raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

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150°

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L’evoluzione linguistica dei discorsi di Napolitano

Il discorso di fine d’anno è l’unico momento rituale in cui la figura più autorevole del nostro ordinamento si rivolge direttamente a tutti i cittadini. Per questo ciascun Presidente si è posto il problema di come stabilire il contatto simbolico con gli italiani che lo ascoltano da casa. Sono rimasti famosi i riferimenti di Pertini a tutti coloro, adulti e bambini, che nell’anno in via di concludersi gli avevano fatto visita al Quirinale, così come è difficile dimenticare l’affettuosa trepidazione di Scalfaro, sempre preoccupato di apparire un intruso e attento a precisare che il proprio augurio si sarebbe fermato sulla porta di ciascuna famiglia nella speranza che poi qualcuno volesse accoglierlo tra le mura domestiche.   Giorgio Napolitano, al suo sesto discorso del 31 dicembre, ha deciso di cominciare questa volta con un ringraziamento per l’entusiasmo persino inatteso con cui uomini, donne e bambini di tutto il paese hanno preso parte alle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dall’Unità: una scelta insolita, perché i presidenti, conservano il proprio grazie semmai per...

Dinamica della solitudine

 Prospettiva, il progetto del Teatro Stabile di Torino curato da Mario Martone e Fabrizio Arcuri, è nel 150° dell’Unità d’Italia, e si è dato il tema “Stranieri in patria”. Ogni compagnia dice la sua, a richiesta, sul tema: i due veneziani Pathosformel, Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, dicono che essere stranieri in patria è “trovarsi di fronte a una serie di suoni a cui non abbiamo pieno accesso, e che ci rendono d’improvviso capaci – o forse ci costringono – ad inventare, più che capire, un senso ultimo contenuto nella parole altrui”.  Il loro dittico (prima parte An afternoon love, seconda parte Alcune primavere cadono d’inverno) parla di due corpi, senza parole e in mezzo ai suoni. Due atleti. Due corpi che danzano performance sportive, che Pathosformel smonta, per farne estetiche della solitudine. Il ragazzo di colore, Joseph Kundesila, palleggia in un allenamento di basket senza basket, ovvero senza senso, ovvero il senso di fare un canestro, un obbiettivo, un goal, dei punti; è tutto solo, palleggia, suda, si asciuga il sudore, si sdraia sulla schiena (la...

Sciarà ovvero le parole dialettali intraducibili

La collaborazione tra doppiozero e il Festivaletteratura di Mantova con il progetto Sciarà.   Leggi le parole intraducibili> Suggerisci una parola> www.festivaletteratura.it Ci sono tante parole nei vari dialetti e nelle parlate locali che non hanno una traduzione precisa in italiano, parole che sono già un “mondo”, che veicolano visioni e valori, immagini: parole-baule. Abbiamo pensato di raccogliere queste parole con la loro possibile definizione per creare una sorta di dizionario delle diversità italiane, un gioco linguistico per dar forma alla nostra identità plurale. Nell’anno del 150mo dell’unificazione italiana, un esempio di diversità.   Il gioco delle parole inizia su doppiozero e su festivaletteratura.it e prosegue “dal vivo” a Festivaletteratura. Le parole arrivano dagli autori e dai lettori di doppiozero e di Festivaletteratura, da scrittori e lettori comuni. Lo spazio a disposizione è per una parola e la sua definizione di massimo 500 battute spazi inclusi. Durante il Festival Sciarà avrà una postazione con un computer in cui i visitatori...