Categorie

Elenco articoli con tag:

Netflix

(5 risultati)

Annientamento o rigenerazione? / Una cellula ci sdoppierà

Lena è una biologa. Ancora una donna che insegna all’Università che dentro di sé porta amore e dolore, come Louise Banks in Arrival. Gli alieni sanno empaticamente che questo è il tipo di umano eccellente, il meglio che il pianeta possa offrire per un incontro, per un affidamento. Come Arrival di Denis Villeneuve deriva creativamente dal racconto di Ted Chiang, Annihilation (Annientamento) di Alex Garland è la sceneggiatura che reinventa il primo capitolo della trilogia Area X di Jeff VanderMeer (pubblicata nel 2014 e tradotta da Cristiana Mennella per Einaudi l’anno dopo). Annientamento è un film, e lo sceneggiatore e regista inglese avrebbe preferito che potesse essere visto prima nelle sale cinematografiche: è su Netflix dal marzo 2018, in prima televisiva.     Il bel personaggio interpretato da Amy Adams era una linguista di fama mondiale, e il militare afroamericano cercava proprio lei per capire che diavolo di lingua parlassero gli eptapodi parcheggiati in mezzo mondo con le loro miti astronavi a forma di mandorla; qui Natalie Portman è una biologa con un passato militare, che pensava di aver perso per sempre l’amato marito, sparito da 12 mesi in una missione...

Vite postume del libro

Un recente articolo del New York Times ha annunciato al mondo che il libro di carta non è morto. Ripresa in Italia da La Repubblica, la notizia ha fatto un rapido giro dei social, dove gli integrati hanno lautamente sbeffeggiato gli apocalittici con variazioni sul (notoriamente scivoloso) tema del ride bene chi ride ultimo. Il falsetto di questo dibattito tra posizioni appiattite da un’irresistibile forza centrifuga, fino a ridursi a sagome grottesche, è in sé degno di nota. Da un lato il sottotesto è la dubbia teoria della disruptive innovation: è come se tutti aspettassero una qualche dirompente invenzione tecnologica o di business model, capace di sparigliare tutto e poi riassettare la filiera e il mercato editoriale in forme altre e impreviste. Da quel momento in poi il libro gutemberghiano entrerebbe nella classe dei dead media, in buona compagnia tra il betamax e il jukebox. È in tutta evidenza un’aspettativa indotta da un clima ideologizzato: tradisce una visione aggressiva del mercato da parte di soggetti accentratori, che ambiscono a sgominare la concorrenza con un barbatrucco. È anche in un certo senso una...

House of cards

Tra l’apoteosi del potere e l’abisso della rovina c’è solo un sottile crinale, una costante tensione tra l’ebrezza del comando e l’incognita del rovescio. Questo insegna House of Cards, la più potente saga sulla politica vista finora in tv. Lo scorrere degli episodi della serie prodotta negli Stati Uniti da Netflix, arrivata oggi alla sua terza stagione, è stato tutto un sapiente alternarsi di toni e umori. Il racconto è iniziato come una riflessione sull’eccitazione e il fremito della scalata verso la cresta del comando, sulla spregiudicatezza nel piegare il fato alla propria volontà di governare, sull’indifferenza più completa nel sacrificare amici e nemici nella strada che porta al vertice della piramide. Quello in cui si muove Frank Underwood, il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti interpretato da Kevin Spacey, è un mondo governato da leggi primordiali e brutali (“caccia o sarai cacciato”), dall’arte della dissimulazione, dal desiderio bruciante di primeggiare.     Dopo il crescendo delle prime due stagioni, la terza, dedicata al racconto dei...

The Next Big Book

Oddio i dati, la statistica, l’analisi dei dati, anzi dei big data in editoria, che sciagura! Ma scusate, l’editoria non è quell’attività dove gli umanisti possono vivere in pace? E’ un’attività economica e quindi bisogna fare dei profitti? Ma l’arte ed i profitti non si possono coniugare! L’editoria, quella vera, non quella tecnica, professionale, scientifica o scolastica, quella letteraria, di ricerca, non deve cercare il profitto: non si può correre il rischio di non raggiungere l’Ottimo Olimpo dell’Arte per cercare il profitto.   Ora il lancio di The Next Big Book, il nuovo strumento di market analysis che aggrega dati di provenienza diversa sulle vendite e sull’impatto nei social network e sul web dei libri, così come riportato dal New York Times e quindi da Pagina99, che riprende da vicino quell’articolo, nel consueto riassuntino tradotto tipico dell’editoria periodica italiana (di cui sono ben felice, sia chiaro, almeno ogni tanto leggo qualche cosa in italiano) è stato seguito da un dibattito sulla possibile deriva dell’editoria inquinata dal...

Net-neutrality addio

Net-neutrality della Rete addio. È la prima valutazione del voto in base al quale il «Federal Communication Committee» statunitense ha approvato il piano presentato ieri dal suo presidente, il democratico Tom Wheeler, nella sessione di lavoro per discutere le nuovo norme per regolamentare l'accesso al Web. Il nuovo regolamento, che è il primo di una serie di interventi della Fcc per rendere operativo il progetto chiamato spavaldamente «Open Internet», acquisisce molte delle richieste da parte dei grandi fornitori di accesso al web di una differenziazione della velocità di navigazione nella Rete in base il costo di connessione. Una logica in base alla quale «più paghi più vai veloce» che, secondo imprese come Comcast, Verizon, Time Warner Cable e At&t, oltre a rendere Internet più appetibile per società che basano il loro business sulla Rete, può favorire strategie imprenditoriali che tendono all'innovazione di prodotto e di processo.   Una posizione, questa degli Internet provider, fortemente contestata da altre major della Rete e dai social network (Google, Facebook,...