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Alla ricerca del tempo perduto

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150° anniversario della nascita / Novità di Proust. Una Recherche senza madeleine

A volte mi chiedo: ma gli studiosi di Proust, nella loro caccia agli inediti, sono incredibilmente favoriti dalla Fortuna, oppure sono guidati da una sovrumana, rabdomantica abilità che li orienta verso giacimenti sconosciuti di lettere, agende, abbozzi, quaderni, taccuini, racconti cestinati e manoscritti d’ogni sorta? Probabilmente c’è del vero in entrambe le ipotesi. Ma la Fortuna un po’ c’entra, o comunque il Caso, quel Caso che nella Ricerca è tra i protagonisti; quello che fa inzuppare a Marcel la madeleine nella tazza di tè e mette così in moto tutta l’immensa macchina narrativa del romanzo. Vediamo qualche esempio, tra i più recenti, di questi doni inattesi della Fortuna. Il 6 aprile del 2005 muore il principe Ranieri III di Monaco, il fascinoso e sorridente vedovo di Grace Kelly. Che cosa c’è nella cartellina custodita gelosamente nel suo comodino? Qualche cimelio hitchcockiano? Le più belle foto di scena di Delitto perfetto? Macché: quattro lettere e un telegramma di Marcel Proust, risalenti all’estate del 1920. Non indirizzate al principe, naturalmente, che allora non era ancora nato, ma a suo padre, il conte Pierre de Polignac (1895-1964), divenuto proprio nel 1920...

Il giardino degli errori / Il tempo della quarantena

“Il tempo come sonda nella profondità dell’apparenza sociale” (Walter Benjamin, Proust e Baudelaire) ci si presenta per la prima volta nella quarantena di 60 milioni di persone che stiamo iniziando a vivere. Siamo per la prima volta soli. Sperimentiamo il disagio, la paura, ci affidiamo ai mezzi elettronici per comunicare. È una solitudine imposta, non scelta.  Ma nel romanzo proustiano anche la felicità dei personaggi, il piacere sono esperienze solitarie, non possono essere condivise con altri. Perché? La solitudine si situa in una sfera che è in contrasto fondamentale con i piaceri e le gioie che vengono dalla sfera produttiva. Siamo fuori dal “contatto”, annota Benjamin. Quello che si realizza nella sfera del lavoro produttivo. Quello cui stiamo rinunciando non solo nell’ufficio o nel business meeting, ma perfino nella forma della passeggiata, dell’intrattenimento amicale.   Il contatto è, nella Recherche, impensabile perché profondità e immensità sono sempre dalla parte del soggetto, non dell’altro. In questo senso la felicità è solitaria: l’intero romanzo di Proust è dedicato a come la società fa funzionare il “me stesso”. Oggi siamo costretti alla solitudine del...

Novità / Ritornare a Proust

Non credo basti il desiderio di celebrare i cent’anni dell’assegnazione del premio Goncourt a All’ombra delle fanciulle in fiore a spiegare l’ondata di pubblicazioni proustiane che ha caratterizzato l’anno che si sta chiudendo. In Francia – ma, in misura minore, anche in Italia – l’opera e la biografia di Proust hanno trovato, recentemente, un pubblico sempre più esteso ed entusiasta; come se riconoscere un contemporaneo nell’autore della Ricerca fosse più facile per i lettori del XXI secolo che non per quelli del secolo delle avanguardie e delle neo-avanguardie. E se di Proust, dopo le biografie di Painter, di Tadié, di Citati, si poteva avere l’impressione di sapere moltissimo, la curiosità ora si è spostata sulle figure più rilevanti del suo entourage. Ha così riscosso un meritato successo, uscendo simultaneamente in italiano e in francese, il bel saggio di Lorenza Foschini (Il vento attraversa le nostre anime, Mondadori, 2019) dedicato al rapporto, prima d’amore e in seguito d’amicizia, tra il romanziere e il musicista Reynaldo Hahn, figura melanconica di enfant prodige che non realizzerà a pieno le promesse della prima giovinezza, refrattario quanto l’amico scrittore a tutte...

Un successo non privo di dispiaceri / Il premio Goncourt a Marcel Proust

I biografi di Proust – penso in particolare a George Painter e a Jean-Yves Tadié, presenti in traduzione anche nelle nostre librerie – non hanno mai avuto dubbi: con il conferimento del premio Goncourt a All’ombra delle fanciulle in fiore, il 10 dicembre del 1919, l’autore della Ricerca passa dalla condizione di letterato apprezzato da una ristretta élite a quella di romanziere illustre di cui nessun francese colto può permettersi di ignorare il nome. «Il Premio portò di colpo a Proust quella fama che non aveva guadagnato in trent’anni», scrive Painter. Più cauto, Tadié parla di “un successo non privo di dispiaceri”; entrambi ricordano come, nel clima ancora fervido di commozione per il sacrificio di tanti giovani soldati, gran parte della stampa avesse sperato di veder premiato un romanzo di guerra che celebrasse il mito dei poilus e consegnasse alle generazioni future il ricordo della vita in trincea. Roland Dorgelès, ex-combattente pluridecorato, con il suo libro di memorie Les Croix de bois costituiva agli occhi dell’opinione pubblica il candidato ideale; preferendo alle sue pagine un romanzo ora introspettivo, ora mondano, come quello di Proust, la giuria del Goncourt scatenò...

Mirandola, 7/10 Giugno 2018 / Marcel Proust: sulla memoria

Quest’anno dal 7 al 10 giugno l’appuntamento è con la seconda edizione del Memoria Festival, promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni scritti di approfondimento sui temi di cui si discuterà durante il Festival, in compagnia di numerosi protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo.   Non solo madeleine. Il tema della memoria, involontaria, inconscia, affiora più volte nelle pagine della Ricerca del tempo perduto, dalla prima resurrezione di Combray, in apertura del primo volume dell’opera, fino all’ultima serie di epifanie, quella aperta sul selciato sconnesso del cortile di palazzo Guermantes, nel Tempo ritrovato. Dentro lo scorrere ordinario, irrimediabile e entropico del tempo, la memoria irrompe inattesa a saturare in modo imprevisto un istante, quasi a isolarlo in una dimensione extratemporale, una sorta di esitazione, di interruzione che sottrae Marcel al movimento altrimenti inarrestabile e deludente della vita. Questi eventi, questi varchi aperti dai ricordi involontari non hanno però sempre lo stesso sapore, gli stessi colori. Possono essere...