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Bangkok

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Est/Ovest: la guerra delle lingue

Voglio qui dimostrare la mia tesi: che sia in atto sul continente asiatico una battaglia strisciante, un braccio di ferro tra la lingua inglese e la lingua cinese (e di conserva le più deboli lingue locali come l’indonesiano, e le lingue indiane) che si svelerà presto. Ma devo prenderla alla larga. Prima una citazione: Xiaolu Guo, Jhumpa Lahiri e Jonathan Franzen a colloquio al Jaipur Literature Festival. Denuncia Xiaolu Guo: la letteratura angloamericana è sopravvalutata. È solo un problema di capacità di diffusione grazie al medium linguistico che si è imposto come globale. Un bell’articolo sul Guardian riporta la ricchezza di quel dibattito. Io credo che questa battaglia tra le lingue non sia che il riflesso di uno scontro (non ancora una guerra) a bassa intensità che si sta preparando nella contrapposizione tra il/i nuovo/i gigante/i asitico/i, Cina in testa a tutti ovviamente, e l’Occidente. Per ora, si parla di softpower. Ne ho già scritto su questo blog: gli Istituti Confucio pompano prodotti culturali cinesi in linea con le direttive del Partito, siano essi cinema o narrativa. E il governo apre i...

Bangkok e la democrazia

Alternando giorni di visita sostenuti ad altri più cool, trascorro una giornata sul vaporetto visitando un paio di templi buddisti. La sera cammino per Th Samsen, via di scorrimento poco interessante ma che mi conduce dritto nel cuore della vivace Banglamphu, quartiere storico di Bangkok. Ripiegata la mappa, a guidarmi solo il naso e i piedi, che mi conducono nel mezzo di una manifestazione imponente. Che fare, trasgredire il buon senso e quanto riportato come una litania dalla stampa internazionale, cioè che bisogna tenersi alla larga dalle proteste, che basta fare il turista provetto e non succederà niente? Difficile misurare il senso del pericolo in un paese straniero e poi non ho né cellulare né twitter. Nel 2004, nel sud del Paese, ci sono stati 85 morti nel corso di una manifestazione (incidente di Tak Bai). E la farmacia ambulante e gratuita per i manifestanti dovrebbe essere un ammonimento palese.   Ora, viaggiare non vuol dire mettersi un po’ in pericolo di vita, percepire la fragilità dell’esistenza? Niente di avventuroso, niente bungee jumping (perché pendolare nel vuoto come un prosciutto?), ma un...