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Olimpiadi

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Foxcatcher, an American Horror Story

Come accade spesso, anche per Foxcatcher la distribuzione italiana ha pensato di aggiungere al titolo originale un sottotitolo, al fine di guidare e informare meglio lo spettatore rispetto agli argomenti trattati nel film. Al di là del gesto in sé – che tanto quanto la traduzione dei titoli stranieri (forse ancora di più) nasconde sempre un atto violento – è curioso notare come in un film che usa lo sport per toccare temi profondi e delicati come l’ineluttabilità dei rapporti di classe, l’esercizio egemonico del potere e del denaro e la forza sottile e crudele del ricatto, quello che viene messo in evidenza è che questo film sia più di ogni altra cosa “una storia americana”. E certo non si può negare che lo sia: per come molti di noi vedono e si immaginano gli Stati Uniti. Ma se Foxcatcher usa un pezzo della storia dell’America degli anni Ottanta per raccontarne la Storia intera e dare risalto all’anima nera di un paese che mai come nel decennio contraddistinto dall’ascesa di Reagan era invece pieno di autostima e convinto che tutto fosse possibile, è forse vero che...

Life in the Fast Lane, ovvero una modesta proposta

Life in the Fast Lane, la vita nella corsia di sorpasso, si intitolava una canzone degli Eagles degli anni settanta, vita spericolata, vita “al massimo” che “surely make you lose your mind”, cioè “ti fa perdere di sicuro la testa”. Ma certo il gruppo californiano non poteva immaginare quanto alla lettera fosse vitale quella corsia di sorpasso, cosa che invece a noi, specie dopo aver letto l’articolo che apriva ieri l’edizione on line del “Guardian”, appare ormai fuori di dubbio. Con grande lungimiranza, gli organizzatori delle prossime Olimpiadi di Londra hanno infatti disegnato su strade, raccordi, svincoli e viadotti, delle Games lanes o “corsie dei Giochi”, dove, ci informa il giornale inglese, dignitari e sponsor sfrecceranno sulla flotta di lussuose berline BMW messe a loro disposizione. Per proteggere la tranquillità dei VIP, e la velocità dei loro spostamenti, il transito sulle corsie in questione sarà ovviamente proibito a tutti gli altri, incluse le ambulanze e le automediche, che dovranno accontentarsi delle corsie di normale traffico.   Come c’era da...

Speciale Ai Weiwei | Non ci pensate nemmeno

Esiste davvero il karma in questo mondo? Per quanto mi riguarda, io non ci credo. Se esistesse, la punizione sarebbe arrivata già da tempo e le cose non si sarebbero trascinate così a lungo. Destino ed efficienza si sono dimostrati inaffidabili. Se il karma esistesse, come minimo si sarebbe manifestato in una certa misura, o avrebbe lasciato che almeno una frazione del suo spirito si mostrasse, piuttosto che permettere a decine di milioni di persone in pochi milioni di chilometri quadrati di cadere nella disperazione più nera. È tutto talmente vago e impreciso, da minare ulteriormente la già tormentata fede di ogni scettico.   Non è difficile arrivare alla conclusione che viviamo in un mondo dove non esiste alcun karma. Ho visto la luce, il mio cuore è più leggero, e così tante cose son diventate chiare. Non c’è bisogno di guardare troppo lontano nel passato; appena all’inizio di quest’anno c’è stata un’enorme nevicata che ha lasciato alla mercé del gelo e della fame decine di milioni di persone di ritorno a casa dopo le vacanze.   Furniture...

Occupy London Stock Exchange: la protesta a Londra

Nonostante le minacciose richieste di evacuazione da parte della City di Londra e le dimissioni di tre importanti rappresentanti della Chiesa inglese (Giles Fraser, Fraser Dyer e Graeme Knowles, rispettivamente canonico, cappellano e decano della cattedrale di Saint Paul) Occupy London sembra aver resistito alle intemperie della scorsa settimana e anzi ha conquistato nuovo terreno. A distanza di quasi tre settimane dal tentativo di occupare Paternoster Square, sede del London Stock Exchange, l’accampamento degli indignati insediatosi ai piedi di Saint Paul è di fatto cresciuto in misura, organizzazione e contenuti. Occupy London LSX conta oggi più di 200 tende e un’occupazione gemella a Finsbury Square (Occupy LFS).   Sebbene sia difficile affermare che la Chiesa inglese abbia giocato un ruolo nella scelta della Corporation of London di offrire una tregua ai manifestanti fino all’anno prossimo, è vero d’altro canto che la solidarietà manifestata dalle autorità religiose nei confronti dell’occupazione e del suo carattere pacifista, sembra aver esercitato una certa influenza nell'evitare un intervento...

Il pensiero positivistico di Expo 2015

Dal 31 marzo 2008, giorno in cui la città di Milano si è aggiudicata Expo 2015, quel pensiero positivistico che ha determinato nel XIX secolo l’origine delle esposizioni internazionali quali manifestazioni di progresso economico e produttivo si è manifestato diverse volte, in diversi luoghi e sotto diverse spoglie. Tale pensiero trova oggi le proprie ragioni in una curiosa idea secondo la quale le condizioni di eccezionalità determinate dai grandi eventi - Olimpiadi, Campionati Mondiali o Europei di calcio, Giubileo, Esposizioni internazionali, G8, ecc... - costituiscono automaticamente la possibilità di tracciare delle nuove prospettive evolutive.     È indubbio che Expo 2015 costituisca per Milano e per la Lombardia l'occasione per realizzare in tempi ristretti una serie di importanti opere infrastrutturali - quali ad esempio le Metropolitane o le autostrade Pedemontana e BreBeMi - tuttavia innumerevoli sono gli elementi che mostrano la metamorfosi che i tanto osannati effetti di Expo 2015 subiscono nell’accedere nel “territorio” milanese. Un dubbio doveva già insinuarsi nel 2009...