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L’utopia concreta di Lecce

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Lecce, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Airan Berg, coordinatore artistico di Lecce 2019 - Città candidata Capitale europea della cultura       Di quale struttura organizzativa intende dotarsi Lecce per la governance della candidatura e del proprio programma? Posso affermare che la prima necessità è stata quella di trovare buoni modelli di governance, affinché il progetto goda di una sua indipendenza e la struttura decisionale non venga influenzata dalla politica. Pertanto nel momento in cui dovessimo ricevere il titolo di Capitale Europea della Cultura, sia il direttore artistico che il direttore di candidatura saranno nominati attraverso una call internazionale e il team decisionale lavorerà secondo un principio di competenze e non di gerarchie, cosa che avviene già oggi.   Una sfida concreta per favorire lo sviluppo locale sarà definire ulteriormente e implementare ampi strumenti di governance basati su una profonda...

Virtù inutili?

Che cosa sono la pazienza e la perseveranza? A cosa servono? Sono ancora praticabili e utili oggi?   Prendono avvio da queste domande due brevi saggi, Pazienza e Perseveranza scritti, rispettivamente, da Gabriella Caramore, ideatrice e conduttrice della trasmissione di cultura religiosa di RAI3 Uomini e Profeti, e dal filosofo Salvatore Natoli, pubblicati dall'editrice il Mulino, in una nuova collana, Parole controtempo, che invita a ripensare la contemporaneità attraverso parole importanti e poliedriche, ma usurate e ora quasi inascoltabili.   Seguendo l'etimologia della parola, Gabriella Caramore ne mette in luce i significati e le sfumature e già nel titolo del primo capitolo, Homo sapiens Homo patiens, rileva come la pazienza sia indispensabile perché qualcosa prenda vita e si evolva. Titolo suggestivo, questo, che ne richiama un altro, Homo Patiens. Soffrire con dignità, (Queriniana, 2011), dello psicologo Viktor Frankl, fondatore di un metodo di cura, la 'logoterapia', basato sulla teoria che, insieme alla pulsione sessuale (Freud) e all'istinto di potenza (Adler), nell'uomo agisca anche un inconscio...

McLuhan, le primarie e la temperatura della politica

A pochi giorni dal ballottaggio che designerà il candidato della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni politiche, conviene dare una rispolverata alla distinzione tra media “caldi” e “freddi” proposta dal celebre messmediologo canadese Marshall McLuhan. Sono hot quei media che, per un principio di inversione, tendono a generare un raffreddamento dei modi della reazione e percezione, inducendo un senso di distensione e omologazione dei contenuti. Viceversa, sono cool quei media capaci di generare un surriscaldamento delle strutture del pensiero umano, stimolando il coinvolgimento, la partecipazione e una pluralità di visioni.   Anche la politica è misurabile in termini di temperatura. Lo sapeva bene McLuhan quando si accinse a commentare lo storico duello televisivo tra Nixon e Kennedy durante la campagna per le presidenziali americane del 1960, confronto che fu disastroso per Nixon, il quale apparve secondo McLuhan troppo caldo, accomodante, trasparente, e per questo vulnerabile. Kennedy invece rivelò una freddezza e una sana indifferenza nei confronti delle strutture di potere che lo resero più...

Gli studenti protestano ancora

I giovani protestano ancora, ma il potere non li ascolta più, li picchia. Forse sbagliano a mettere in scena la protesta come fossimo nel Sessantotto. Allora esisteva l’interlocuzione, spazzata via dagli anni di piombo e dal berlusconismo. Tuttavia, già allora, almeno in Francia, c’era qualcuno che scriveva sul muro “una risata vi seppellirà”. Già allora le comunità inoperose, in Francia, ma anche a Bologna (chi non ricorda gli indiani metropolitani?), facevano capolino. Esistono i giovani?   C’erano una volta i giovani, ne parlavano gli adulti, da Mussolini a Berlinguer. Ora ci sono i rottamatori, i quarantenni, i giovani ricercatori, i quasi cinquantenni, quelli dei call center, i laureati che rifiutano di prendere la tessera di qualche partito per far carriera o che si ritrovano in un consiglio regionale a venticinque anni perché hanno preso la tessera senza neanche sapere cosa sia un consiglio regionale. Bisognerebbe scrivere un libretto d’istruzioni, almeno per spiegare cosa non è: per esempio un luogo di malaffare e di malcostume.   Chi sono allora i giovani? Sono una...

Michela Marzano. Cosa fare delle nostre ferite?

In Cosa fare delle nostre ferite? (Erickson, Milano, 2012 pp. 80, € 8) Michela Marzano prosegue nel suo originale percorso di ricerca, in particolare in quella svolta iniziata con il récit autobiografico Volevo essere una farfalla (Mondadori, 2011), di cui è da poco uscita la traduzione francese Légère comme un papillon (Grasset, 2012). Simultaneamente speculativo ed esistenziale, il movimento caratteristico di tale svolta è rappresentato da una complicazione nello sguardo della filosofa sul proprio corpo, sguardo che, a partire dall’esperienza della propria anoressia, punta dritto nel gorgo delle lacerazioni interiori.   La sofferenza è un’esperienza irriducibilmente singolare: un altro non può soffrire al mio posto. Ma qui le ferite diventano le nostre ferite: il passaggio dall’io al noi definisce lo spazio logico di questo libro. Si pone il concetto di vulnerabilità al centro della soggettività individuale e, al contempo, si postula la sua centralità anche nelle soggettività che mi circondano. Con questa mossa si prefigura se non un’etica sistematica, almeno l...

Speciale Ai Weiwei | Fiducia eternamente perduta

In uno dei mercati di uccelli e fiori di Tianjin, dei volontari amanti dei felini hanno scoperto che qualcuno vendeva gatti in quantità. Attraverso il tenace, duro lavoro di questi volontari, e dopo la lotta prima e in seguito la collaborazione di commercianti di gatti, poliziotti e trafficanti, più di quattrocento gatti sono stati salvati, messi sotto la loro custodia e successivamente trasportati a un vicino magazzino.   Abbiamo lasciato Pechino alle due del pomeriggio, diretti a Tianjin, insieme alla “squadra di soccorso” di Pechino. Stava davvero iniziando la primavera, era una giornata di sole e la temperatura era sempre più calda; il Nuovo Anno lunare sarebbe iniziato di lì a poco. Dopo aver passato varie rotatorie, siamo arrivati alla porta del magazzino, una tra le tante in una lunga fila di porte in un quartiere di capannoni.   Dopo aver spalancato le due porte d’acciaio, mi trovai di fronte a uno degli spettacoli più tristi mai visti in vita mia: più di quattrocento gatti erano sparsi a gruppi sino a riempire in ogni angolo il pavimento di questo magazzino di un centinaio di metri quadrati:...