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Collezione Maramotti

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Elisabetta Benassi alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia / Sculpture as place (of memory)

Entrando alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, il percorso espositivo concepito da Elisabetta Benassi accoglie lo spettatore con una stiratrice industriale dal titolo Prosperity. Con la sua concretezza metallica, l’oggetto ha un fascino retro-futuristico, reperto di un’antica civiltà aliena ormai inesorabilmente estinta, precipitato nell’atmosfera dopo un lungo viaggio siderale. Nella solitudine della sala espositiva sembra di sentire il respiro pesante del mastodonte meccanico, ingombrante e quasi commovente nella sua coazione a ripetere all’infinito lo stesso movimento.   Elisabetta Benassi, Prosperity, 2017. Macchina da stiro automatizzata, vapore / automate ironing machine, vapour, 157 x 100 x 120 cm. Courtesy Collezione Maramotti © Elisabetta Benassi. Ph. Andrea Rossetti.   Il lavoro analogico, la sua presenza materiale, aleggia nel progetto site specific It starts with the firing, nuovo tassello della ricerca di Elisabetta Benassi. Una ricerca che è una riflessione in divenire sulla memoria, l’utopia, l’archivio come dispositivo artistico. Una macchina dagli echi duchampiani che, nel progetto pensato per la Collezione Maramotti, mette in relazione la storia...

Coda di Hofesh Shechter

La danza può aiutarci a capire quanto possa esserci vicina e affine l’arte visiva contemporanea, facendosi per noi tramite corporeo temporaneo che riduce la distanza tra l’opera e chi la guarda. La pittura e le installazioni aprono scenari di racconti possibili, in un confronto e scontro narrativo e percettivo, all’interno di uno spazio museale che suggerisce percorsi e dialoga con i danzatori attraverso scale e pavimenti grigi e freddi, pilastri di cemento, luce artificiale dall’alto, mentre è pervaso da musica contemporanea elettronica, techno, industriale, che attraversa i corpi e li plasma con il proprio ritmo potente. È il senso della collaborazione che si rinnova periodicamente tra la Collezione Maramotti – raccolta di arte contemporanea curata e alimentata dalla famiglia proprietaria del marchio Max Mara – e la Fondazione I Teatri, a Reggio Emilia. Da alcuni anni, infatti, la Collezione (aperta al pubblico nel 2007) ospita creazioni site specific commissionate a coreografi contemporanei, micro-residenze in cui l’artista coinvolto ambienta performances di danza negli spazi ampi e luminosi ricavati nella vecchia...

Atelier dell'Errore

Tre grandi carte installate al Buchheim Museum (Museo della Fantasia) di Bernried nei pressi di Monaco di Baviera, stese su pannelli di enormi dimensioni accolgono i visitatori della mostra. Ritraggono alcuni animali dello zoo fantastico di Giulia Zini: Orso Bruno, Golilla Madredipella, Catoblepa Occhi Luminosi, Pirottico Ferrocito, Piotruco che guarda le femmine, Piraostre Elegante, Cerva Di Santo Eustachio Gesù Infinito. Sono pastelli e disegni su carta che Giulia abbozza e campisce stando molto vicina al foglio, quasi aderente, sdraiata. Con dedizione assoluta questa ragazza di diciassette anni ha tracciato linee e segni sull’enorme spazio bianco appoggiato al pavimento dell’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia. Con queste opere Giulia ha vinto nel 2014 il premio euward 6, art in disability, prestigioso concorso europeo di Outsider Art, organizzato dall’Augustinum Stiftung di Monaco uno dei più noti al mondo, con un catalogo dove campeggia in copertina un suo contributo. In giuria Arnulf Rainer e Roger Cardinal, due grandi esperti di questa arte.   Scoiatto Motosega, Giulia, Atelier dell'Errore   Tra qualche giorno, il...