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David Thomas

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Vite istantanee / Microracconti, teoria e pratica

Andrés Neuman pubblica con Vite istantanee (Sur 2018) una raccolta di microracconti alla cui coda pone un'ampia riflessione sui fondamenti di questo sotto-genere narrativo, permettendo quindi, grazie a tale abbinamento, una verifica immediata della teoria; e più indicando, tra i numerosi sudamericani, anche qualche autore italiano, induce a un ampliamento del canone nazionale in questo specifico ambito. Il quale, se il racconto è sintesi linguistica e strutturale (con “niente di troppo, nessuna scena, nessuna digressione, nessun particolare”), dovrebbe esserne con ragione la quintessenza. La tentazione prima di circoscrivere il microracconto dentro il racconto sulla base del numero di pagine è ovvia: devono essere meno. Di quanto però resta aleatorio, e lo stesso Neuman, autore peraltro di racconti tradizionali e di romanzi, presenta esempi che vanno dalle dieci pagine alle quattro, otto righe (Sproporzione, L'appuntamento della vita). Il microracconto d'apertura, che dà anche il titolo alla raccolta, è infatti a sua volta fatto da una serie di altri microracconti potenzialmente autonomi. “Signore distinto, non grasso, cerca donna semplice, preferibilmente di classe, laureata,...

Il personaggio è tutto

David Thomas è nato a Boulogne-Billancourt (Île-de-France) nel 1966 e vive a Parigi. Ex giornalista, dal 2007 si dedica esclusivamente alla narrativa e alla scrittura per il teatro. Ha pubblicato due raccolte di micro-racconti, La patience des buffles sous la pluie (La pazienza dei bufali sotto la pioggia, Traduzione di Maurizia Balmelli, Marcos y Marcos, 2013) e J'ai n'ai pas fini de regarder le monde e il romanzo Un silence de clarière.       Ha pubblicato due raccolte di micro-racconti. Come mai ha deciso di cimentarsi in un formato così breve? Perché mi piace. E più scrivo testi brevi, più sono bravo. È un po' come nell'atletica: ci sono discipline nobili, come i 100 metri, e altre che lo sono meno. Io sono uno specialista nel lancio del giavellotto. Siamo in pochi, ma adoro farlo. E anche se faccio fatica ad esistere sul mercato e gli editori continuano ad aspettarsi un romanzo, mi piace troppo scrivere testi brevi e non vedo perché dovrei forzarmi a fare altro. È difficile pubblicare questo genere di testi? Molto difficile. Soprattutto con i grandi editori. Se il...

Flash fiction: un vizio francese

Beato chi ha il dono della sintesi. Soprattutto se – come accade oggi – allo spazio illimitato del web fa eco un radicale ridimensionamento del tempo che ciascuno di noi ha a disposizione. La visibilità è oramai diventato un valore indispensabile per l'esistenza stessa di un prodotto culturale e – i giornalisti lo sanno bene – internet ha imposto delle nuove e implacabili regole formali: conquistare un lettore in più, anche solo strappare un retweet o un click di un utente sul proprio contenuto, comporta come minimo reattività, brevità, senso dell'incipit e, perché no, una buona dose d'ironia. E se anche gli scrittori seguissero l'esempio? Il cronista e critico d'arte Félix Fénéon aveva già capito tutto all'inizio del secolo scorso. Con le sue Nouvelles en trois lignes (raccolte e tradotte da Adelphi nel libricino Romanzi in tre righe) l'autore francese è riuscito a conquistare i lettori raccontando sul quotidiano Le Matin dei fatti di cronaca in 100/135 battute. Rielaborati a partire dai dispacci dell'ultim'ora che arrivavano alla redazione del...