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Fosse Ardeatine

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Memoria ritrovata / La bottega degli occhi

C’è un vicolo nella Gerusalemme vecchia, nel labirintico quartiere arabo. È labirintico anche quello ebraico, come quello armeno: forse il dedalo nella Città Sacra non è casuale, ma scelta necessaria per l’incombere di verità assolute: una sorta di teologia urbanistica. La Via Crucis taglia tutti i quartieri con le sue botteghe di ricordini del Calvario: la Main Street della sacralità.   In quel vicolo discosto c’è una sola bottega, un negozio di macellaio che espone sul marciapiede, in grandi ceste, la sua atroce mercanzia: grasse code di pecora gravide di sugna, teste di pecora decapitate e due ceste ricolme di occhi strappati alle orbite ovine, ognuno con la coda del nervo ottico, che possono sembrare, a un’occhiata distratta, lumachine. Sono migliaia, accatastati alla rinfusa, quei bulbi oculari, e per via del caos ci sono sempre in quelle ceste occhi che seguono imploranti chi passa di lì. Si tratta, com’è evidente, di un mero fatto statistico (almeno spero). Ma l’angoscia non lo è: è la condizione del pianeta in cui viviamo, di prede e predatori. Nemmeno le pecorelle sono mica innocenti, come vorrebbero apparire: loro predano l’erbetta verde e sono fortunate, oltre che...

Michela Ponzani: il senso della scelta antifascista

Michela Ponzani, classe 1978, è una storica. Attualmente collabora con l’Istituto Storico Germanico di Roma. Nel suo percorso di ricerca si è occupata soprattutto di storia della Resistenza e dell’Italia repubblicana. È autrice, tra l’altro, di Senza fare di necessità virtù con Rosario Bentivegna e di Guerra alle donne.   Il percorso che mi ha condotta a studiare la storia della Resistenza ha avuto una lunghissima fase di elaborazione. Ero una studentessa di Lettere all’ultimo anno e ricordo che dovevo decidere l’argomento della mia tesi di laurea: dopo qualche colloquio con il mio relatore, Vittorio Vidotto, la mia scelta cadde sulla memoria della strage delle Fosse Ardeatine, l’eccidio nazista compiuto a Roma il 24 marzo 1944 in cui erano state massacrate 335 persone.   Si trattava di un fatto drammatico che aveva fortemente segnato la memoria pubblica della città ma che, in qualche modo, era da sempre anche nella memoria della mia famiglia perché mio nonno materno, fin da piccola, mi aveva raccontato più volte di questa strage in cui aveva perso due suoi carissimi...