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Davide Orecchio

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Un viaggio nei libri di Davide Orecchio / Tra il documento e la grazia

Davide Orecchio, da sempre, lavora sulle biografie, sulla storia, sulla cronaca. Va negli archivi, entra nei documenti. L’autore romano prende la storia vera e la asseconda e la reinventa, l’azione della sua scrittura prende ciò che è avvenuto – in un tempo vicino o lontano o molto lontano – e lo porta davanti alla finestra, la luce serve ad aggiungere un elemento di finzione a una vita vera, miscelare la narrativa veloce al passo del saggio, il ritmo, a volte fiabesco, a volte poetico a quello documentale, composto da date, luoghi e fatti accaduti, fatti che sono nei libri (qualche volta) che abbiamo studiato, nei giornali (sempre più raramente) che andiamo leggendo. Alla base di tutto c’è però molto lavoro di ricerca, un lavoro serio da scienziato, da storico, a questi si aggiunge il lavoro dello scrittore, qui la cura per i fatti storici si fonde a quella per l’invenzione letteraria, generando romanzi e racconti che danno ai fatti accaduti un riverbero nuovo, aggiungendo l’elemento del punto di vista fantastico. La scrittura di Davide Orecchio affascina, ma soprattutto persuade. A cominciare da Città Distrutte (edito prima da Gaffi, e ripubblicato nel 2018 da Il saggiatore),...

Davide Orecchio. Stati di grazia

Lavora di alternanze la scrittura di Davide Orecchio, ora leggera quasi impalpabile, ora densa e struggente. Un romanzo, Stati di grazia, fatto da mille rivoli relazionali, da storie alternate e multiple che più che intrecciarsi si sovrappongono in un continuo dosaggio d’intensità. Non c’è fiato, non c’è spazio per la fuga: Orecchio, al suo primo romanzo, contiene in questa macchina felice le storie  dei suoi protagonisti in un viaggio attraverso la Sicilia degli anni Cinquanta fino alla violenza della dittatura Argentina. Rischioso e affascinante proprio perché fortemente letterario, Stati di grazia si pone al centro della narrativa italiana contemporanea con tutto il suo imprevedibile equilibrio danzante di parole e storie le une sempre intrise nelle altre, nulla può essere lasciato per strada, perché nulla è prevedibile come la vita di Paride Sanchis giovane maestro elementare.   È solo sguardo, lavoro, memoria del lavoro, vuole vivere, imparare, non essere straniero ed ecco una nuova primavera e s’aprono i germogli, cola linfa dai tagli nel legno, matura la vigna e Paride l...