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Perugia

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Santacristina dopo Ronconi

Scendo con il treno in una stazione secondaria di Perugia e una macchina mi aspetta per proseguire. Lasciamo presto una strada trafficata a più corsie per prendere sentieri che si inerpicano lungo paesaggi naturali mozzafiato. Via via l’asfalto cede il passo a uno sterrato bianco e polveroso. Santacristina, il centro teatrale fondato da Luca Ronconi e Roberta Carlotto oltre dieci anni fa, sta lassù, poggiato in una vallata tra due pendii che sembrano fare da guardia all’intero complesso. Non so bene cosa aspettarmi da questa giornata che trascorrerò qui, in questo posto dove oggi il Maestro, come veniva chiamato da tutti, non c’è più. Era lui che curava la formazione e così avrebbe dovuto essere anche quest’anno. La sua scomparsa ha lasciato una immensa eredità artistica, tra cui anche questo gioiello particolarissimo nella campagna umbra.     Lo sguardo si perde lungo le colline dalle forme dolci, il verde è ovunque, a perdita d’occhio. Quel verde prevale sull’azzurro del cielo, la terra sembra dominare sull’aria. C’è un’energia forte che viene dalla...

Città delle idee, del dialogo, dell’accoglienza. Perugia

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Perugia, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Lucio Argano, Project manager della Fondazione Perugiassisi 2019       Di quale struttura organizzativa intende dotarsi la città per la governance della candidatura e del proprio programma? Il Comune di Perugia, il Comune di Assisi e la Regione Umbria hanno costituito nel 2012 una fondazione di partecipazione chiamata: PerugiaAssisi 2019 che rappresenta un modello giuridico dove vi è l’unione dell’elemento patrimoniale con l’elemento associativo. Quindi la presenza di una certa solidità istituzionale con l'opportunità di coinvolgimento e partecipazione della società civile.   Il territorio umbro già dal 2009 aveva iniziato a lavorare sulla candidatura e la denominazione riconosceva alle città di Perugia e Assisi il percorso avviato insieme. Dal momento che il Regolamento ECoC dell'Unione Europea prevede però che sia una città sola a...

Panicale / Paesi e città

Io a Panicale ci sono nato. E dico questo non per stare a parlare sempre di me, che infatti basta così, ma solo per introdurre il fatto che trentaquattro anni fa a Panicale c’era pure l’ospedale. Nonostante le poche centinaia di abitanti, come oggi. E l’infermiera saltava, quando la vedo nella piazza del paese lei me lo ripete sempre, Io saltavo, dice, sopra la pancia di tua madre e tu non volevi uscire. E poi ride. Pochi mesi dopo hanno iniziato a dismettere l’ospedale.   Panicale è fermo sulla collina dal medioevo, disteso come un vecchio addormentato, da molto tempo prima che arrivassero i Ricchi e Poveri. Quindici anni fa, ma anche venti e sicuramente per molti anni addietro ancora, in piazza Umberto I c’era un solo bar, con un bancone pieno di specchi, un biliardo, i tavoli per giocarsi un pacchetto di Charms a briscola o un bicchiere di amaro a Scala Quaranta. Sulle pareti c’erano le signore di fine ottocento che sponsorizzavano il Varnelli e fuori dal bar c’erano le discussioni fitte sul gioco del pallone che si vedeva tutti insieme grazie al Mivar di cui disponeva il bar, la domenica sera, con 90°...

Il sabato del villaggio / Manovra economica

Mai come in questi giorni, l’Italia sembra proiettata verso il futuro. Il ministro dell’economia ha presentato in consiglio dei ministri la manovra economica per stabilizzare il debito e rilanciare l’economia. Una manovra doppia quindi, che stabilizza e rilancia, ma soprattutto che punta tutto sul futuro, rimandando al 2013 i provvedimenti più impegnativi. Se la paura per il futuro prima lo immobilizzava, oggi rinchiude letteralmente il Paese in una sorta di illusione in debito, qualcosa di molto simile ad un’ansia adolescenziale perennemente tesa tra i sensi di colpa per i compiti da fare rimandati a dopo e un’apatia consumata davanti ai programmi televisivi pomeridiani. Dalla televisione al telefono: questa la mutazione di un Paese che fu di 60 milioni di c.t. della nazionale e che oggi è più vagamente composta da 60 milioni di manovratori. Tardoadolescenti anni Novanta cresciuti con troppa tv e niente internet.   Ed è agli anni Novanta che ci riportano le immagini e anche le telefonate di Luigi Bisignani, manovratore gattopardesco sempre alle spalle dei potenti per meglio sussurrare alle loro orecchie. Giorgio...

A Perugia

Chi frequenta i festival che scandiscono l’estate italiana, soprattutto se gli capita di restare per più giorni negli stessi luoghi, non può che constatare l’atmosfera vagamente regressiva che si impadronisce dei convenuti. Una volta accadeva per i congressi, i convegni e le fiere, ora sono i festival che han reso la cultura consumo (facile criticare, ma poi è difficile sfuggire al meccanismo) che rilanciano questo schema inossidabile. I momenti topici, come è noto, non sono tante le conferenze, ma le lunghe ore trascorse nei bar, gli infiniti dopocena e, naturalmente, pranzi e cene. Di solito gli organizzatori s’accordano con gli assessorati al turismo con convenzioni e buoni pasti: è quel che è accaduto per Festarch, il Festival dell’Architettura organizzato dalla rivista Abitare che per la prima volta si svolgeva a Perugia. A noi conferenzieri (c’era anche Doppiozero) venivano dati dei simpatici tagliandini per i pasti che, scartata una prima idea di farne oggetto di borsa nera, potevano essere consumati in una serie di ristoranti della città. Gli osti di Perugia oscillavano tra una signorile...

La prima che mi viene in mente è quella di piazza Piccinino

Sono affezionato alla fontanella di piazza Piccinino, il terzo anello di una catena di piazze del centro storico di Perugia che inizia con la più grande, dedicata al 4 Novembre 1918 (“vittoria” della Prima guerra mondiale), si aggancia alla piccola piazza dedicata al matematico Ignazio Danti e si conclude in questo slargo che prende nome da un condottiero locale del ‘400.   La fontanella di piazza Piccinino è ricavata in una nicchia di pietra bianca ad altezza di bocca, sotto a un piccolo sole in rilievo (visto che sta nel rione di Porta Sole, il più aereo e antico di Perugia). Me la fece conoscere mio padre, quando andavamo in giro a scoprire cose belle in città e l’estate ci veniva sete. Poco importava, poi, se dalla cannella, a lungo esposta al sole, l’acqua uscisse calda: per me veniva dritta dritta dalla prima vena del Colle del Sole, che tremila anni fa aveva convinto qualche tribù primitiva ad insediarsi quassù tra i boschi, al riparo dalla malaria e dalle invasioni nemiche. Quell’acqua era sempre fresca, come quando era inverno e, girando la chiavetta, la tramontana provvedeva...