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David Weinberger

(6 risultati)

Conflitti, controversie, paradossi

Che cosa hanno in comune i giovani corpi ustionati by self-immolation della primavera araba, i corpi nudi politicamente imbarazzanti delle Femen, con il boicottaggio all’introduzione dei questionari di valutazione INVALSI attivato in massa da studenti e docenti italiani la prima settimana di maggio, e che sembrerebbe già caduto nell’indifferenza?   Genealogicamente, hanno molto in comune, incluso l’indifferenza.     Chi ci invita a guardare alle forme di conflitto e resistenza dove il corpo diventa dispositivo di lotta contro l’affermarsi di un nuovo discorso intorno al potere, è ancora Monsieur Foucault. Perché è lì che emergono le famose rotture ispezionate dal profeta di terzo tipo (vedi UGenea 2), lungo l’immenso lavoro dedicato alla genealogia del soggetto: la costruzione di un nuovo uomo attraverso il suo assoggettamento al sapere disciplinare. È questa la vera indagine che attraversa tutta l’opera di Foucault ben prima e oltre Archeologia del sapere, fino a Storia della sessualità, ed è con questa eredità che UGenea osserva l’università...

Un giornalismo in trasformazione

Il progetto Journalist’s Resource dell’Harvard’s Sorenstein Center ha recentemente redatto una lista aggiornata di pubblicazioni di qualità dedicate alla formazione nel giornalismo. Le risorse comprendono articoli e report di natura teorica, ma anche analisi empiriche sull’industria della notizia. Come è noto, il sistema dell’informazione è in una fase di grande trasformazione e, forse, tra gli effetti sottovalutati del cambiamento vanno annoverate le ripercussioni sui tradizionali curricula delle scuole di giornalismo, che sembrano armi educative sempre più spuntate. Sebbene le preoccupazioni su qual è la migliore formazione da offrire ai nuovi giornalisti riguardi soprattutto i coordinatori e i responsabili di corsi di formazione, dare un’occhiata alla lista del Journalist’s Resource in generale può essere istruttivo anche per avere un’idea delle tendenze più interessanti in circolazione sul giornalismo.   Particolarmente significativi per la riflessione che conduciamo al Master della Sissa dove lavoro sono i riferimenti al giornalismo basato sulla conoscenza. Su tutti segnalo...

La Società dei Makers

Giovedì 21 novembre 2013 David Gauntlett presenta alle 16.00 La società dei makers presso la Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano     La società dei makers di David Gauntlett parla, come scrive l'autore nell'introduzione di “cosa succede quando le persone fanno cose”, cioè degli effetti sociali della creatività che emerge dall'uso collettivo delle reti digitali e sociali on line.   La mia introduzione non può essere obiettiva, in quanto traduttore del libro (insieme a Sara Maestro), però posso raccontare, da studioso dei media, perché questo libro è importante e perché mi sono dannato per un anno intero per cercare di trovare un editore disposto a tradurlo. La prima risposta a questa domanda – perché questo libro è importante – la fornisce Stefano Micelli (autore di Futuro Artigiano, sempre per Marsilio), che ha scritto la prefazione al libro e che è la persona grazie alla quale, alla fine, il libro è approdato in Italia. Micelli scrive:     “La rivoluzione tecnologica e...

1 testa mozzata e 5 stelle

San Dionigi, vescovo di Parigi, deve essere decapitato per ordine dell’imperatore Domiziano durante una delle persecuzioni dei cristiani. L’esecuzione sarà eseguita sulla collina che molto tempo dopo prenderà il nome di Montmartre. I soldati romani sfaticati, invece di ascendere fin lassù, gli mozzano la testa a metà del percorso. Dionigi si rialza, prende la testa sotto braccio e raggiunge la cima. Il filosofo ed epistemologo francese Michel Serres, uno dei pensatori più acuti del contemporaneo, attivo sin dagli anni Sessanta con una serie di volumi intitolati Hermes (Edition de Minuit), racconta quest’apologo nel suo ultimo libro tradotto in italiano, Non è mondo per vecchi (Bollati Boringhieri).       Vuole fornirci un’immagine di ciò siamo diventati: la nostra testa intelligente fuoriesce dalla testa ossuta e neurale, così la teniamo, alla pari del santo, sotto braccio, oppure in tasca, come i giovani che la estraggono e la toccano a ripetizione sotto forma di smartphone e tablet. Possibile? Sì. È la scatola-computer, cui deleghiamo facoltà che un tempo...

Sano disaccordo in rete

Nel 1979 Christopher Lasch in una delle pagine del suo libro più noto, La cultura del narcisismo, usò l’espressione «camera dell’eco» per descrivere quella che a suo parere era diventata l’America dopo la diffusione di strumenti di riproduzione come i registratori portatili, le piccole macchine fotografiche, le fotocamere, e in particolare le Polaroid. Lasch vedeva in questi strumenti visivi e sonori delle piccole superfici in cui l’ego delle persone poteva specchiarsi.   Sono trascorsi trent’anni e la metafora della «camera dell’eco» torna in un altro saggio, La stanza intelligente di David Weinberger (Codice Edizioni, traduzione italiana di N. Mataldi, pagg. 272, 22,90 euro), dedicato alla conoscenza come proprieta della rete. L’espressione indica i gruppi che nel web contengono solo persone che concordano tra loro, mentre l’idea dell’autore, ricercatore della Harward Law School, è che sia invece proprio la diversità di opinione, la differenza, il confronto e persino lo scontro d’idee e d’interpretazioni, a costituire la ricchezza della rete. Come non...

Socialità e democrazia a rischio per l’Internet del futuro?

I continui sviluppi di Internet appaiono sempre più legati a pratiche di attivismo sociale tradizionale e ben radicate sul territorio, come rivelano le rivolte della Primavera Araba e i movimenti legati a Occupy Wall Street o agli indignados. In tal senso si può dire che i social media rappresentano forse la tecnologia più rivoluzionaria espressa finora dalla Rete, seguiti dalle connessioni mobili a banda larga. E nel futuro prossimo saranno ancora le tecnologie mobili a primeggiare, seguite dall’emergere del cloud computing.   Questi i primi dati che saltano agli occhi nel sondaggio recentemente pubblicato da Foreign Policy. Il bimestrale USA ha interpellato una quarantina di esperti mondiali per provare a delineare il domani della Rete, tra cui Cory Doctorow (autore di fantascienza e attivista pro diritti digitali), Rebecca McKinnon (ex giornalista della CNN e fellow presso la New America Foundation), Ethan Zuckermann (neo direttore del Center for Civic Media del MIT), David Weinberger (fellow ad Harvard e noto autore). Quello che emerge dalla ricerca di Foreign Policy è che, superati i vent’anni di vita a livello diffuso e...