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In fiore tutto l'anno / Clematidi: fatele correre in orizzontale

Avere un giardino fiorito tutto l’anno è il desiderio di ogni giardiniere. Desiderio per nulla impossibile. Più ardita è l’idea di veder sbocciare di mese in mese il medesimo tipo di fiore. Sembra una scommessa persa in partenza, un’impresa alla Bouvard e Pécuchet. Ma no, anche i due strampalati eroi dell’ultimo romanzo di Flaubert sarebbero riusciti a metterla in pratica.  Basta aprire il Pizzetti (Enciclopedia dei Fiori e del giardino, Garzanti 1998) e seguire i consigli delle undici pagine dedicate alle clematidi (dal greco kléma, sarmento, viticcio) per scoprire che possiamo averle in fiore persino in gennaio, purché il nostro giardino goda di climi non estremi. Le si deve però conoscere, per ben coltivarle e saper scegliere tra le centinaia di specie e varietà quelle che fanno al caso nostro per declinare la cronologia dell’antesi.   Obietterete che anche i due personaggi flaubertiani compulsavano manuali e testi specialistici, e non per questo riuscivano nei loro progetti di coltivazione. Ma il Pizzetti è il Pizzetti, così chiaro, puntuale – con tanto di calendario delle antesi di specie e ibridi – da far sembrare tutto semplice. E noi non siamo due contabili...

Creature / Mariangela Gualtieri, Quando non morivo

La poesia di Mariangela Gualtieri, a partire dalle sue prime raccolte degli anni Novanta, è sempre bella, potente e coinvolgente, ma il suo recente libro, Quando non morivo, Einaudi 2019, riserva ai lettori qualche ulteriore sorpresa. I temi di questa raccolta sono, per gran parte, quelli che appartengono alla sperimentata tavolozza della Gualtieri.  In primo luogo l’apertura al mondo nei suoi molteplici aspetti, umani e naturali, spesso stupìta, talvolta perplessa, più spesso fiduciosa:   C’è nel mattino – sarà / per quella luce – una sottile ebbrezza / sarà per la bellezza / degli inizi – quella promessa / che sempre si nasconde / quando s’avvia un nuovo / qualche cosa. / Sarà il bello / di cominciare (p. 55)   Una situazione tipica è costituita da un io che ascolta, osserva, registra specifiche e singolari “occasioni” vitali (forse la proposizione principale sottesa alla subordinata del titolo sarebbe “sono viva”) non di rado contrassegnate da indicazioni spaziali, temporali e da deittici che riportanto ad un immediato momento presente: “subito”, “questo giorno”, “stanotte”, “oggi”, “eccolo”, “è aprile”, “adesso”, ecc..  Il punto di partenza è dunque un...

21 dicembre 1934 / Conversazione con Giulia Niccolai

“Trasformare questa mia difficile vita in fiaba” è il titolo dato alla mia tesi, tratto da un passo di Esoterico biliardo in cui si chiede, a proposito delle visioni avute in meditazione: «forse il dono di leggere e trasformare questa mia difficile vita in fiaba?».  Sì, ne parlo anche in Foto & Frisbee, a p. 78, cito Kazantzakis  – il suo libro più noto è Zorba il greco – ma in El Greco e lo sguardo cretese, scrive: «Esiste qualcosa di più vero della verità? Sì, la favola; è la favola che dà un senso immortale all’effimera verità». Le trame delle favole raccontano sempre una serie di passaggi e di avvenimenti per i quali raggiungere la verità diviene una conquista. Si arriva alla verità dopo una lunga serie di vicissitudini che hanno o sembrano avere lo scopo di allontanarcene. Giorgio Celli, poeta, scrittore, entomologo dell’Università di Bologna, ha scritto: «Ogni vita nel suo inseguirsi e nel suo raggiungersi aspira al compimento di una favola». Questa dinamica ha a che fare col destino. Nel libro cinese degli esagrammi, I Ching, nel quale ogni esagramma è associato a un numero e ogni numero è associato a una situazione, consultandolo (e se ci si crede), il numero...

Intervista a Dunya Mikhail / Le regine rubate del Sinjar

Dunya Mikhail è una poetessa irachena di fama internazionale esule dagli anni Novanta negli Stati Uniti. Ne Le regine rubate del Sinjar (Ed. Nutrimenti. Traduzione di Elena Chiti) raccoglie le testimonianze di decine di donne irachene prevalentemente di culto yazida che sono riuscite a fuggire e a mettersi in salvo dopo essere state rapite e vendute da miliziani dello Stato islamico attraverso il loro mercato delle schiave, souk al-sabaya, (che è anche il titolo originale del libro di Mikhail in arabo), nel quale avveniva la compravendita di donne non sunnite considerate bottino di guerra e trasformate in schiave sessuali. Quello che Dunya Mikhail realizza attraverso questo libro è un importante lavoro di documentazione giornalistica su una delle pagine più tragiche della recente storia contemporanea; il genocidio della popolazione yazida perpetrato da miliziani dello Stato islamico a partire dal 3 agosto del 2014 nell’Iraq settentrionale, attorno alle montagne del Sinjar, non lontano dal confine siriano. Gli yazidi – di etnia a predominanza curda – sono una delle minoranze più antiche presenti in Iraq e praticano una religione sincretica che data migliaia di anni. Sono...

Del romanzo storico e di alcuni romanzi storici in particolare / Per seguire la mia stella

È un destino curioso, quello del genere romanzo storico. L’autore del più noto romanzo storico italiano, infatti, giunse a negarne addirittura la possibilità teorica. Sì, proprio lui, Alessandro Manzoni in persona, che aveva da pochissimo dato alle stampe l’edizione ventisettana dei Promessi Sposi, in un saggio ultimato nel 1831 e intitolato Del romanzo storico e, in genere, dei componimenti misti di storia e invenzione, escluse recisamente l’ammissibilità di un tale tipo di opera. O si scrive storia tout court o si inventa di sana pianta. Ma mescolare i due elementi non si può. Queste erano le conclusioni del saggio manzoniano, che vide la luce solo nel 1850, dieci anni dopo la quarantana (o meglio: quarantaduana) dei Promessi Sposi.   Qui, in quest’opera teorica, Manzoni spinge alle estreme conseguenze il suo ideale etico di scrittura, che è quello del rispetto assoluto del Vero. “Un vero veduto dalla mente per sempre o, per parlar con più precisione, irrevocabilmente… un oggetto che può bensì esserle trafugato dalla dimenticanza, ma che non può esser distrutto dal disinganno” per usare le sue splendide formulazioni. Quest’ambiguità irrisolta, tra impossibilità teorica e...