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Corrado Levi

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Un'officina del design / Il mondo di Poggi

La storia del design italiano, di quel good design apprezzato in tutto il mondo, come è noto, non è stata scritta soltanto negli studi degli architetti e dei designer, nei libri e nelle rassegne che ne hanno celebrato i progetti, ma anche nelle botteghe, nelle officine e nei laboratori di quei produttori lungimiranti e coraggiosi, tanto artigiani, quanto industriali, che hanno creduto nella bellezza e hanno investito nel futuro. Tra di essi, si annovera anche la ditta Poggi, sulla cui attività e sulla cui storia è da poco uscito il libro: Il mondo di Poggi. L’officina del design e delle arti, a cura di Roberto Dulio, Stefano Andrea Poli, Fabio Marino, Electaarchitettura (pp. 160, € 32,00). Preceduto dall'omonima mostra, curata nel 2016 dai medesimi autori e tenutasi negli spazi degli Archivi Storici del Politecnico di Milano, in Bovisa (se ne legga notizia qui ), il volume ha anche il merito di contenere il regesto dell'intera produzione Poggi. Redatto consultando l'archivio dell'azienda, presenta disegni e fotografie degli oggetti da essa prodotti, puntualmente descritti in agili schede, utili per le datazione dei pezzi e per una loro corretta attribuzione, essendo essi ormai...

Nicola Guiducci

La prima volta che ho sentito la voce di Nicola Guiducci era in una cassettina registrata, piena di musiche strane, divertenti, messe insieme secondo un criterio personalissimo, degno di un capriccio del Guardi, con prospettive sonore personalissime, apparentemente sbilenche eppure coerentissime. Quella era solo una delle migliaia di compilation che nel tempo ha dato a me come a tutte le altre persone che hanno attraversato il suo itinerario, facendo ballare in vari paesi al loro ritmo. La presentazione era avvenuta per via di un’amica, Carla Chiti, pistoiese come lui, che si occupa da sempre di musiche radicali ed eccentriche. Forse il ritratto più vero che si può trovare rimane quello di una capacità notevole di mischiare ambienti e persone, di far risuonare una disco delle rivisitazioni strazianti delle chansons del cabaret (luogo in cui il nostro aveva mosso i primi passi a Firenze ancora al tempo del liceo) o dei ritmi ambigui della memoria, sospesi tra parodia e seduzione, remixati come per costruire un percorso narrativo di immagini da ballare. Sulla casa milanese, piena di musica e immagini dal soffitto a terra, sovrintende come nume tutelare...