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Intervista al prof. Hans-Jörg Trenz / Chi sono i verdi tedeschi?

Dopo il boom alle elezioni della Baviera e dell’Assia, i verdi tedeschi rappresentano un nuovo soggetto politico europeo in opposizione alle forze sovraniste e nazionaliste. Per saperne di più ho fatto qualche domanda al professore Hans-Jörg Trenz, tedesco, attualmente professore di Studi Europei Moderni all’Università di Copenaghen, che da anni si occupa di partiti e movimenti politici europei.   Prof. Trenz chi sono i verdi della Bündnis 90/Die Grünen (Alleanza 90/ I verdi)? So bene che in Italia i Verdi vengono ancora spesso chiamati gli ambientalisti e sono visti più come un movimento sociale e non un partito politico. Questo punto di vista è però ingannevole poiché questo partito oggi è altamente istituzionalizzato ed è il risultato di una lunga storia di coalizione di governo sia con la SPD che con la CDU, tanto a livello regionale quanto a quello federale. Non si tratta di un partito-movimento come Podemos in Spagna o Syriza in Grecia, ma è piuttosto parte di quello che noi chiameremmo establishment. In parte proviene anche da un movimento civico eterogeneo, con una dominanza ecologista, ma che abbraccia l’intera agenda civico-liberale: pace, femminismo,...

La rivolta dei coatti / Il mondo di chi ammira Trump

Si dice: in Donald Trump, sia come personalità che come posizioni politiche, non c’è nulla di nuovo rispetto ai suoi omologhi europei – Nigel Farage, Marine Le Pen, Salvini e Grillo, Afd in Germania, Geert Wilders nei Paesi Bassi, ecc. Non a caso molti ne fanno un emulo di Silvio Berlusconi, segno che l’Italia politicamente fa scuola. In effetti Trump, come gli omologhi di cui sopra, sta dando un contributo americano a rompere un blocco storico, il quale ha retto sin da quando c’è il suffragio universale: il blocco conservatore.  Un blocco non immediatamente comprensibile. È difficile capire che cosa accomuni la povera pensionata devota alla sua chiesetta da una parte e “il lupo di Wall Street” alla Scorsese dall’altra, il ricco puttaniere corrotto da una parte e l’eminenza ecclesiastica dall’altra, da noi il disoccupato del Sud da una parte e l’imprenditore milionario del Nord dall’altra, ecc. ecc. Che cosa li accomuna per votare lo stesso partito di destra? Qualche studioso ha provato a dare una risposta, ma non la valuteremo qui. Comunque questo blocco esiste. Da decenni si ripete che una democrazia matura, sana, presentabile, si basa sull’alternanza: per certi anni...