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opinione pubblica

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Goethe Institut Turin / Il terrore contemporaneo

Prosegue la riflessione attorno al tema delle immagini e della violenza al centro del dibattito svoltosi a Torino il 15/16 marzo. Come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Doppiozero riprende qui un articolo di Maurizio Guerri per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.   Nelle ultime settimane le immagini che hanno aperto tutti gli organi di informazione sono quelle relative ai brutali sgozzamenti di James Foley, Steven Sotloff e David Cawthorne Haines da parte dei membri dell'Isis in una zona imprecisata tra Iran, Iraq e Siria. Questi video e le immagini estrapolate coinvolgono gli organi di informazione di tutto il mondo, con particolare incidenza, ovviamente, per gli Stati Uniti, l'Europa, il Medio Oriente. È facile intuire che le immagini scelte dai giornali e telegiornali, dalle riviste, dalle testate on-line per aprire la prima pagina sono particolarmente significative dell'importanza che più...

Donne, acido muriatico e altre cose pericolose

Sbatti il mostro in prima pagina è un film di Bellocchio del 1972, grande regista, anche se questa non è tra le sue opere migliori. Il giornalismo, certo giornalismo, ha bisogno di stimolare l'immaginario collettivo, poco si preoccupa degli effetti pragmatici, dell'impatto che la comunicazione ha, di quanto la comunicazione contribuisca alla formazione di mentalità collettive, esasperazioni e proteste fanatiche. Quando il privato diventa pubblico, effetto paradossale delle leggi sulla privacy, si trasforma, assume la forma di pretesto per parlar male del governo, del paese, della morale buonista, ecc. ecc., cose che conosciamo fino alla noia, ripetizioni infinite del medesimo. Lo spazio di comprensione/riflessione viene saturato, si trasforma in “buonismo” o in collusione. In realtà va di moda il cattivismo, e il “buonismo” è diventata parola chiave per mostrare quanto cattivi bisogna essere con gli altri. Quanto vanno educati a suon di bastonate, identificandosi paradossalmente con loro.   Ovvio, così come la leggiamo, la notizia non dà modo di essere neppure messa in discussione: si tratta di...

Castellucci, i social netwok e le conseguenze della rete

Mettiamo subito le cose in chiaro. Ciò che è avvenuto a Parigi e a Milano durante le repliche de Sul Concetto di Volto nel Figlio di Dio di Romeo Castellucci rappresenta un vile tentativo di imbrigliare l’arte all’interno di confini imposti dai poteri di turno, e come tale va condannato in tutte le forme possibili. Sperando di non doverci più schierare per difendere una delle libertà basilari delle nostre società, ci sembra però importante tornare a riflettere sulla questione, ad acque calme.   I fatti sono ormai universalmente noti (un riassunto è disponibile qui): nonostante il lavoro in questione avesse debuttato già da tempo, sull’onda delle contestazioni francesi (ottobre 2011) anche in Italia (gennaio 2012) si è alzato un polverone mediatico attorno allo spettacolo della Socìetas Raffaello Sanzio, che i contestatori hanno volontariamente capito male, affermando che gli artisti lanciassero escrementi contro il volto di Cristo. In queste note non ci interessa tanto ripercorrere e analizzare gli intenti del regista attorno a questo snodo, dal momento che la questione è...

La rete: il bene comune privato

Ovunque, sul web e sui giornali, si sta parlando del peso che la rete ha avuto nel successo di questo referendum. È un tema caldo, che viene fuori dopo anni di riflessioni. Ne ha parlato spesso anche doppiozero, a proposito del Nord Africa, dell’informazione, della Moratti, delle elezioni e ne ha parlato Marco Belpoliti l'altro ieri in prima pagina sulla Stampa. Il tema vero, a prescindere dai dati e dalle interpretazioni, è che questa forza è indiscutibile, palese, e ogni giorno più evidente agli occhi dei sistemi di comunicazione paludati.   La rete, che siano i blog, i social network o le chat sui telefonini, è il luogo in cui oggi si forma l’opinione pubblica, perché è lì che dimorano le idee, le informazioni e il sapere. Non è un mezzo, è il luogo a cui abbiamo deciso di affidare tutto questo e lo abbiamo fatto, e lo facciamo ogni giorno, perché è un luogo libero. Davvero, nella prima volta nella storia dell’uomo, un posto veramente e incondizionatamente libero, in cui le decisioni e le scelte avvengono attraverso movimenti orizzontali, anziché...

Una lunga storia in brevi esempi

Quelli che seguono sono gli elementi del raid che ci hanno offerto mito e storia greci. I protagonisti formano un gruppo ristretto, dotato di caratteri eccezionali che li rendono diversi dagli uomini o dai combattenti comuni. Talvolta il gruppo, alcuni suoi componenti o anche uno solo, che in genere sono giovani, subiscono un mutamento nel corso dell’azione. Si tratta di un’iniziazione violenta e unica poiché la narrazione del raid rappresenta un’esperienza fondante ed irripetibile. Questa consiste essenzialmente nell’entrare ed uscire dal campo nemico. Il rientro alla base costituisce di solito la riuscita dell’azione, che tuttavia, pur essendo vincente, talvolta coincide con la morte di parte o di tutto il gruppo. Abbiamo registrato tre tipologie fondamentali di raid con alcune varianti al loro interno. La sottrazione del bene, materiale o umano, spontanea o guidata da un potere superiore; in questo caso soltanto il rientro garantisce la riuscita del raid. Il danneggiamento del bene, materiale o umano, ugualmente spontaneo o guidato da un potere superiore; qui la morte dei protagonisti potrebbe portare lo stesso al compimento della missione...