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30 giugno 2009 - 30 giugno 2019 / Pina Bausch: è tempo di ascoltare la sua voce

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di Pina Bausch, avvenuta il 30 giugno del 2009. In questa ricorrenza, salutiamo la memoria di questa somma coreografa celebrando una donna che ha segnato le arti. Su un piano allo stesso tempo personale e collettivo la sua figura, con la sua storia e la sua “post memoria”, ci invita oggi a mettere in discussione, profondamente, il concetto stesso di presenza e come questo costituisca una materia liquida e misteriosa che, nel suo caso, continua a fluire liberamente dalla scena alle scene, dalla realtà alle realtà, dalla vita alle vite, tra passato, presente e futuro. In un certo senso si potrebbe dire che, paradossalmente, Pina Bausch non è mai stata tanto viva e presente nelle pratiche e nei discorsi sulla danza quanto in questi ultimi dieci anni: fra tributi, citazioni e ammiccamenti, l’eco della sua poetica e della sua opera coreografica si è insinuata, come sottile aria liquida, dentro tutti gli immaginari del contemporaneo. La sua morte ha liberato la forza delle immagini create dal suo genio e ha permesso che queste via via fiorissero e successivamente andassero a impollinare – attraverso il lavoro concreto e artigianale degli interpreti...

Oltre la coreografia / Alessandro Sciarroni: il riso il corpo

Visto all’indomani dell’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame, in scena all’interno del Festival Séquence Danse presso il Centquatre di Parigi dove il coreografo Alessandro Sciarroni è artista associato, Augusto si apre a una visione inevitabilmente mediata dall’irrompere di un’attualità portatrice di un senso di rottura. Un senso di rottura e, insieme, una necessità di riconfigurazione e ricostruzione che apparentemente sta assediando, allo stesso tempo, anche la danza. Questo parallelismo servirà qui come mappa di orientamento dentro la visione di Augusto, lo spettacolo che, il prossimo 21 giugno, verrà presentato alla XIII edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia in occasione della consegna del Leone d’Oro alla carriera assegnato quest’anno proprio ad Alessandro Sciarroni. Le sue produzioni, una quindicina di opere che sfidano le categorie delle arti dal vivo, ridisegnano i confini della danza proponendo strade inusuali, talvolta inedite, arricchendo la nozione di coreografia e aggiornandola al suo “estremo contemporaneo”, un corpus eterogeneo e intensamente inclusivo.   Per chi scrive, dunque, lo spettacolo è...

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