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Ricucire il mondo globale / A Sud del mondo: Buenos Aires

Il “Sud globale”, una costruzione concettuale frutto del pensiero post-coloniale, ha una propria identità distintiva nell’urbanizzazione planetaria? Come affrontano queste enormi città l’attuale globalizzazione differenziata? La domanda meriterebbe attenti studi di caso comparati di città dei Sud (Europa, America, Asia e Africa) per raccogliere elementi di confronto su aspetti strutturali e culturali dell’urbanità, dell’umanità stessa. Ne ho iniziato a trattare in un libro sui contratti urbani in 10 città mondiali del “Nord globale” e dell’Asia emergente (The Urban Contract, Routledge 2017). L’ipotesi che sostengo è che la modernità del mondo non sia affatto una, ma si realizzi con modelli plurimi di rapporto tra politica e mercato, violenza e giustizia, società e spazio che andranno indagati.   Le città del Sud, trascurate dalle politiche mondiali e spesso identificate come aree-problema (arretratezza, debito, corruzione, criminalità) possono rappresentare un nuovo attore collettivo nella scena globale, in grado di indicare forme di convivenza e di urbanità che rendano il pianeta più integrato e meno diviso. Nodi in grado di ricucire il mondo.   Se ci sono limiti e...

Intervista a Robert Guédiguian

Durante il recente Bergamo Film Meeting, il celebre regista francese Robert Guédiguian, autore di film come Le nevi del Kilimangiaro e Marius et Jeannette, noto per la militanza nelle sinistra francese e per un cinema popolare dai forti accenti sociali e dai toni sospesi tra il dramma e la commedia, ha tenuto una seguita masterclass. Doppiozero lo ha incontrato per una bella chiacchierata sul cinema italiano, il ruolo della memoria nel suo lavoro e la disgregazione sociale che ha caratterizzato gli strati più poveri della società  contemporanea.     Robert Guédiguian, lei da giovane ha seguito molto da vicino il cinema italiano…   Sì, a diciotto anni il cinema italiano era per me il migliore al mondo. Conosco a memoria i film di Pier Paolo Pasolini, ma anche quelli di Francesco Rosi, Marco Ferreri, perfino il cinema più popolare, Luigi Comencini, Dino Risi, Elio Petri per un cinema direttamente militante…     E Ermanno Olmi?   Ermanno Olmi, sì. D’altronde ha girato a Bergamo dove ci troviamo oggi…     A proposito di un cinema...

1964. Il coraggio degli italiani in mostra al MoMA di New York

L'articolo di Marco Belpoliti del 10 novembre sulla mostra di Cattelan al Guggenheim di New York mi convince a raccontare la storia di un’altra mostra, di tanti anni fa. Era da un po’ che ci pensavo. Prima però bisogna che accenni a quei miei studenti che nelle ultime settimane hanno cominciato a farmi domande difficili, tipo: “ma, professore, come abbiamo fatto a ridurci così?” oppure “com’è possibile che la stampa di tutto il mondo scriva di noi italiani queste cose?”. Mettetevi nei miei panni, non sapevo da che parte girarmi.   Per fortuna d’estate leggo parecchi libri e me ne sono venuti in mente due, nei quali ho creduto di trovare qualche risposta. Il primo, La strada dritta di Francesco Pinto (Mondadori), narra in forma romanzata l’epica costruzione dell’Autostrada del Sole; il secondo, La catastròfa di Paolo Di Stefano (Sellerio), ricostruisce attraverso le testimonianze di chi c’era la tragedia dei minatori italiani a Marcinelle. Peraltro insegno ai futuri geometri delle valli bergamasche, dove da generazioni la gente progetta e costruisce strade e viadotti e da...

Orizzonte in Italia / Liguria, Toscana

Orizzonte in Italia è un viaggio in bicicletta lungo le coste dell’intera penisola italiana, dalla Liguria lungo la Toscana il Lazio la Campania la Basilicata la Calabria la Puglia il Molise l’Abruzzo le Marche l’Emilia il Veneto il Friuli Venezia Giulia. Una discesa a sud e una risalita a nord. Un’unica linea dell’orizzonte marino da Ventimiglia a Trieste. Un pentagramma cromatico di orizzonti italiani.   L'idea alla base del progetto Orizzonte in Italia è quello di creare fotograficamente un'unica linea di orizzonte italiano che gira intorno alla penisola. La scelta di percorrere le coste italiane in bicicletta mi permette di stare sempre direttamente a contatto con il mare e l'orizzonte e di spostarmi agilmente ad un'andatura dinamica e lenta al tempo stesso. Seguire l'orizzonte e appuntare ogni singolo scatto fotografico su un quaderno: il luogo, l'ora, la metereologia. Scattare una fotografia e portare il proprio corpo sempre più avanti per percepire il contorno (il limite) di una forma.   Dear Jonathan.   Giornatina no.   Magra di notte.  ...

Elogio dell'Italia disunita

La cosa più interessante dell'Italia è la sua disunità. Sono i salti, le crepe, i vuoti che ancora allignano tra un luogo e l'altro. In certe zone il mondo sembra un panno di biliardo e anche dove è scosso e scosceso tutto è comunque in qualche modo omogeneo. Dell'Italia amo questa residua densità del suo passato che ti viene incontro all'improvviso con una faccia, con un muro. L'Italia del sud consente più facilmente di abitare questi anfratti, questi rilievi fuori scala rispetto alla livella della modernità. Il mio paese, spezzato in due come un verme, mi dà ogni giorno questa dose salutare di disunità. Amo le cose sconnesse, amo le cose che si svolgono lontano dalle premesse con cui iniziano. Oggi per voler bene all'Italia bisogna trovare i luoghi in cui è diversa e averne cura. Non avere la foga di metterli sotto gli occhi dei giornali e della televisione. Noi abbiamo bisogno di luoghi in cui la lingua non è imbellettata, in cui nessuno scalcia per passare avanti, riposa, luoghi attraversati dalla poesia e dalla morte, in cui nessuno si fa il nido, ma tutti...

Intervista video a Mario Dondero

Mario Dondero è uno dei grandi vecchi del fotogiornalismo italiano, personaggio singolare sia come fotografo e artista sia come uomo. Nato nel 1928 è stato giovanissimo, a sedici anni, partigiano, poi frequentatore del mitico bar Jamaica di Milano; Dondero è ancora oggi attivo come reporter in luoghi e paesi differenti del mondo, da nord a sud da est a ovest, sempre con la sua piccola borsa e la macchina a tracolla. La sua carica di umanità è straordinaria, e così fotografa, con un’affezione incredibile per i suoi soggetti, quasi sempre persone, e insieme con la dovuta distanza del rispetto e della considerazione. Ha raccontato la vita della gente umile dell’Italia, ma anche del terzo mondo, i personaggi famosi, da Beckett a Pasolini, da Elsa Morante a Togliatti, e anche gli sconosciuti, incontrati una volta per strada. Il suo archivio fotografico, in gran parte inesplorato, contiene il racconto del nostro paese nel corso degli ultimi settant’anni. L’abbiamo incontrato nel corso di una conferenza che ha tenuto a Milano, al Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco (nell'ultimo ciclo di incontri sul tema "Storia della fotografia - Conversazioni" organizzato dal Civico...

Abruzzo / Viaggio in Italia

Chi abita al nord, o meglio, è originario del nord Italia, di norma non fa differenze: per capirsi, a Torino si dice che da Cuneo in giù sono tutti terroni. Abitudine ormai talmente radicata che addirittura Flaiano ironizzò sull’argomento in questo articolo del '45 dal titolo Terroni e polentoni: “In questi giorni i quotidiani hanno riportato la notizia di un manifesto che circolerebbe nel Nord, incitante quelle laboriose e integerrime popolazioni contro i ‘terroni’. I terroni sarebbero quegli italiani che vivono al di qua della linea Spezia–Rimini. La notizia ha fatto il suo chiasso. Qualcuno l’ha commentata con amarezza, scagliandosi contro i campanilismi, un giornale ha preso addirittura le cose al tragico. Pacifici lettori hanno visto, nell’immaginazione, chiudersi le porte delle città degli affari, altri hanno meditato in cuor loro le più tremende rivalse. Intanto occorre notare che gli autori del manifesto hanno fatto le cose troppo in fretta. Stabilendo una linea di demarcazione Rimini–Spezia, hanno lasciato insoluto il più grande problema della nostra storia e cioè se...