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saggi

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Biografia e opere / Julian Barnes, Con un occhio aperto

Diciassette saggi dedicati ad altrettanti pittori compongono la raccolta Con un occhio aperto (Keeping an Eye Open. Essays on Art, trad, it. di Daniela Fargione) dello scrittore inglese Julian Barnes e sono un perfetto specimen del personal essay di marca anglossassone: prosa brillante, argomentazioni sostenute da conoscenza di prima mano e da fonti storiche, soprattutto un punto di vista soggettivo, a tratti esistenziale. Julian Barnes, nato a Leicester nel 1946, ha avuto modo di conoscere, da vivi, esponenti del movimento modernista, quello che senz’altro ha maggiormente influito nella formazione del suo gusto e della sua prospettiva, ne è consapevole e sa storicizzare il proprio sguardo e nel farlo attraversa con mite ironia, e con contrappunto critico, alcuni miti dell’arte novecentesca con cui lo spettatore europeo deve prima o poi fare i conti.  Nella settantina d’anni che corre fra il 1850 e il 1920 si compie un processo accelerato che va dal romanticismo al realismo per sfociare nel modernismo. L’impostazione risalente a Vasari del progresso delle arti che avanza col tempo è però problematizzata da Barnes, non necessariamente ciò che è venuto per ultimo è del tutto...

Pivano, Vittorini, Briasco / "I celebrate myself". L'io nella narrazione statunitense

Così ammonisce Nonciclopedia: “La letteratura americana è vivamente sconsigliata a chi ama la letteratura”. Tale controindicazione può forse farci sorridere, ma non si esaurisce nella sola boutade. Quanta letteratura nordamericana invade gli scaffali dei megastore del centro e i bancali degli autogrill! Quanto risultano ‘alla moda’ molti fra i nuovi titoli e i nuovi autori, che dopo una faticosa lettura non presentano alcun merito se non quello di provenire da oltre oceano! E quanti scrittori continentali scrivono ‘all’americana’, confondendo l’americanità con l’americanata.   Non tutti gli scrittori di blockbuster sono americani, è ovvio. Fra gli scrittori nostrani (si pensi al caso Ferrante, da cui prende spunto Stefano Jossa per uno splendido articolo sullo stato attuale dell’Università) e stranieri (Ruis Zafon e Pennac sono i primi a venirmi in mente) non mancano certo le galline dalle uova d’oro. Tuttavia, è innegabile che dal mondo anglosassone, e statunitense in particolare, giungano i più grandi successi dell’editoria mondiale degli ultimi anni, spesso supportati dalla potenza di fuoco di Hollywood. Gli esempi non mancano di certo: da Dan Brown a Stephen King, da John...

Raccontare John Berger

Pubblichiamo oggi Trasporti e traslochi. Raccontare John Berger, un nuovo ebook doppiozero, scritto da Maria Nadotti. Ne pubblichiamo qui un breve estratto. Gli ebook doppiozero sono acquistabili sul nostro sito e sui principali store.   “È in gran parte l’interesse per l’arte che mi ha condotto alle mie convinzioni generali sul piano politico e sociale”, scriveva John Berger nel 1953 sul settimanale “New Statesman”, “non sono assolutamente io che trascino la politica nell’arte, è l’arte che mi ha trascinato nella politica”. Nato a Londra nel 1926, aveva abbandonato gli studi a sedici anni e servito nell’esercito dal 1944 al 1946, per poi frequentare la Central School of Art e la Chelsea School of Art e insegnare disegno presso la Workers’ Educational Association dal 1948 al 1955. Convinto sostenitore del realismo nell’arte, nel 1951 aveva cominciato a scrivere per “New Statesman” rivelandosi presto un critico dell’arte affilato e trascinante. Fatto che, insieme alle sue idee politiche, al suo marxismo militante, gli procurò una serie di nemici e violente incomprensioni nell’establishment britannico di quegli anni, tanto a destra quanto a sinistra […].   Così, cinquant’...