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The Next Big Book

Oddio i dati, la statistica, l’analisi dei dati, anzi dei big data in editoria, che sciagura! Ma scusate, l’editoria non è quell’attività dove gli umanisti possono vivere in pace? E’ un’attività economica e quindi bisogna fare dei profitti? Ma l’arte ed i profitti non si possono coniugare! L’editoria, quella vera, non quella tecnica, professionale, scientifica o scolastica, quella letteraria, di ricerca, non deve cercare il profitto: non si può correre il rischio di non raggiungere l’Ottimo Olimpo dell’Arte per cercare il profitto.   Ora il lancio di The Next Big Book, il nuovo strumento di market analysis che aggrega dati di provenienza diversa sulle vendite e sull’impatto nei social network e sul web dei libri, così come riportato dal New York Times e quindi da Pagina99, che riprende da vicino quell’articolo, nel consueto riassuntino tradotto tipico dell’editoria periodica italiana (di cui sono ben felice, sia chiaro, almeno ogni tanto leggo qualche cosa in italiano) è stato seguito da un dibattito sulla possibile deriva dell’editoria inquinata dal...

Corpo e azione

Con questo testo inaugurale si apre oggi un nuovo spazio dedicato all'analisi e alla discussione di una costellazione di concetti da attraversare, elaborare e far risuonare; a titolo esplicativo ne elenchiamo qui alcuni, utili a orientarci con più agio: corpo, rivolta, altro, volto, libertà, autonomia, vita quotidiana, ricerca, dispositivo, ecosofia, differenza, immaginario, contingenza, scarto, contaminazione, comunità, gender, queer, postumano, convivialità, nomadismo, desiderio, cura di sé, incompletezza, transito. Questo breve elenco non vuole in alcun modo essere un programma ma indicare una direzione e sollecitare l'ideazione e la sperimentazione di ulteriori immagini e rimandi.   Il nostro corpo è sempre un campo aperto; esposto, è la convergenza del nostro incontro col mondo, soglia di una relazione creatrice dell'ambiente e del vivente a un tempo. Luogo della percezione e del movimento, spazio dell'esperienza, è contemporaneamente un campo di battaglia dove si scontrano differenti forze per estendere i loro domini, è una proprietà che non possiamo mai rivendicare fino in fondo ma...

Cammino male

Cammino male, con la minaccia sempre imminente del cedimento, della zoppia. Il piede sembra saldo, il muscolo tonico, ma è come se avvertissi che da un momento all’altro, non per un dislivello del terreno o per disattenzione, ma per un’improvvisa carenza strutturale o una sospensione chimica, per lo sciopero di qualche cellula o il fulmineo tradimento di una fibra, il muscolo non reggerà più, il tendine, persa la propria guaina, si sfilaccerà, si allenterà, e la caviglia cederà, gli arti si disarticoleranno, giù verso terra: un luogo non dove muoversi e passare, ma dove, volente o nolente, consistere: stare. Poi, guardando le scarpe, mi accorgo che è solo una questione meccanica. Me lo dice il consumo delle suole: molto maggiore sulle punte, inclusa la tomaia, e sui margini esterni dei tacchi. In genere appoggio i piedi a partire dal calcagno, un po' inclinati in fuori, ben aderenti al suolo fino alla punta, sulla quale esercito una forte spinta per ripartire, mentre quando l'andatura è rilassata li trascino, sfregandoli sul suolo senza alzarli del tutto: in ogni caso, alla minima protuberanza o...