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referendum

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Fontanelle / La casa dell’acqua

“Case dell’acqua”  è un servizio che fornisce gratuitamente al cittadino acqua di qualità, naturale e frizzante, controllata e sicura, ulteriormente depurata, proveniente dall’acquedotto. È un progetto che intende promuovere il vantaggio economico e ambientale derivante dall’utilizzo di acqua pubblica di qualità. Lo scopo è diminuire la produzione e la circolazione di plastica e quindi le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Il progetto è nato da un’idea delle quattro società a capitale pubblico - Cap Holding, Ianomi, Tam e Tasm - che operano nel settore della depurazione delle acque e gestiscono le reti di collettamento di circa 300 Comuni delle province di Milano, Lodi e Pavia.   Consigli per un corretto utilizzo: -  Prelevate al massimo 6 litri per persona al giorno - Evitate di fare scorte, potete rifornirvi ogni giorno negli orari previsti dal Comune. - Consumate l’acqua entro 48 ore. Questo limite è reso necessario dal fatto che i contenitori che utilizzerete non saranno sterili, quindi l’acqua potrebbe deteriorarsi nel tempo. - ...

La vedovella parlante

È vecchia, color verde polvere, un po’ scrostata, sul fianco ha un quadrato di carta bianca. Un appello per un gatto che non si trova più, per una casa? O in favore dell’acqua pubblica… Forse la fontanella lo ha generato spontaneamente, quell’appello discreto come lei. Se ne sta in disparte ai bordi del viale sul corso Indipendenza, chissà da quanto, in questo periodo è mezza coperta da una quinta di manifesti elettorali, nuovi e già più vecchi di lei. La vedo nel riquadro della finestra mentre lavoro, quando alzo gli occhi. Raramente sola, a disposizione sempre. Al mattino presto, per non disturbare e non essere disturbati, sono i barboni del viale che vanno a lavarsi, poi è un ragazzino che le piomba addosso in frenata e beve sporgendosi dalla bicicletta o dalla moto, poi una madre che lava le mani al suo bambino, un vecchio che si rinfresca la fronte, un piccione e un cane che si contendono la vasca. Lei fa il suo dovere, ferma, di tutti e di nessuno. Non le importa sapere chi siano quelli che si avvicinano, di quale paese, di quale pianeta, e verso dove rotolino. Si dà da fare senza domande...

Battaglie

Non sapevamo che venissero  dette “vedovelle” e non credo di aver mai fatto troppo caso a che l’acqua uscisse dal Drago (sempre smagliato, ingiallito dall’uso e che brillava come oro), ma una cosa la sapevamo bene, anzi due: che sul Piazzale Martini c’era una sola fontanella, così la chiamavamo, sul lato verso via Cicero Visconti, avamposto del territorio ostile e pericoloso  costituito dalla via Fausto Tommei e da Piazzale Insubria, e che non era prudente avvicinarsi quando i ragazzi più grandi la presidiavano con un piede appoggiato sulla piccola vasca, dimostrando così che la consideravano una proprietà loro e che se ne sarebbero andati forse mai. Ma quando, in certi torridi pomeriggi di tarda primavera o d’estate, vedevamo da lontano che era tutta a nostra disposizione, ci precipitavamo, la palla sotto il braccio, per rinfrescarci e bere a più non posso. C’erano tre modi di bere: il primo consisteva nel succhiare avidamente l’acqua che scendeva fresca bagnandosi la faccia e i capelli, il secondo raccogliendola nel palmo delle mani (questo era tipico dei più educati e dei...

Fontanelle / Piazza del Popolo, Frisanco

Brocante, Festival internazionale di Circo Contemporaneo della Valcovera. Due artiste in equilibrio sulla fontana di Piazza del Popolo a Frisanco, fotografate da Daniela Salton.   Brocante è un pensiero, una relazione tra lo spettatore locale e l'artista ospite, tra l'architettura del territorio e l'invenzione di spazi scenici. È un'esperienza collettiva di avvicinamento tra l'abitante di una valle e un gruppo di artisti. 

Fontanelle in rete

Jumpinshark dal suo blog ci onora pubblicando un racconto cresciuto in rete dedicato alla nostra iniziativa sulle fontanelle. Link, discussioni e rimandi al nostro speciale, impaginati sua sponte con Storify (una nuova piattaforma che consente di “montare” dei contenuti web in un unica storia). La pubblichiamo qui, voi potete leggerla e volendo condividerla, pubblicando la storia su qualsiasi sito. Vi ricordiamo che Fontanelle è un iniziativa collaborativa: mandate foto, video, testi a fontanelle@doppiozero.com Grazie a tutti[View the story "Il racconto delle fontanelle (doppiozero)" on Storify]    

Acqua Angelica

Ho 55 anni. Ho trascorso i primi quindici con l'incubo dell'acqua dei cassoni. Faccio fatica a spiegare alle mie figlie adolescenti questa mia esperienza perché ormai i cassoni non esistono più e neanche i locali che li contenevano e che oggi sono diventati superattici o roofloft o semplicemente monolocali abusivi. Invero non è questo il solo ricordo che non riesco a condividere con loro; mi sentii morire quando vidi gli occhi allibiti di mia figlia quando le dissi di tirare la catena. Ci vollero una ventina di minuti per spiegarle cosa intendevo.   Ero bambino e ricordo il dramma della mancanza dell'acqua; normalmente il solerte portiere, si chiamava Spartaco, esponeva un cartello all'inizio della tromba delle scale in cui si annunciava che per alcune ore l'erogazione dell'acqua non sarebbe stata garantita, nella maggior parte delle occasioni per “lavori urgenti” all'impianto zonale. A quel punto in casa scattava l'allarme rosso ed era tutto un precipitarsi a riempire qualsiasi cosa potesse contenere acqua: chiaramente la vasca, poi il bidè e vari secchi di plastica “moplen”. Ci si...

Er nasone de Piazza Madonna dei Monti

Piazza Madonna dei Monti, giù in fondo, a guardia della Suburra. Giulio “er coco” diceva che con l’acqua che sgorga dar nasone viene mejo a pajata. Acqua marcia, sì, acqua marcia c’è scritto sotto al cappello della fontanella che c’ha ‘no zampillo che è più arzillo der sorcio. Sprizza orgoglioso e prepotente che quanno lo catturi in bocca per vendetta te gela er canino, poi svicola e si imbuca nella strozza mentre il gozzo sussulta come un pischello arrapato. Mi sedevo sulla scalinata verso le sedici, quando la calura estiva principiava a smette’ de appiccicà. Stavo lì, a guardare er nasone mentre sputava il getto dritto dritto nel buco. Preciso, sicuro, sempre lo stesso, orgoglioso, eterno, come è eterna Roma. Sì, stavo seduto lì a non pensare e mi sentivo un papa con le orecchie colme dal botto dello scroscio che mi appagava, mi ipnotizzava. Si infilava quatto quatto dentro me come fossi la sua puttana.

Acqua Pubblica / Dies_

Acqua Pubblica /  Dies_ Secret sound of water. La fontanella del Parco Trotter, a Milano. Viaggio sonoro a ritroso da una fontanella urbana verso le canalizzazioni metalliche sotterranee, per ritrovare la fonte originale.   Secret sound of water 2 by doppiozero

Trieste - Dakar

Un semplice marciapiede, una passeggiata tra il mare e la montagna, divise fra loro da una strada trafficata in mezzo alla città. Barcola, quartiere di Trieste, è, per i locali, un sogno mitteleuropeo dove tra ragazzini in skate e vecchie signore bruciate dai raggi del sole si incontra tutta la popolazione che cerca di accaparrarsi la luce e distrarsi dal lungo inverno. Da aprile a ottobre i triestini, armati di asciugamani, creme solari, materassini colorati si accoccolano, stretti come sardine, uno accanto all’altro in quel tratto di marciapiede che ai loro occhi pare Saint Tropez. Nella pineta antistante, famiglie intere si accampano, organizzatissime, con tanto di tavoli per mangiare, amache per riposare, carte per giocare partite di tresette o scopone scientifico, sdraio ultimo modello per rimirare il tramonto. Agli occhi dei forestieri tutto questo può apparire follia. Portai un amico siciliano in questa spiaggia dell’immaginario. La vide e con delusione mi disse: “Ma siete praticamente in strada! Ed il mare è nero”. “Sì”, gli risposi “ma per noi è magia e riusciamo a scorgere persino acque...

Acqua primo amore

Credo che il periodo del terremoto del ‘76 in Friuli sia stato uno dei momenti più felici della mia vita. La mia terra era in ginocchio, il dolore e la morte più reali e brutali che mai, ma non mi sfioravano minimamente. Vivevo in una mia bolla euforica lontana galassie da quel che stava succedendo. Ero innamorato, e il mio amore corrisposto. Del resto non mi importava nulla. Avevo la fortuna di non essere toccato personalmente dalla tragedia, e così nessuno dei miei amici. Non provavo la minima paura. Dopo i primi scossoni, che avevano mandato all'aria vite e case come briciole ai passeri, continuavano a manifestarsi frequenti lievi scosse di assestamento che facevano impazzire di paura la gente. Non me. Poteva succedere in piena notte, ed ecco che la casa si svegliava con una vibrazione di terrore, i miei balzavano fuori dal letto per fare di corsa tre piani di scale e passare il resto della notte in macchina. Tentavano di far uscire anche me, inutilmente. Non avevo nessuna voglia di alzarmi per una paura che proprio non mi toccava. Se va giù tutto, pensavo, faccio fatica per niente, tanto vale stare a dormire. E dormivo beato e...

La farfalla / C'era una volta una fontana

La farfalla   Quando tira il ghibli a Tripoli non c’è scampo, è vero, ma l’errore era stato uscire alle due di un pomeriggio d’agosto. Laila camminava come un’ubriaca, a zig zag, per restare sempre all’ombra, da un balcone ad una palma, da una musharabia ad un portone, fermandosi a riprendere fiato sempre più spesso. A tratti doveva tirare il barracano bianco che le si incollava addosso, le aderiva sulle testa, sulle guance, fra le gambe. Sotto gli occhi era macchiata di kajal e dietro, sulla nuca, di hennè. I bracciali ai polsi e alle caviglie non tintinnavano più, bollenti, scivolavano sulla pelle bagnata, su e giù ad ogni passo, lasciandovi segni neri. I piedi roventi affondavano nell’asfalto molle e le scarpe ne rimanevano imbrigliate.   Laila si era fermata all’ombra lunga di una porta e guardava avanti verso la grande piazza priva di riparo che doveva attraversare: bianca di una luce abbagliante, tremolante per la calura, immensa per la stanchezza. A metà della piazza Laila capì che non ce l’avrebbe fatta, sarebbe morta lì, l’...

Raccontiamo insieme le fontanelle d’Italia

In occasione dei referendum del 12 e 13 giugno, doppiozero partecipa con entusiasmo alla campagna in favore dell'acqua pubblica invitando i lettori a inviare un testo che racconti di una fontanella pubblica che sta loro a cuore in territorio italiano. Fontanelle scelte come simbolo di vita, d'accoglienza, di pulizia e freschezza, fontanelle come piccoli scrigni di storia, di ricordi. Se l'acqua fosse privatizzata, cosa ne sarebbe di loro?  Ci interessano anche le fontanelle lasciate asciutte così come quelle che non ci sono più, sorgenti sepolte sotto colate di cemento.   Come partecipare Spedite racconti, disegni, foto, audio e video all'indirizzo fontanelle@doppiozero.com Sono benvenuti foto, disegni o brevi filmati delle fontanelle di cui si racconta. Date indicazioni dettagliate sulla collocazione della fontanella (paese, città, strada, piazza, territorio). I testi non devono superare le 2000 battute.     No pasaràn   Qualche mese fa, rientrando dopo una passeggiata, vedo due operai che a colpi di martello pneumatico stanno sradicando la vedovella sotto casa mia: m'è venuto...