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Alessandro Gassman

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Attaccati alla poltrona

Lunedì 11 febbraio l’attuale Papa, Benedetto XVI, ha annunciato le proprie dimissioni e dall’1 marzo tornerà a essere soltanto Joseph Ratzinger. Motivo? Ufficialmente, si potrebbe dire, per sopraggiunti limiti di età: il pontefice dice di essere “pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”, per il quale “è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo”, fino a “dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”. L’annuncio è subito rimpallato su tutte le prime pagine di giornali, tv, siti web: non capita mica tutti i giorni una cosa del genere, tanto in Vaticano – sono 700 anni che non succedeva che un Papa rimettesse il proprio incarico, dal “gran rifiuto” di Celestino V – che altrove, nella a volte sorprendente gerontocrazia che governa il nostro Paese, nel 2012 lo Stato più vecchio d’Europa.   Il dato sotto gli occhi di tutti è quello che proviene dalla politica...

Passaggio a Nord Est

Cosa vi viene in mente pensando al Veneto? Industria e design? Città d’arte, laghi e montagne? Prosecco e grana? È vero, il Nord Est è la patria delle delizie Dop,dei “capannoni a schiera”, dei vestiti alla moda e delle scarpe all’ultimo grido; ma anche di Babilonia Teatri, Anagoor, Barokthegreat; Paolini, Scabia, Vitaliano Trevisan; insomma, di una produzione, tutta immateriale, di arti performative che negli ultimi anni ha imposto il territorio all’attenzione della scena nazionale e non solo. Una cartina al tornasole sono le edizioni più recenti del Premio Scenario, che si sviluppa tramite una capillare mappatura dei territori della creatività emergente e negli ultimi anni ha visto imporsi all’attenzione diverse giovani compagnie – nel 2007 i Babilonia e Pathosformel, nel 2009 Anagoor, Codice Ivan, la friulana Marta Cuscunà – che a Nord Est hanno mosso i primi, decisivi, passi di formazione e di lavoro.   Teatro Fondamenta Nuove, Venezia   Tanto per cominciare, Venezia Ogni tour del Veneto parte dal suo irresistibile capoluogo regionale. Anche se – fuori e...

Venezia - Asseggiano, 4 aprile 2012

“Spacco bottiglia e ammazzo famiglia”, avevo promesso che avrei spiegato l’origine di questo motto. È un modo di dire sbruffone, che circola tra tutte le bande e tutte le etnie di Mestre e Marghera. Una battuta, ma anche una scintilla che può accendere un fuoco violento. L’avevo scoperta in un incontro a Asseggiano, me l’avevano fatta conoscere Viko e Aioub. E proprio a un’ora dal debutto al Goldoni, c’è stato un momento di tensione in cui la frase è tornata fuori. A dire il vero la frase l’avevamo anche “fissata” nello spettacolo due giorni prima. Quando Martina, “l’angelo della geometria”, una piccolina della 1 B di Marghera, con la sua coroncina in testa, comincia a far sorridere forzatamente tutti gli scampati dal diluvio e arrivati nel paradiso da lei comandato e li fa saltare saltare saltare 5-6-7-8 a tempo di tip tap, tra le proteste Viko reagisce proprio così: “Io spacco bottiglia e ammazzo famiglia”. Tutti lo redarguiscono: no, in paradiso no. Non si può. “Ah no, non si può?” chiede sorpreso Viko. No. Continua a sorridere...