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referendum

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I draghi verdi

Eccomi qui alla soglia della vecchiaia e prossima alla pensione, come una bisnonna con parlantina accesa, vorrei dire la mia prima di lasciare la città, perché mi è giunta voce che vogliono sbarazzarsi di me o vendermi a chissà quale offerente. Sono nata dopo la guerra in data incerta e ho sempre vissuto a Milano nei giardinetti di via Pallavicino, dove risiedo tutt’ora. È una bella zona con tanto verde intorno anche se molte cose da allora sono cambiate, ah quanti ricordi, quante mani e bocche si sono avvicinate a me! All’epoca non c’erano le bottigliette di plastica ed era assurdo che i bambini andassero a bere nei bar, figurarsi! I piccoli viaggiavano in lussuosi passeggini accompagnati dalle tate e i grandi (e per grandi intendo quelli delle elementari, una volta venivano responsabilizzati prima) giravano già nel quartiere in piccole bande, ovviamente senza soldi in tasca, altro che Coca cola! Ero io al centro della loro attenzione. Stavo lì bella e possente con la mia acqua fresca che sgorgava... Una fontanella verde tutta in ghisa con un bellissimo drago d’ottone come rubinetto, allora ero...

Fontanelle / Versi, musiche, balli popolari spigolati su YouTube

Funtanè, di Francesco Brikkostello. Bella canzone in dialetto napoletano, bellissime le foto delle fontanelle, anche i commenti raccontano qualcosa.     L’acqua te la funtana, interpretata da I Pizzica Salentina. Qualità scarsa ma seguite i piedi di uno dei ballerini: una molla, bravissimo!     Tutte le fundanelle, canto popolare abruzzese. Fin dalla prima nota si sente chiara e forte la montagna. Divertente il ritornello “tromba larille là... l’amore è bello, tromba larille là... viva l’amor!”     La via d’ la funtanella, interpretata da Matteo Salvatore. Lui è semplicemente un idolo.     La via d’ funtanella, interpretata da Undersoil, gruppo pugliese. La versione scassona. Qualità grama ma merita la grinta dei ragazzi.     N’ funtanella dei Pynazoriia, dalla tradizione teggianese (Salerno). Neppure qui eccelle la qualità ma il sapore è autentico, nostrano.     Beata funtanella, cantata dal tenore corso Nicolas Calcara. Non avevo mai sentito...

Se una rosa è una rosa

Se una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, anche una fontanella è una fontanella è una fontanella è una fontanella. Anzi lo è ancor di più: è una quinta volta una fontanella, soprattutto d’estate, quando il solo guardarla dà sollievo, senza contare il richiamo al ruscello del suo gorgogliare nella conca sotto.   Se la prima è pura contraddizione sotto tante palpebre, la seconda rischia di diventarlo: sonno di nessuno, sogno di nessuno, perché vogliono farla sparire dalla faccia di quest’Italia balorda e sbalordita. E dove farà il bagno scotendo le sue piccole penne l’uccellino, dove la barba il barbone col suo asciugamano sulle spalle, dove potrà immergere il suo capo bianco nel lungo viaggio agostano in bici da Milano a Sesto per un po’ di sollievo Federico? Ah faticate sculture della premiata ditta Tal dei Tali, specializzata in fusioni di ghisa; sembra facile, ma provateci voi a fare uscire in conchiglia senza sbavature lo stemma del municipio orgoglioso della sua araldica. Chiudete i battenti e tutti a casa!   Ho visto un bambino che...

Panta rei?!

È sempre bello tornare nel proprio paese natale, dove il pane è il più buono, i pomodori sono più pomodori e l’acqua disseta meglio di tutte le altre. “Panta rei” afferma Eraclito e sono d’accordo, certo! Non ci si può bagnare due volte con la stessa acqua, come non si può fare la stessa medesima esperienza due volte giacché ogni cosa nella sua realtà apparente è sottoposta alla inesorabile legge del tempo. Già, già. Ma allora come si spiega quello che mi è successo lo scorso week end quando, tornata nella mia Pisa in cerca di colori e suoni familiari, mi è capitato di portare mia figlia a sciacquarsi gli stinchi, rigati di sangue in seguito ad una rovinosa caduta sulla ghiaia, alla fontanella che si trova davanti a casa di mia nonna.   La fontanella, o meglio “la fonte” come la chiama mia nonna, è lì da sempre ed è sempre uguale, anonima nel suo modo camaleontico di confondersi con lo sfondo ma così attenta a ciò che le succede attorno, ritta e vigile nel suo aplomb discreto. La nonna ha sempre abitato...

Fontanelle / Milano

Da qualche tempo ho deciso di rifornirmi d’acqua alla fontanella più vicina. Non ci avevo mai pensato, eppure l’acqua è migliore di quella del rubinetto di casa e non è spogliata dei minerali come quella depurata. È corrente, è fresca e... suona.

La Fontanella della Cavanella

Si trovava vicino al greto del fiume Magra a Villafranca Lunigiana. Sgorgava in continuazione dal terreno del podere della “Cavanella”, da un semplice tubo di ferro inserito nella parete rocciosa. Un getto d’acqua limpida, cristallina, sempre gelata, che finiva in un “bozo” che a sua volta scivolava dentro a un ruscelletto allegro e disordinato per scorrere veloce fra pietre ricoperte di muschio, d’erbacce e di felci ai margini fra il capelvenere. A godersi l'umidità, rospi, rane e girini. Tra le foglie della vegetazione arborea filtravano i raggi del sole creando sull’acqua una tavolozza con tutti i riflessi argentei immaginabili, l’aria era satura di magia. Le sere d’estate i bambini più piccoli venivano mandati a riempire i fiaschi di quell’acqua pura e i morosi, con la scusa di bere, si fermavano a pomiciare.   Avevo poco più di sei anni, come tutti i bambini del paese frequentavo le Suore. Nel mese d’agosto ci portavano al fiume e la tappa alla Fontanella era inevitabile. In fila bere a turno, a gogo o sul palmo, per poi scatenarci tutti dentro il ruscello, cadere sulle...

Fontanelle / Prizzi, Palermo

Prizzi dista 72 km da Palermo e 79 da Agrigento; con un’altitudine di 1045 metri è uno dei comuni più alti della Sicilia. Nel territorio comunale vi è la stazione meteorologica, ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione meteorologica mondiale.

Fontanelle / Carolo, Sondrio

Io e la Cate stavamo lavando i tappetini della macchina al lavatoio di Carolo e di colpo mi son sentita trasportare nel passato. Come altre donne nei secoli dei secoli insaponavamo, sfregavamo, risciacquavamo, le braccia immerse nell'acqua gelida di montagna, avvolte dalla sua musica scrosciante, forte, continua. Ricordo che ho voluto immortalare il momento, poi spedii la foto alla mia nonna materna, Mira amama, le scrissi, Como en los viejos tiempos! Siguiendo la tradiciòn!, sapevo che avrebbe sorriso. Lei m'ha trasmesso paziente tutto il suo patrimonio antico di cultura femminile, m'ha insegnato a cucinare, a cucire, a lavorare a maglia e all'uncinetto, a trasformare i vestiti, a non sprecare niente, ho preso da lei la precisione certosina che fa ridere mia sorella. La amama si chiamava Julitxu e ha sempre vissuto nel paesino della provincia di Guipuzcoa dov'era nata. La sua famiglia aveva un mulino, un luogo magico e verdissimo che abbiamo frequentato da bambini, il fiumiciattolo scorreva accanto formando una cascata che faceva muovere le pale e c'era anche una pozza trasparente dove il cugino Jose Luis si tuffava dalle rocce. L...

Le fontanelle di Paese

L’acqua ha sempre un potere magico e magnetico, attrattivo, una calamita che tiene insieme le nostre vite in una sete che ci accomuna, in quel cammino arso, nel deserto del reale, che è spesso la vita. Quando rievoco la fontanella, ora ai margini delle nostre attività frenetiche, ridotta a elemento estetico, da decoro urbano, mi si stringe un po’ il cuore.   So che alcune Municipalità più pioniere e sensibili, hanno moderni distributori con acqua filtrata o gassata, fra l’entusiasmo un po’ fanciullo di qualche pensionato che rievoca il rito domestico, nel nobile gesto di attingere l’acqua fresca e giornaliera da portare in tavola. L’indifferenza delle automobili che scorrono attorno alla piazza, dove è messa a dimora, è forse la cifra del nostro tempo: tutto ciò che è umile e onesto è una presenza mimetica, reso ingrigito, superato dai tempi e dall’abitudine. Mi sovviene la poesia di Guido Gozzano, con la sua umanizzazione della fontana e la nostalgica rievocazione di calure estive, dove nel silenzio delle sieste, la fontana scandiva la sua presenza rassicurante...

Ode alla fontanella di Piazza S.Giacomo

È un bel giorno oggi in città Si respira primavera Lo si sente dai profumi Lo si vede dai colori Nella soleggiata piazza C’è chi legge il suo giornale Sorseggiando beatamente Un vinello niente male Chi accompagna il suo bimbetto A scoprire la fontana Dove lui caparbiamente Costruir vuole una tana Io m’aggiro quasi sognante E assaporo ‘sto momento Sono nella mia città E il mio cuore è assai contento Il mio sguardo vaga assorto Ed incuriosito sosta In quell’angolo di pietra Ove c’è una scura crosta Santi numi quale orrore! Morirò di crepacuore Oh mia cara fontanella Sembri proprio Cenerella Elegante e sempre fresca A nessuno ti negavi Col tuo fare riservato Chissà quanto hai ascoltato Ho un ricordo di ragazzi Che giocavan nella piazza Ti venivano a cercare Per potersi dissetare Non so cosa sia accaduto Chi sarà quel bel genietto Che ti ha messo il rubinetto? Qual mancanza di rispetto! Non parliamo di sporcizia, Cicche ed escrementi vari, Tubi bianchi e cerottoni Ma chi sono ‘sti cialtroni? E vorrebbero che l’acqua...

Ai figli

Proprio domenica mattina scorsa, guarda caso, passeggiando per il centro di Roma, redarguivo benevolmente mio figlio Flavio che non riusciva a dissetarsi al nasone: “se non sai bere alle fontanelle non sei romano…!”; e lui, per non farmi dispiacere, s’è inzuppato dalle ginocchia in giù! Mi odierà?

"Aqua" / Fontanella di Piazzale Lagosta, Milano

Aqua è una cartolina sonora creata da Massimiliano Viel, a partire dai suoni prodotti dalla fontanella di Piazzale Lagosta a Milano.    Aqua (Fontanella di Piazzale Lagosta, Milano) by doppiozero

La prima che mi viene in mente è quella di piazza Piccinino

Sono affezionato alla fontanella di piazza Piccinino, il terzo anello di una catena di piazze del centro storico di Perugia che inizia con la più grande, dedicata al 4 Novembre 1918 (“vittoria” della Prima guerra mondiale), si aggancia alla piccola piazza dedicata al matematico Ignazio Danti e si conclude in questo slargo che prende nome da un condottiero locale del ‘400.   La fontanella di piazza Piccinino è ricavata in una nicchia di pietra bianca ad altezza di bocca, sotto a un piccolo sole in rilievo (visto che sta nel rione di Porta Sole, il più aereo e antico di Perugia). Me la fece conoscere mio padre, quando andavamo in giro a scoprire cose belle in città e l’estate ci veniva sete. Poco importava, poi, se dalla cannella, a lungo esposta al sole, l’acqua uscisse calda: per me veniva dritta dritta dalla prima vena del Colle del Sole, che tremila anni fa aveva convinto qualche tribù primitiva ad insediarsi quassù tra i boschi, al riparo dalla malaria e dalle invasioni nemiche. Quell’acqua era sempre fresca, come quando era inverno e, girando la chiavetta, la tramontana provvedeva...

L'imprinting del lavatoio

I miei nonni vivevano in un piccolo borgo di campagna friulana. Vi si arrivava da una stradina sterrata ripidissima, le cascine s’alternavano ai letamai e agli orti, all’entrata del borgo un arco di pietra segnava il confine, la casa dei nonni era in cima alla salita, un grande cancello rosso, un fico carico di frutti, la stalla, il fienile, galline, conigli, lì ho passato parte della mia infanzia. Serate d’inverno coi vecchi seduti nella stalla a chiacchierare, serate d’estate giocando coi bambini del borgo a correre a rotta di collo giù dalla discesa, a catturare lucciole e maggiolini.   Prima dell’arco, c’era un antico lavatoio di pietra dove le donne lavavano i panni, io e mia sorella accompagnavamo sempre mia nonna con la sua cesta piena. L’acqua sgorgava dalla fontanella limpida e ghiacciata, riempiva la vasca, mia nonna iniziava il rito. Con quelle sue braccione di contadina sfregava, sbatteva, strizzava, noi la tenevamo d’occhio. Aspettavamo impazienti gironzolando, raccogliendo fiori, osservando coccinelle sotto il sole a picco. Aspettavamo il momento, pronte a scattare appena avesse riposto l’...

Il monaco della Stradanuova

La fontanella di Corso Umberto I, la fontanella della Stradanuova, la fontanella ai piedi del Carmine, la fontanella - porta d’ingresso allo stomaco di Scicli. Non tante, ma una.   Una gonfia vena preme dal basso, non si vede tutta l’acqua che contiene, tutto quel che scorre solcando la terra; certo è lì che lo zampillo spreme tutta la sua forza, da quell’unico foro, quello primario, prende forma e ordine, rassicurazione e calma, tutta la ferocia e la violenza di ogni moto.   Non c’è tappo che tenga, l’acqua riempie ogni nostra mancanza e guai a chi si gonfia d’acqua le tasche, scordandosi dell’immane e raffinata fiera che si mette dentro.   Io ho bevuto a questa fontana. Soprattutto a metà anni ottanta ho bevuto, ne ho buttata giù tanta. Di ritorno dalle partite negli improvvisati campetti vicini, dalle scorrerie olimpioniche nel quartiere dove abitavo ed abito.   Lo zampillo dista sì e no cento metri in linea d’aria dalla mia casa. Non è una vedovella, è un fiero monaco, pare aver disseccato le altre vedovelle che pure in città...

Il primo mascherone della fontana del Carmine

Il primo mascherone della fontana del Carmine era quello riservato alla squadra vincente, alla più forte del pomeriggio passato sul campetto in terra battuta a pochi metri di distanza. Perché è quello più vicino, con l’acqua che sgorga con dolcezza e regolarità; perché è sul lato sinistro, che ti permette di bere meglio, e perché non ti sporcavi le scarpette da calcio col fango sempre presente ai piedi di quello opposto.   Il rito del dissetarsi al termine di ore e ore passate sotto al sole su quel campo metà sabbia e metà erba, ottimo come pascolo, ma non per giocare a calcio (per noi era comunque un “erbetta” perfetta) non si dimentica facilmente. È il ricordo degli anni più spensierati. E mentre l’acqua ci ripagava del sudore disperso nel sempre presente polverone delle partite che finivano puntualmente a “coppia e rigori”, una sorta di compensazione calcistica che permetteva alla squadra perdente di salvare ai supplementari almeno l’onore; e mentre tu, sconfitto ancora una volta, rileggevi da grande stratega di calcio tutta la gara cercando...

Fontanelle / Scuola elementare di Russi

L'anno scorso, noi docenti della scuola primaria di Russi, un comune della provincia di Ravenna, abbiamo fatto delle foto ai bimbi che, durante un'uscita per fare un'esperienza di orienteering nel centro storico, hanno trovato tutte le fontanelle chiuse. La striscia è stata elaborata dopo, per partecipare ad un'iniziativa culturale sulla valorizzazione delle fontanelle. L'idea non ha purtroppo ottenuto un gran riscontro, forse per la nostra vena polemica, causata dalla recente chiusura delle due fontanelle situate nel centro di Russi, ad opera di Hera (Holding Energia Risorse Ambiente). Solo una più periferica è rimasta aperta. Giovanna Miserocchi

Fontanelle / Raschiacco, Faedis

La fontanella di Raschiacco, Faedis. Video di Gidierre.

Fontanelle /Meteora Fontana. Special Guest Star da Barcelona, España.

All'asilo avevo una fontanella con tre zampilli ricamati nel grembiulino Alle elementari mia madre m'acconciava con una simpatica codina a forma di getto nel centro della testa Da adolescente la Fontana era il mio punto d'incontro romantico Mi chiamo pure Fontana... Come non partecipare!?  

Le fontanelle di Ortigia

Tutti credono che la privatizzazione dell’acqua sia un’esecrabile manovra volta a depauperare il cittadino assetato. Vi spieghiamo in pochi passaggi perché invece gli alfieri della future-economy vi potranno cogliere nuove occasioni di social-management e self-happyness. I disillusi come al solito si arroccheranno nelle casematte del romanticume immobilista, noi giovani imprenditori del Sud vi proponiamo l’unico vero Tip-tap, three-step, investment plan adatto alla bisogna.   Dopo un’adeguata ricognizione, l’esatto conteggio e un buon numero di stress-test, abbiamo appurato che nell’isola di Ortigia a Siracusa esistono almeno tre fontanelle inutillizzabili e quattro fontanelle a pieno regime. Ebbene, entro sessanta ore saranno smantellati anche questi quattro vetusti, rugginosi, stacanovisti abbeveratoi, facili dispensatori di acque stagnanti per barboni, moralisti, extracomunitari senza permesso di soggiorno, turisti saccopelisti e taccagni d’ogni sorta. Al loro posto, noi giovani imprenditori del Sud installeremo le nuove, luccicanti, asettiche, user-friendly, customer oriented Fountain-O-Matic a gettoni.  ...