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Ermeneutica

Con la crisi dello strutturalismo e il tramonto della militanza intellettuale, e in alternativa alla semiotica, negli anni ottanta l’ermeneutica è la corrente filosofica di più ampia visibilità: per usare le parole di Gianni Vattimo, uno dei più noti filosofi italiani, l’ermeneutica si presenta come koinè filosofica del pensiero occidentale, lingua comune e territorio di intersezione tra scienze umane e naturali grazie alla sua capacità di aprirsi a tutte le altre discipline, non in virtù della superiorità del suo sapere ma per la rinuncia ad essere totale e onnicomprensivo; una filosofia come sfondo della cultura e chiave di volta dell’interdisciplinarietà, che trova nell’idea di dialogo la funzione di snodo comunicativo tra conoscenze, epoche, soggetti.   L’Hermeneutikè tèchne o arte dell’intepretazione, nata con la filosofia greca, solca la storia della cultura europea fino al Settecento quando, in ambiente tedesco, diventa il problema della comprensione di qualsiasi testo che, sul modello di quello sacro, non si presenti immediamente chiaro; la...

La sensazione della bellezza

Una sala gremita. La folla tiene lo sguardo tenacemente fisso al sipario, in pervicace attesa. “Spettatore” è colui che attende, per suo stesso ruolo, un evento, un’epifania che è promessa, che crea un’aspettativa intensa. Le luci calano lentamente, manifestazione visiva, sensorialmente percepibile, della trepidazione che attraversa la sala, dell’emozione nei riguardi di qualcosa che ancora non si è palesato, ma così misterioso e vivo è nell’aria. Annunciato da innumeri segnali, si trova ancora oltre, in una dimensione prenatale, e conserva il fascino ambiguo e perturbante di ciò che non è ancora sottoposto all’esperienza sensoriale. Si trova come in un limbo, sospeso fra ciò che non è ancora e ciò che sarà. Sei secondi intercorrono fra la luce e il buio, fra il non essere e l’essere, fra la potenza e l’atto. I sei secondi del limbo, della sospensione, dell’attesa.   Sei secondi: questo è il tempo della bellezza che è un palpito, una fugace attesa, un’improvvisa frenesia. Subito spenta. Essa appartiene all’...

Non solo documentazione

Come intendere Alighiero Boetti? Come capirlo? Semplice nelle opere che voleva intenzionalmente chiare e godibili; eppure così strano da cogliere nel suo nucleo creativo, nel senso vero dei suoi atti. Perché faceva realizzare le opere agli altri, biro, arazzi, disegni con le sagome? È un’opera l’hotel che ha aperto in Afghanistan? Che cosa è l’arte nelle sue mani?   Molti ne hanno scritto, molti lo rivendicano, ma ancora non si è colto appieno il portato del suo atteggiamento. Il fatto è che Boetti ci mette di fronte alla limitatezza delle analisi formali e ci richiama al centro vivo dell’arte, e a quello pulsante dell’uomo: sistole e diastole, ma intanto il sangue scorre, come i suoi semplici dispositivi, basati sulle opposizioni, per far circolare l’arte.   Amici, l’arte è questione di sensibilità. Lo sanno bene quelli che sono vicini all’artista, che lo ammirano, che aiutano, lo vedono creare, lo ascoltano parlare. Costoro raccolgono con ammirazione le tracce della sua azione, perché sanno che non è solo documentazione, né solo...