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Giulia Niccolai

(5 risultati)

1930 - 2020 / La frivolezza di Arbasino

Nella foto che gli aveva scattato Giulia Niccolai all’inizio degli anni Sessanta, Alberto Arbasino appare bellissimo. Di profilo con i capelli pettinati all’indietro, che ha poi conservato per il resto della sua vita, anche quando sono diventati bianchi, e poi la cravatta e l’impermeabile, anche quest’ultimo un compagno consueto portato nelle mezze stagioni di una volta, lui sempre così elegante e pieno di charme. Giulia Niccolai, allora una giovane e bravissima fotografa, prima di diventare una poetessa della neoavanguardia, l’aveva ritratto in un servizio di cui un altro scatto è poi finito sulla copertina del capolavoro di Arbasino allora in prima edizione, Fratelli d’Italia, anno 1963, il libro della sua vita. Qui si è appena girato, e ha metà del viso in ombra; nell’altra in luce dimostra tutta la sua giovinezza, quella giovinezza che è rimasta a lungo sul suo volto, anche quando gli anni sono passati implacabili, giovinezza che è stato il carattere principale della sua scrittura: vivace, brillante, a tratti querula, sorvegliatissima e immancabilmente perfetta. Quella fotografia ce l’aveva data insieme a innumerevoli altre – Alberto sul Monte Olimpo, Alberto alla Grande...

Frigoriferi Milanesi, 19 giugno ore 19 / UN DONO DI VERSI

C'è sempre uno schermo tra le parole e i corpi, anche se ci sentiamo vicini ogni giorno. A due mesi dalla festa di Ravenna, Doppiozero organizza una serata offline per incontrare i propri collaboratori e lettori, cercando, attraverso la poesia, un nuovo senso dello stare insieme. La poesia, diceva Fortini, non vuole comandare, persuadere, indurre, dimostrare; la poesia non serve a niente, ed è per questo che la mettiamo al centro del nostro operare.   19 giugno alle ore 19 Frigoriferi Milanesi   Con noi, questa volta a Milano, alcune delle più belle voci della poesia contemporanea: Mariangela Gualtieri, Giulia Niccolai, Umberto Fiori.     Frigoriferi Milanesi Via Piranesi 10 20137 Milano per info: redazione@doppiozero.com

21 dicembre 1934 / Conversazione con Giulia Niccolai

“Trasformare questa mia difficile vita in fiaba” è il titolo dato alla mia tesi, tratto da un passo di Esoterico biliardo in cui si chiede, a proposito delle visioni avute in meditazione: «forse il dono di leggere e trasformare questa mia difficile vita in fiaba?».  Sì, ne parlo anche in Foto & Frisbee, a p. 78, cito Kazantzakis  – il suo libro più noto è Zorba il greco – ma in El Greco e lo sguardo cretese, scrive: «Esiste qualcosa di più vero della verità? Sì, la favola; è la favola che dà un senso immortale all’effimera verità». Le trame delle favole raccontano sempre una serie di passaggi e di avvenimenti per i quali raggiungere la verità diviene una conquista. Si arriva alla verità dopo una lunga serie di vicissitudini che hanno o sembrano avere lo scopo di allontanarcene. Giorgio Celli, poeta, scrittore, entomologo dell’Università di Bologna, ha scritto: «Ogni vita nel suo inseguirsi e nel suo raggiungersi aspira al compimento di una favola». Questa dinamica ha a che fare col destino. Nel libro cinese degli esagrammi, I Ching, nel quale ogni esagramma è associato a un numero e ogni numero è associato a una situazione, consultandolo (e se ci si crede), il numero...

Tavoli | Giulia Niccolai

Conosco Giulia Niccolai da quando ero ragazzo e mentivo sulla mia età perché volevo essere un poeta beat. Vidi (o meglio ascoltai) nascere a Venezia la sua Harry’s Bar Ballad, e sarà per questo che pensando a Giulia visualizzo solo tavoli luminosi e “da gioco”, spesso en plein air, volatili come il suo giocare a palla con le parole, l’anarchia della conversazione che avrebbe deliziato Denis Diderot. Come potevano nascere d’altronde i “frisbees” di Giulia se non all’aperto? Oppure la visualizzo seduta a un grande tavolo da cucina dove si fa tutto, dove tutto cioè si fa cucina – visioni, parole, associazioni di idee e tutte le possibili uscite ed entrate dal e nel material world (direbbe Georges Harrison), eroiche comiche illusioni e sogni di risveglio, cioè poesie – come nella cucina/atelier della casa di Corrado Costa a Mulino di Bazzano dove Giulia Niccolai abitò con Adriano Spatola.   Sono tutte visioni viziate dal ricordo, negatrici della solitudine intesa come assenza di testimoni. Sono cioè tavoli extratestuali, come se le poesie nascessero sempre altrove, fuori...

Restituire lo sguardo

Tempi strani quelli che stiamo vivendo in Italia. Disattivata l’immaginazione, sembra che tutto converga verso una sorta di regressione forzata. Le donne, per esempio, sono chiamate di nuovo femmine e l’unico discorso ‘politico’ in materia è, non a caso, all’insegna del ‘femminicidio’. Dall’alto delle istituzioni – governo, presidenza della Camera – e dei media e dal basso di molte aree femminil/femministe chi appartiene al cosiddetto secondo sesso (e pensare che già nel 1949, nel suo celebre saggio Il secondo sesso - Gallimard, 1949; il Saggiatore, 1961 -, la scrittrice francese Simone De Beauvoir scriveva: “Donne non si nasce, si diventa”) è letteralmente schiacciata alla propria essenza biologica e chiamata a identificarsi solo con i rischi che quell’identità ‘naturale’ comporta in un habitat culturale dominato dai maschi.   Ebbene, poiché non tutte/i noi pensiamo che sia conveniente adottare un punto di vista così univoco e – ammettiamolo – così depressivo, mi piace iniziare questa corrispondenza su Doppiozero con la...