Categorie

Elenco articoli con tag:

Marsiglia

(10 risultati)

La genesi del jihadismo in Francia secondo Gilles Kepel

Gilles Kepel è uno dei massimi specialisti di Islam e mondo arabo. Professore all’Istituto di scienze politiche di Parigi è noto per i suoi studi sulla genesi e lo sviluppo dei movimenti islamisti. Il suo ultimo libro uscito in Francia nel dicembre 2015 (Terreur dans l’hexagone. Genèse du djihad francais) spiega come si è costituita quella che chiama la terza generazione di jihadisti. Il testo è centrato sulla storia e i problemi relativi all’integrazione dei musulmani nella società francese e può risultare ostico a chi non si interessi delle vicende politiche del paese transalpino.     Il capitolo iniziale dal titolo 13 novembre 2015 parte dagli attentati e li osserva con taglio sociologico. Kepel analizza i profili di questi giovani attentatori figli dell’immigrazione algerina e marocchina formatasi in Francia o in Belgio e cerca di comprendere cosa non abbia funzionato e come si sia arrivati al costituirsi di nuclei terroristi in seno alla Francia.   Kepel parte da una data lontana nel tempo, il 1983, anno della “Marcia per l’uguaglianza e contro il razzismo” battezzata dai giornali “Marche des beurs” (termine dispregiativo con cui vengono definiti in Francia i...

Dall’Unité d’Habitation al Market Hall

Link è la parola chiave del nuovo millennio: una sorta di bypass per rompere il limite di stretta definizione degli eventi prefigurandone forme di socializzazione in progress. Essere collegati per entrare in contatto con il resto del mondo, per sentirsi uniti nella condivisione degli innumerevoli servizi oggi offerti dalla Rete. Al confronto, la città (spazio di condivisione per eccellenza) perde terreno (i disservizi sono all’ordine del giorno) e continua ad essere luogo cult per il perpetuarsi di forme di segregazione, di esclusione, che scoraggiano e rendono impotenti.   Se ora si esamina la storia della principale protagonista della città, ossia la residenza collettiva (in particolare quella destinata alle classi meno abbienti che corona le periferie urbane), è facile accorgersi di come, in Italia soprattutto, sia sempre rimasta in ombra rispetto al tema della integrazione funzionale a qualsiasi livello (tralasciando le funzioni extra di cui ora tratterò), e negli anni della ricostruzione post-bellica è persino diventata un caso di cronaca: interi quartieri dormitorio sono nati alla periferia della città: uomini e...

Via con me

Via, via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri via, via, neanche questo tempo grigio pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti, It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderfoul good luck my babe Paolo Conte   Venerdì notte.   Siamo seduti in una specie di finta baita, legno chiaro ovunque, manca solo la signora in Dirndl a servirci. Ordiniamo una birra e qualche panino con bratwurst. Sembra una gita all’Octoberfest, invece siamo sempre noi, stremati dalle auto, in attesa di recuperare una delle vetture che si è persa. Siamo poco lontani da Koln; a Bochum, la nostra destinazione, manca un centinaio di chilometri. L’ultima volta che siamo scesi dalla macchina è stato vicino a Nancy, al confine con la Francia. E stamattina eravamo a Marsiglia, e ieri a Milano. E’ uno strano jet lag questo viaggio verso Nord, il  fuso orario è sempre quello, ma salendo ci dirigiamo veloci verso il crepuscolo che arriva sempre prima, a poco a poco, anticipando la notte e restringendo i giorni. Siamo devastati dalla stanchezza, ma al contempo sollevati. Eravamo...

Indietro non torno, voglio andare avanti

Giovedì notte, Venerdì mattina.   Marsiglia significa la casa del vento, ma forse deriva anche da Marsa, la parola araba per dire porto. I due nomi sono particolarmente azzeccati e me ne rendo conto subito, in quella mattina di novembre, quando decido di aspettare le 9.30 guardando l’alba al Vieu Port. Sono partita da Milano in autobus alle 21, per raggiungere il corteo, che aveva lasciato Milano la mattina precedente. C’è un’Europa che viaggia su Eurolines, anche molti siriani che tentano così di arrivare autonomamente in Svezia. Il pullman giunge a Marsiglia alle 6, e la festa di Manar con esibizione canora è finita poche ore prima. Ci voleva, dopo l’ansia del pre-partenza e il passaggio a piedi del passo della morte. Questo significa che nessuno arriverà né presto, né sobrio. Io li immagino con gli abiti a festa ad arrampicarsi per le colline liguri, quel passo raccontato con parole secche e poesia da Biamonti, “Da noi il mare sale per rocce e per dirupi col suo respiro”.     Ho atteso la telefonata e i messaggi dalla Francia per capire se tutto era andato per il...

Marsiglia 2013: la danza utopica di Virgilio Sieni

Davanti a tutti c’è Aulo, artigiano alabastraio di Volterra, 82 anni, con cappellino di carta, sgorbi, ceselli, lime. Virgilio Sieni con lui ha portato a danzare a Marsiglia sogni santarcangiolesi e arlecchini picassiani, signori baresi e ragazzine di undici anni, contadini di Pezze di Greco (Puglia) con i loro pomodori e orecchiette, madri e figlie di vari paesi e colori, non vedenti italiani e catalani, donne nate e cresciute sotto le esalazioni micidiali dell’Ilva di Taranto, anziane signore di San Gimignano, di Firenze, di Marsiglia e Catalogna, un boxeur maghrebino di Marsiglia, giovani neri dai corpi di dei residenti in Toscana, il coro di Carpi.     Un popolo, composito, fatto di più di centocinquanta persone, che danzano o semplicemente mettono in scena i loro gesti antichi o contemporanei. È la conclusione del progetto itinerante Art du geste dans le Méditerranée, che ha visto il coreografo fiorentino muoversi per alcuni anni a scolpire danza dai movimenti quotidiani tra Italia, Francia e Spagna, in un lavoro sulla memoria e sul futuro di spessore unico.   Per Marsiglia 2013 capitale europea...

Intervista a Robert Guédiguian

Durante il recente Bergamo Film Meeting, il celebre regista francese Robert Guédiguian, autore di film come Le nevi del Kilimangiaro e Marius et Jeannette, noto per la militanza nelle sinistra francese e per un cinema popolare dai forti accenti sociali e dai toni sospesi tra il dramma e la commedia, ha tenuto una seguita masterclass. Doppiozero lo ha incontrato per una bella chiacchierata sul cinema italiano, il ruolo della memoria nel suo lavoro e la disgregazione sociale che ha caratterizzato gli strati più poveri della società  contemporanea.     Robert Guédiguian, lei da giovane ha seguito molto da vicino il cinema italiano…   Sì, a diciotto anni il cinema italiano era per me il migliore al mondo. Conosco a memoria i film di Pier Paolo Pasolini, ma anche quelli di Francesco Rosi, Marco Ferreri, perfino il cinema più popolare, Luigi Comencini, Dino Risi, Elio Petri per un cinema direttamente militante…     E Ermanno Olmi?   Ermanno Olmi, sì. D’altronde ha girato a Bergamo dove ci troviamo oggi…     A proposito di un cinema...

Que Viva Garibaldi!!

  Anche la letteratura italiana viene investita dall’ondata romantica che tende a rovesciare l’esistente portando a galla nuove figure. Si tratta di una produzione di seconda mano che riprende la silhouette del cavaliere in chiave didattico-patriottica (l’Ettore Fieramosca dell’omonimo romanzo di D’Azeglio) o piega nel medesimo senso, tra ribellione individuale e rivendicazione nazionale, personaggi quali il Passatore in Berchet, i banditi con il melodramma verdiano, i partigiani o gli esuli dei Profughi di Parga o de Il fuoriuscito. E tuttavia, a fronte di una tale letteratura non particolarmente originale, l’Italia può offrire proprio sul piano storico l’esempio più calzante e riassuntivo di questo genere d’eroi, quel Giuseppe Garibaldi le cui Memorie paiono per l’appunto il racconto paradigmatico e mancante del romanticismo nazionale.   Garibaldi a soli ventisette anni era già stato definito dalle autorità piemontesi “bandito di primo catalogo” per i falliti moti mazziniani di Genova. Arruolato nella marineria sarda l’aveva allora abbandonata senza licenza per...

Il sabato del villaggio / Addio confort

Con le scuole ormai chiuse, gli esami di maturità in dirittura d’arrivo, l’estate, tra alte e basse temperature, sembra essersi ormai avviata e si avvertono i primi timidi tentativi di fuga dalla città. Ritrovare la natura, lo spazio selvaggio, ma senza perdere i confort: una natura a misura d’uomo sembra essere il bisogno da soddisfare. Addio alla natura quindi, ma soprattutto un addio alla sua idea culturale e falsificante, questo l’auspicio contenuto già nel titolo dell’ultimo libro di Gianfranco Marrone recensito questa settimana da Marco Belpoliti e Franco Farinelli e su La Repubblica da Maurizio Ferraris in un ampio articolo. Uomo e natura, due conviventi che mal si sopportano, ma anche una corsa ciclistica, la Milano-Sanremo, tra le più affascinanti ed estreme del mondo. Un percorso vario ed imprevisto, un paesaggio naturale, sorprendentemente nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa: ce lo racconta Igor Pelgreffi. Di tutt’altra natura la sparizione che si materializza sotto gli occhi di Giuseppe Montesano, ossia quella della spazzatura napoletana in parte spostata dalle...

La bandiera attorcigliata

  Il 17 marzo 2011 sono stato a Marsiglia. Era previsto un incontro presso l’Istituto italiano di cultura. Sono partito la mattina presto da una Torino in piena ossessione tricromatica –le bandiere ai balconi, gli adesivi sulle vetrine dei negozi, oltre le vetrine i manichini abbigliati in bianco rosso e verde, nei banconi degli alimentari i cibi ugualmente armonizzati a tre colori, e ancora bandierine sparse sui tavolini dei caffè, in cartoleria le penne tricolore, in panetteria le focacce condite con mozzarella lattuga e pomodorini. In Galleria San Federico ho visto anche una cantante con una specie di turbante tricolore, e sulla superficie di una pozzanghera in piazza Carlo Alberto il residuo di cherosene non era al solito iridescente ma di un partecipe oleoso tricolore.   Durante il viaggio in treno ho letto Repubblica. Tra una notizia e l’altra comparivano le pubblicità. La maggior parte si collegava esplicitamente all’unità d’Italia. Le ho contate: ventisei su settantasei pagine. I salami Beretta sono fratelli d’Italia dal 1812, Superga è la scarpa degli italiani, Conad ha l’unità...

Paola / Paesi e città

C’è sempre un luogo, un nome, che conta più di tutto. Paola è un luogo con un nome di donna. È il mio paese. Quel nome per me è come il mare che ha davanti, il mare occidentale che mi ha visto nascere. Cerco sempre il mare, anche quando non ce n’è. Forse perché sono nato in questo posto di mare, e ho sempre vissuto col mare davanti. Il mare sempre. Il mare di Paola. Mi confondo col mare. Il mare grande di Paola spalancato sotto lo specchio delle montagne. Ovunque vada, più che estraneo dopo un poco mi sento naufrago. Ho quel mare dentro.È come una calamita silente che mi risucchia a sé da qualsiasi punto, che contrae il tempo e lo spazio in una cosa sola, e mi richiama a sé da ogni luogo, anche il più remoto. Una cosa è certa: Paola è un magnete, un basamento geomantico, terra e acqua a cui resto attratto. Il mio punto archimedico. L’unico, oramai. Paola è sempre lì, per me, sposa e sponda.   Sillabare a memoria in luoghi distratti e nel silenzio di certi pensieri sviati il nome di Paola mi retrocede sempre, mi riporta a destino, come un...