festival scarabocchi 2020

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ayatollah Khomeini

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Contagio Iran

Gholamreza si alza dal divano e viene verso di me. Mi sollevo anche io, le porgo il velo o quello che ho portato qui con l’idea che potesse assolvere questa funzione: una stola di un cotone un po’ spesso, azzurro e lungo, di forma rettangolare. Mostro, nell’intimità della loro casa, io, donna, i miei capelli. Gholamreza prende il mio azzurro tra le mani – mi è vicinissima e la osservo: con gli occhiali, senza hijab che ha tolto poco prima sorseggiando il suo tè – lo apre per bene mentre io piego le ginocchia un po’, così che possa appoggiarmelo sulla testa; poi, con le due estremità, mi circonda il collo con rapidi gesti, riportando entrambi i lembi davanti, dopo averli sapientemente intrecciati alle mie spalle. Muovo la testa e sembra proprio che se ne stia su, incollato: le spalle, e i capelli, sono coperti, coperti per davvero. Mi volto e Mina e Mahsa hanno le mani davanti alla bocca, non appena incrociano il mio sguardo soddisfatto scoppiano in una risata: non sei affatto cool così, dicono. Sorrido, guardo Gholamreza nel tempo che Mahsa impiega a raggiungermi. La ragazzina scioglie il lavoro della madre che assiste silenziosa e con espressione divertita. Mettendosi in punta di...

L'età dell'eccesso

L’Imam vive in una villetta alla periferia di Parigi, dove ogni giorno s’inginocchia in preghiera accompagnato dai suoi fedeli. Ha mani nodose, un volto di pietra, siede granitico sulla sua sedia dall’alto schienale. Occhi vitrei, labbra immobili, barba lunga. Incarna la pura forza elementare che si muove senza movimento, agisce senza azioni, parla senza pronunciare parole. Dice l’Imam: “Noi faremo la rivoluzione, che sarà la rivolta non solo contro una tirannia, ma contro la storia”. Il suo narratore aggiunge: “La Storia è ciò che ubriaca, è la creatura e il territorio del diavolo, del grande Shaitan, è la più grande delle menzogne – progresso, scienza, diritti – alle quali l’Imam ha deciso di opporsi”. Siamo al centro della narrazione di Versi satanici, il romanzo pubblicato alla fine degli anni Ottanta da Salman Rushdie che gli è costato la fatwa, ovvero la condanna a morte da parte dell’ayatollah Khomeini, leader politico e capo religioso, vincitore della prima rivoluzione contro la Storia nell’età postmoderna. Di lui parla Rushdie nel suo...