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Fernand Deligny

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Novara 20-22 settembre 2019 / Fernand Deligny, I ragazzi hanno orecchie

Gioele Dix chiuderà il nostro Scarabocchi. Il mio primo festival e sarà con noi domenica 22 settembre alle 18.30 in Sala Arengo.   La parte più originale e sorprendente di I ragazzi hanno orecchie è nelle ultime venti pagine. Conviene spalancare il libro per godersele a pieno. Su ciascuna delle pagine di destra, su fondo grigio scuro, ci sono dei disegni infantili, poco più che scarabocchi, rudimentali tratti bianchi di forme varie. A fronte, sono stampati i testi che li commentano, brevi componimenti a cavallo fra poesia e filastrocca, venati di sottile ironia. L’educatore Fernand Deligny li ha inventati ispirandosi ai segni lasciati sulla lavagna dai suoi ragazzi. In uno, per esempio, compaiono tre righe verticali tagliate da brevi lineette orizzontali: con un pizzico di fantasia diventano lische di pesce che vanno a passeggio per la città fra lo stupore generale. In un altro, c’è un cerchietto dentro un rettangolo: basta un attimo ed ecco che si trasforma nel buco per il calamaio di un banco, è di uno scolaro che non ha imparato a scrivere, ma sa come salpare verso l’Oceano Atlantico. Il mio preferito è fatto soltanto da due curve sinuose, come minuscole esse, quasi...

La biblioteca di Atlantide / Ferdinand Deligny, Una zattera sui monti

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Antoine Doinel, il bambino protagonista di I 400 colpi di Truffaut corre sulla spiaggia verso il mare. Libero, pieno di gioia, Antoine si lancia verso l’acqua: il mare è l’incommensurabile. A suggerire questa memorabile scena, che chiude il film d’esordio del regista, è stato uno strano educatore oggi dimenticato, Ferdinand Deligny, uno dei personaggi carismatici della cultura francese del dopoguerra. Nato nel 1913 ha studiato da maestro elementare; per sbaglio finisce a insegnare in una classe differenziale a Parigi, una di quelle istituzioni dove vengono relegati i bambini difficili, caratteriali, con problemi di comportamento, ribelli e agitati. Qui, come racconta in I vagabondi efficaci (Jaca Book 1973, tr. di LNT, Giuliano Mangano e Francesca Rigotti), scopre la...

La giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo / Autismo. Deligny: i bambini e il silenzio

Che il fare elimini l’agire – come la coscienza occulta il reale – è un’evidenza che ci pone un dilemma insolubile: voglio parlare di quel “noi” che vive vicino ai bambini autistici.Fernand Deligny, I bambini i loro atti i loro gesti: Esistono bambini mutacici, autistici, afasici? La recente proliferazione assordante dei discorsi sull’autismo si è costituita attraverso la disposizione di opposti binari che organizzano le posizioni dei soggetti coinvolti, sul fronte diagnostico psicogenesi vs. disturbo dello sviluppo, su quello degli interventi metodologie educative comportamentali vs. psicologia dinamica, su quello delle soggettività genitori di persone “con autismo” vs. autistici, medicalizzazione vs. empowerment, e così via; c’è poi una storia canonica dell’autismo, iniziata negli anni quaranta del secolo scorso in Nord America e in Austria, condivisa da tutti quanti, con i suoi personaggi, di volta in volta buoni o cattivi, Kanner, Asperger, Bettelheim, Rimland, la Grandin, Lovaas, Rain Man, il cane ucciso a mezzanotte e infiniti altri. Ciascuno ha agio di dislocarsi rispetto all’oggetto culturale “autismo” secondo il proprio sentire. Poi ci sono i rimossi, i tentativi di...