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Zuccotti Park

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Saviano a Occupy Wall Street

Stringe il cuore a vedere Zuccotti Park com’è ridotto adesso. Non c’è più l’accampamento e gli occupanti di una volta ora sono diventati i frequentatori, un centinaio, di un giardino pubblico. Di polizia ce n’è meno di una settimana fa, ma tutto il parco è transennato che ci sente in gabbia, e per entrare bisogna passare per un corridoio sorvegliato dalle guardie private.  Al centro della piazza c’è un mucchio umano avvinghiato attorno ad una cerchia di smart phone protesi nella registrazione, tre grosse videocamere, una piccola selva di giraffe: lì in mezzo c’è Saviano.     Inizia a parlare a mezzogiorno, puntuale com’è nella tradizione del posto. Se la cava bene con l’inglese ed è a suo agio col sistema di amplificazione umana della voce, che forza gli oratori a staccare frasi brevi, di pochi secondi, per permettere alla staffetta dei ripetitori di diffondere le parole verso l’esterno. Elogia il movimento perché vuole imporre una nuova legalità all’alta finanza, unico modo per impedire alle Mafie di incistarsi...

OWS. La protesta continua a Zuccotti Park

La notte di martedì 15 novembre, fra l’una e le cinque, il sindaco Bloomberg ha fatto quello che non era riuscito a Mubarak in piazza Tahrir: ha sgomberato Zuccotti Park (un ottimo video sullo sgombero è qui sotto). Un po’ era nell’aria, visto gli sgomberi degli ultimi giorni a Oakland, Denver, Boston e Nashville. Ma a far decidere il sindaco dev’essere stata l’ondata di freddo, con neve, dell’ultima settimana di ottobre. Come tutti, io compreso, Bloomberg pensava che a smantellare l’occupazione ci avrebbe pensato l’inverno, che oltre ad essere francamente insopportabile qui dura da novembre a marzo. Ma avevamo gravemente sottovalutato la pellaccia degli occupanti, che si sono facilmente adattati alle mutate condizioni climatiche, e ignorando i regolamenti comunali hanno in pochi giorni attrezzato una variopinta tendopoli nel parco. In quel momento là il sindaco si sarà reso conto che il freddo non gli avrebbe levato le castagne dal fuoco e ha optato per l’azione messa poi in pratica stanotte.     Il vantaggio di vivere nel 2011 è che uno, anche se non è sul posto,...