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Ritratto e conversazione / Piero Gilardi. Natura espansa

Simone Ciglia – Il tema della natura è uno degli assi portanti del tuo lavoro di artista, e su questo vorrei incentrare il nostro dialogo di oggi. Per farlo, ho pensato di seguire le occorrenze del termine “natura” – e le sue evoluzioni – nella tua opera. Credo che la prima volta in cui la parola compare sia nel titolo Tappeti natura, una serie iniziata nel 1965. Opere ambigue, che vivono nella dialettica fra naturale e artificiale e rivelano da un lato il rimpianto per una realtà ‘naturale’ che si sta perdendo – siamo in pieno boom economico – dall’altro il tentativo di riportare la natura – per quanto artificializzata – all’interno di un contesto privato.   Piero Gilardi – Sì, ma anche per una componente di fiducia nelle tecnoscienze, che avevano portato la chimica italiana a vincere il premio Nobel. Nella mia ambivalenza – almeno quella che superficialmente si percepisce – c’è un investimento sulla natura ma anche sulle tecnoscienze. Oggi, in una dimensione post-human, il mondo macchinico può essere considerato un mondo non-umano col quale dobbiamo rapportarci attraverso uno scambio che arricchisce: come l’ibridazione uomo-animale ha arricchito nella storia dell’umanità...

Fare sociale

Da qualche anno a questa parte anche in Italia si parla molto di impresa e innovazione sociale, e il proliferare di eventi come il WIS (workshop sull’impresa sociale) promosso da Iris Network, o di luoghi come The Hub – presente adesso in cinque città italiane (Rovereto, Milano, Roma, Firenze e Bari) - oltreché di iniziative come Che Fare e piattaforme tipo Che Futuro, ci suggerisce che siamo di fronte a un fenomeno crescente, e sempre più rilevante. Ma di che fenomeno si tratta? Accademici e professionisti, manager e artisti, giornalisti e comunicatori, radical-chic e business guru, paiono affannarsi per cercare una risposta. Risposta che spesso prende la forma di una definizione. E quasi tutti, mentre definiscono, affermano che in fondo non si può definire. Il topos dell’ineffabilità colpisce ancora. E non è difficile capire perché: impresa e innovazione sociale può voler dire CSR (compagnie petrolifere che investono in piste ciclabili), green economy (più pannelli solari per tutti), open source production (da Linux in poi), cooperative di tipo A e B, iniziative di micro-economia sostenibile (...