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Alenka Zupančič

(3 risultati)

Le pulsioni e il divenire del soggetto / Erotismo e distruttività

In Erotismo e aggressività, appena uscito da Cortina, Otto F. Kernberg ripropone, rielaborata ed entro un quadro più vasto di conoscenze e riferimenti, la sua teoria sui disturbi di personalità, per decenni importante base di riflessione.  Il titolo, se si pensa che a erotismo e aggressività sono dedicati solo due di sedici capitoli del libro, potrebbe far pensare a un'astuzia editoriale. A ben vedere, però, esso coglie la centralità effettiva di questi temi nella sfera psichica. E, per altri versi, si può dire che il titolo rappresenti il sintomo dell'indistinta percezione di un problema.  Ma procediamo con ordine.  Il libro appare fin troppo scorrevole e robusto, con i suoi strumenti di puntamento diagnostico e con le sue procedure terapeutiche da personalizzare alle esigenze del singolo analizzando o paziente, o, più puntualmente, della coppia paziente-analista (più che di analisi si fa riferimento a una psicoterapia opportunamente modificata per personalità borderline). Troppe cose, in questa prospettiva, sono viste come “curabili”, e dunque come “malate”.   La rete percettiva è ampia e a maglie strette e sembra potervi ricadere qualunque cosa si muova con...

Intorno a Il desiderio dissidente / Il desiderio e la sua logica

In uno dei suoi ultimi racconti, The Crack-Up, Francis Scott Fitzgerald fa un’affermazione, destinata a incontrare, nel tempo, una grande fortuna, finendo per risultare tra le cose più note e citate dello scrittore americano. «Il segno di un’intelligenza di prim’ordine – scrive Fitzgerald – è la capacità di fissarsi su due idee contraddittorie senza però perdere la possibilità di funzionare». Un’affermazione che mi è sempre parsa capace di fissare la condizione minima per ogni pensiero che desideri misurarsi, in qualche modo, con il peso della contraddizione – lavorarci dentro, lavorare con essa, lavorarla. Porsi in un confronto serrato con la contraddizione vuol dire, innanzitutto, avere la capacità di individuarla, circoscrivere luoghi e tempi della sua maturazione, modalità e conseguenze del suo dispiegamento. Il che significa, per prima cosa, impegnarsi, «attraverso una dura fatica, un lavoro continuo» (E. Fachinelli, Su Freud, a cura di L. Boni, Adelphi, Milano 2012, p. 42) nell’interrogazione di tutta una serie di opposizioni sbrigativamente confinate nella forma deterministicamente cristallizzata di un dualismo che rende impossibile, o improduttiva, una qualsiasi loro...

La natura criminale dell’amore

Nel suo libro Etica del Reale. Kant, Lacan (Orthotes) Alenka Zupančič ricorda con Freud il senso di sorpresa e disappunto che provoca un imperativo bizzarro come “ama il tuo prossimo come te stesso”. In effetti l’idea che l’amore sia un dovere e come tale possa essere comandato suggerisce una negazione tirannica della nostra libertà. D’altra parte pensare l’amore come libera espressione di un soggetto libero sembra servire unicamente per esorcizzare quel disagio che Freud chiamava “disagio della civiltà”, e che è quindi anche il nostro, assumendo i luoghi comuni sull’amore come altrettanti slogan. Appartiene ai modi caratteristici in cui una civiltà articola se stessa la convinzione che l’amore rappresenti qualcosa di prezioso e che dunque esista un preciso dovere di non dissiparlo. In particolare, argomenta Freud, si tratterebbe di un bene prezioso proprio nella misura in cui è sottoposto a questo obbligo: donarlo a chicchessia significherebbe levargli valore. Così è il caso in cui qualcuno proclami di amare d’un amore universale tutto il genere umano,...