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Poggioreale / Paesi e città

Il 2 settembre, ultimo giorno di vacanza in Sicilia, è stato speso nel paese fantasma di Poggioreale, uno dei luoghi distrutti dal terremoto del ‘68 nel Belìce. Qui, a differenza che nella vicina Gibellina, si è scelto di conservare le rovine in modo filologico, quasi parossistico: nulla è stato spostato o abbattuto, le case, le scuole e i cinema sono ancora in piedi; alcuni edifici sono in ottime condizioni, e se non fosse per la polvere che si è depositata sui pavimenti si potrebbe pensare che gli abitanti siano fuggiti un attimo prima. Fuggiti per le campagne, che sono avvolte dal sole e da un micidiale silenzio. Possibile che i fantasmi facciano tanto silenzio?   Uno degli abitanti che si occupano della difesa di Poggioreale vecchia è un ragazzo che lavorava in Lombardia ed è tornato, tanto – dice lui – “per essere disoccupati, tanto vale essere disoccupati qui”. Difende la scelta di custodire e lasciare intatto il paese diroccato, mentre per me, che vengo da Gibellina e ho sempre difeso la decisione di costruirci sopra il cretto di Burri, come se fosse una seconda pelle che protegge e nasconde la prima, ferita, l’idea che nulla lì sia stato modificato, e che nelle...

L’ironico esistenziale di Lucia Calamaro

Questa stagione ce la ricorderemo come l’anno dell’“Orgoglio drammaturgico”. Dal nord al sud non si fa altro che parlare di nuova drammaturgia tanto che certe compagnie, le pugliesi a esempio, avrebbero tutto il diritto di dire “guardate che noi la nuova drammaturgia ormai la facciamo da anni”. Bisognerebbe interrogarsi proprio su quell’aggettivo che la precede: quanto è determinante o urgente oggi parlare di nuove forme? Dopo aver destrutturato le unità narrative e dialogiche compartimentando gli spettacoli in insiemi autonomi, dopo aver disintegrato il concetto di personaggio, attraversato il dispositivo in ogni suo meandro mostrandone al pubblico ogni ingranaggio, dopo aver benedetto l’ennesima stagione del Teatro Immagine, questa volta votata al digitale, in definitiva cosa rimane se non lo scheletro? Ecco forse bisogna iniziare a ricostruire i muscoli.     Non a caso gran parte della scrittura britannica (da Caryl Churchill a Tim Crouch), che spopola nei teatri di tutto il mondo, è una drammaturgia profondamente ancorata al reale inteso come fitta rete di relazioni interdipendenti...

Sandro Campani. Bellezza

  Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Sandro Campani è nato in provincia di Modena. Nel 2005 ha pubblicato presso Playground il suo primo romanzo È dolcissimo non appartenerti. Nel 2010 ha scritto i testi del graphic novel Non ti avevo nemmeno notato, sempre presso Playground, e ha pubblicato la raccolta di racconti Nel paese di Magnano per Italic Pequod.   Appare la bellezza mai assillante né oziosa Languida quando è ora e forte e lieve e austera L’aria serena e di sostanza sferzante.   (Giovanni Lindo Ferretti, in Brace, Tabula rasa elettrificata, CSI, PolyGram 1997).   Di fronte al mio balcone c’è una casa. Ha quattro piani. È mezza di sasso e mezza di mattoni, mezza intonacata e mezza no. La parte in mattoni ha dei buchi nel muro, le aperture a croce che c’erano sempre nei fienili, buchi da cui vanno e vengono le tortore. La...

Roma / Paesi e città

Abitavo in via Jenner già da due anni ma non l’avevo mai analizzata nelle sue specificità. Una casa è soltanto una casa: sarà la quarantesima, questa? La sessantesima? Non lo so, non le ho mai contate. Per caso, a un certo punto, ho trovato il grande appartamento che mi serviva. Per fortuna un’anziana passeggera dell’unico autobus che ci passa (quando gli aggrada) mi ha spiegato tutto parlando con una sua coetanea: “via Jenner è il paradiso dei vecchi!” Perché? Ma perché c’è tutto! Laboratori di analisi, negozi, marciapiedi discretamente livellati e quasi privi di buche. Dunque abito in una strada di vecchi, direi anche privilegiati rispetto a quelli che abitano dall’altra parte della Gianicolense, nelle strade piene di buche che scendono verso il vespaio di Donna Olimpia, luogo pasoliniano per eccellenza. In via Jenner puoi trovare di tutto: vestiti, letti ortopedici e poltrone elettriche per anziani, due o tre ottici (ma il migliore è senz’altro quello di fronte a casa mia), decine di ambulatori medici e di analisi, parrucchieri per varie tasche e ottimi barbieri....