizioni sociali dell’Inghilterra del tempo per cercare uno stile di vita meno conformista.   Fuggono dall’inglesità anche gli estensori di un testo importante e ora riscoperto, Il Diario di Sintra, che è al tempo stesso testimonianza delle tensioni politiche dell’epoca e documento delle correnti sotterranee che percorsero vite private e artistiche del terzetto coinvolto, ovvero Christopher Isherwood, Stephen Spender e W. H. Auden; anche se quest...

Metteteci nelle condizioni di salire a Barbiana

Da quando esiste, questa rubrica si unisce costantemente alle richieste che da più parti si levano per investire sulla scuola pubblica intesa come motore del cambiamento culturale e sociale: non usciremo dalla crisi innanzitutto morale e politica se non riusciremo a invertire il processo di degrado della scuola pubblica.   Abbiamo sperato che un cambio di governo potesse essere meno sordo alla richieste degli studenti, dei docenti, dei genitori e di quanti hanno chiaro che il livello di scolarizzazione e, soprattutto, la qualità della scolarizzazione, sono direttamente correlati al benessere di una società e al suo grado di democrazia. Eppure a distanza di mesi non si riscontra nessuna inversione di tendenza: la riforma Gelmini farà il suo corso e il piano di razionalizzazione (ovvero tagli indiscriminati) già previsto è stato fatto proprio dal nuovo esecutivo.   Per risparmiare decine di milioni di euro va in scena in questi giorni l’accorpamento sotto un’unica dirigenza di più scuole (elementari, medie e superiori) con numeri di iscritti inferiori ai 600 alunni. Lo ha scritto Corrado Zunino su...

Primo Maggio | La classe operaia è andata in pensione

Alfonso abitava al sesto piano della torre a stella dove vivevo anch’io da ragazzo, a Quarto Oggiaro. Era un operaio dell’Alfa Romeo; si divertiva a raccontarmi di quando era partito da Napoli neppure ventenne e appena sceso alla stazione Centrale di Milano guardandosi attorno si disse, convinto: “questa è la mia città”. Trovò quasi subito lavoro in fabbrica. Il suo caporeparto gli parlava in dialetto milanese e si incazzava se Alfonso (Rossi, un cognome che pare già un luogo comune) faticava a comprenderlo. Per par condicio lui replicava in napoletano, finché, nel tempo, trovarono nell’italiano la lingua franca per comunicare e lavorare al meglio, tutti assieme. All’inizio non conosceva nessuno, ma fra colleghi di reparto, sezioni di partito, riunioni sindacali, nel volgere di poco tempo si sentì già completamente integrato. Qualche mese dopo la sua partenza, la madre dal paese, piangendo di nostalgia al telefono, gli implorò di ritornare a casa. “No - fu la sua risposta - non torno. Qui mi chiamano ‘signor Rossi’, mi danno del lei e rispettano il mio lavoro”. Era...