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fabbricazione digitale

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Makers and the city

Nei primi anni ’80 un gruppo di ricercatori dell’University of California Los Angeles e dell’University of Southern California, indagano sui processi di ristrutturazione urbana. A partire dalle osservazioni empiriche sulla città di L.A. questi studiosi (noti come Scuola di Los Angeles) costruiscono una serie di importanti asserzioni teoriche su come le città si sviluppano nella società del tardo capitalismo.   La Scuola di L.A. integra una visione post-moderna della società con alcuni concetti dell’analisi marxista centrati sullo sviluppo diseguale: la città viene interpretata come radicalmente diversa, conflittuale e aperta, come uno spazio che produce regolarmente rotture, crisi e cambiamenti. Come nota Walter Nicholls, ricercatore in sociologia presso l’Università di Amsterdam, la città diventa quindi un “open field” in cui operano diverse forze sociali ed economiche che possono intrappolare il tessuto urbano in spirali di sviluppo diseguale, o innalzarlo in periodi di forte crescita.   Così le teorie marxiste e post-strutturaliste si combinano nei lavori degli...

Le sette anime dei makers

L’improvvisa attenzione dei media per il fenomeno dei Makers è da rintracciare in due eventi principali: World Wide Rome, un grande meeting in stile TED organizzato a marzo da Riccardo Luna – ex direttore di Wired Italia ed oggi tra i principali divulgatori italiani nel campo dell’innovazione e delle nuove tecnologie – e The Future in the Making, mostra organizzata da Domus durante la Design week di Milano. Ma cosa vuol dire esattamente Makers? Con questo termine si intendono in realtà pratiche, filoni di ricerca e visioni molto diverse tra loro.   In senso stretto, con Makers si intende una sottocultura di origine statunitense incentrata sul fai-da- te tecnologico (chiamato da molti D.i.y. 2.0) che si organizza attorno alla rivista Make e che si riunisce in periodiche Maker Faires tenute in tutto il territorio degli Stati Uniti. Nei Makers statunitensi si ritrovano gruppi e personaggi eterogenei, che vanno dagli inventori da garage agli artisti psichedelici, passando per hacker e piccoli artigiani di vario tipo. Quello che tiene assieme la scena è un generico desiderio di produrre autonomamente, vendere e comprare gadget e...

Materializzazioni

Dopo il 2011 la portata del cambiamento introdotto dal Web 2.0 e dai social network è ormai accettata dall’opinione pubblica. Per non farsi trovare impreparati da quello che verrà dopo occorre confrontarsi con un dato di fatto: la rivoluzione industriale basata sull’informazione non è al suo punto di massima espansione. Anzi, è appena cominciata. Quando si parla di informatica si pensa soprattutto all’impalpabile, a nubi di dati che si spostano per il mondo comparendo sugli schermi. L’e-book è l’alfiere di questa visione, perché porta con sé immagini di scaffali dai quali scompaiono i libri e di hard-disk nei quali si moltiplicano i file. In effetti, dobbiamo prepararci alla scomparsa, o almeno alla riduzione, di supporti che abbiamo sempre dato per scontati. Questo non deve però farci sottovalutare una tendenza di natura opposta che si sta già realizzando: la materializzazione delle informazioni nel mondo fisico.   Qualcuno forse avrà già sentito parlare di stampanti 3D, una tecnologia disponibile da tempo che recentemente è divenuta accessibile, a costi...