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ebook

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A ogni lettore il suo e-reader

Tra le prime cose che mi hanno insegnato alla scuola di biblioteconomia ci sono state le leggi del matematico e bibliotecario indiano Shiyali Ramamrita Ranganathan. Una di esse recita: “a ogni libro il suo lettore” (corollario: “a ogni lettore il suo libro”). Semplice e quasi lapalissiano. Con questa affermazione Ranganathan ha inteso ricordare ai bibliotecari come l’atto di leggere e l’alchimia tra libro e lettore sia un processo complesso.   Ci ho ripensato spesso in questi ultimi tempi in cui di ebook si parla tanto. Non è certo la prima volta che il modo di leggere e fruire dei libri cambia. Come ci ha spiegato Maryanne Wolfe in un bellissimo libro dal titolo “Proust e il calamaro”, l’atto stesso di leggere non è innato ma è solo grazie alla plasticità cerebrale che il nostro cervello, evolvendosi, ha specializzato un’area per permetterci di compiere questa azione. Non abbiamo sempre letto nello stesso modo; la lettura silenziosa è relativamente recente e le parole non sono state sempre separate tra loro, come ha avuto modo di sperimentare chiunque ha avuto modo di leggere...

Ebook: il format e il formato

Da un paio d’anni il mondo dell’editoria discute di ebook, ed è anche il tema del Salone del Libro di quest’anno. Cosa ne sarà dei libri? è la domanda. Giusta, peraltro.   Il problema è che, a ben vedere, tutta la discussione sugli ebook attualmente in corso si sviluppa attorno a questioni tecniche ed economiche: da chi farli vendere e dove, come distribuirli, su quale device, in quale formato, con quali percentuali di guadagno e, soprattutto, come gestire i diritti. Messa così, la discussione rischia di rivelarsi inutile.   In primo luogo i libri sono un prodotto culturale, il piano tecnico è irrilevante. Prima c’erano le pergamene, poi si è pensato che fosse più comodo tagliare i fogli e metterli l’uno sopra l’altro. Un giorno sono arrivati i blog, che hanno levato le pagine e ci hanno fatto tornare alla pergamena (scroll). Ora ci sono gli ebook, che non sono altro che dei blog, ma di nuovo tagliati per pagine (tecnicamente, infatti, un ebook non è altro che un foglio html in cui ogni tot righe c’è un’interruzione, e pagina successiva)....

I dead media ed il futuro del libro aumentato

Il libro sopravviverà all’e-book? Fra dieci anni dalle case saranno scomparsi i volumi dagli scaffali? Oppure il libro resisterà e si troveranno nuove forme di distribuzione e di consumo in grado di rinnovarlo? Sembra che non ci sia modo di sfuggire al dibattito sulla morte del libro. È un discorso perseguitato dallo spettro dei dead media, i media defunti: quei supporti che sono stati dati per scontati per tempi relativamente lunghi e sono poi scomparsi velocemente, a causa di  trasformazioni strutturali nelle sfere tecnologiche ed economiche. Relegati, improvvisamente, al ruolo di mere curiosità o oggetti di culto. È il caso delle musicassette, dei VHS, dei floppy disk e – prossimamente – dei CD, soppiantati da tecnologie di maggiore qualità, più economiche o facilmente distribuibili.      Nell’immaginario dei dead media gioca un ruolo fondamentale la nostalgia. Per la mia generazione, quella dei trentenni, la musicassetta aveva svolto un ruolo centrale non solo nella costruzione della cultura musicale, ma anche e soprattutto nella diffusione di piccole comunità di...

L’avvenire dell’ebook

Alcuni anni fa avevo fatto una predizione sull’avvenire dell’e-book. Avevo sostenuto che l’e-book non si sarebbe imposto, o non avrebbe sostituito il libro, per ragioni un po’ differenti da quelle tipicamente invocate dai conservatori e contro gli argomenti addotti dai futuristi. Le ragioni tipicamente invocate dai conservatori: il libro cade e non si rompe, il libro non si scarica, il libro è comodo da tenere in mano. Le ragioni dei futuristi: l’e-book contiene migliaia di libri, è indicizzabile. La mia predizione era basata su un parametro sottovalutato nelle discussioni di allora. Il libro cartaceo è un ottimo oggetto di scambio sociale, è molto regalato e come regalo ha una vita illimitata. Regalare un e-book significa invece o regalare un gadget elettronico o regalare un file, e in entrambi i casi lo scambio simbolico è incomparabile a quello che si ha regalando un libro di carta. È simpatico ricevere in dono un libro; meno carino ricevere un pdf. In sostanza, il libro di carta fa parte di un “ecosistema”, e il suo ruolo nell’ecosistema non è rimpiazzabile dall’ebook....

Leggere: il futuro e noi

Da qualche settimana il “Guardian”, il prestigioso quotidiano inglese, ha inaugurato una sua pagina Facebook. Non è la solita pagina FB, che promuove la fidelizzazione al giornale attraverso i social network, bensì una vera e propria pagina del quotidiano che contiene notizie e articoli del giorno. Apri e vedi il menù di quella mattinata con i pezzi principali. Se ne clicchi uno, i tuoi amici di FB riceveranno istantaneamente la notizia che stai leggendo proprio quel pezzo, e chi vorrà potrà a sua volta cliccarlo. Si tratta di un passo ulteriore verso il trasferimento del quotidiano stesso, o almeno di sue parti significative, nelle pagine di FB, sposandone in pieno la logica di funzionamento.   “The Guardian” è un quotidiano molto letto sul Continente, e spesso capita che una notizia pubblicata lì diventi il giorno successivo un pezzo su un giornale italiano; perciò suppongo che ben presto i quotidiani italiani, in particolare i loro supplementi culturali, più facili da trasferire nella logica FB, adotteranno la strategia del social network, e migreranno lì sopra. Del resto,...