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Kurt Cobain

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Il memento mori del rock / L’arte di dire addio in 4/4

Spero di morire prima di invecchiare – I hope I die before I get old – da My Generation degli Who, è il verso rock per eccellenza. Quando la canzone uscì, nel novembre del 1965, autore del brano e interprete, Pete Townshend e Roger Daltrey, avevano rispettivamente 20 e 21 anni. Oggi i due di anni ne hanno 74 e 75, e il minimo che si possa dire è che l’auspicio non si è realizzato (vi risponderanno, con ogni probabilità, che l’ospizio può attendere). Leggenda vuole che Paul McCartney, d’indole forse meno spaccona o soltanto più interessato al sistema pensionistico britannico, avesse soltanto 16 anni quando scrisse una canzone come When I’m Sixty-Four – quando avrò sessantaquattro anni – dove s’immaginava con i nipoti Vera, Chuck e Dave sulle ginocchia, oppure intento a strappare le erbacce in giardino, oltre che ben disposto a cambiare i fusibili nel caso fosse saltata la luce (la canzone sarebbe poi apparsa anni dopo su Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band). Sir Paul oggi ha 77 anni ed è uno dei tanti nonni del rock che stanno attenti alle correnti d’aria.   Ben più allarmante della morte, per il rock, e legata a filo doppio con l’incubo dell’obsolescenza (It's better to...

5 aprile 1994 / Kurt Cobain. Un colpo di pistola

C'è un aspetto divertente, che trascende l'imbarazzo del momento, nell'avere la possibilità di scambiare due parole – perlopiù timidi ringraziamenti, la richiesta di una dedica – con una persona la cui immagine ha campeggiato sul muro accanto al proprio letto durante gli anni dell'adolescenza. Si tenga presente che l'età in questione è quella della definizione della propria identità per immedesimazione, e che il momento storico era quello in cui la scelta dei propri modelli avveniva sulla base di una suggestione, di una affinità elettiva, veicolata dalla musica quale forma del linguaggio improntata sull'immediatezza più assoluta. Quanto all'immagine, Lee Ranaldo, with is mild mannered look on, ha sempre avuto l'aspetto di un tipo ordinario, persino durante quella manciata di anni, ormai lontani, in cui i Sonic Youth sono stati il gruppo rock sicuramente non più noto, ma di gran lunga più influente del pianeta.    Trovarselo davanti con i suoi sessantatre anni ben portati, al termine di una serata nel corso della quale egli ha ripercorso, davanti a un pubblico raccolto, le tappe della sua quarantennale carriera di artista perennemente in bilico tra cultura pop e...

Montage of Heck: due o tre cose sui Nirvana

Qualche giorno fa è uscito nelle sale, per soli due giorni di proiezione, Kurt Cobain: Montage of Heck, film prodotto da Courtney Love, con il consenso della figlia Frances Bean, che propone una serie di materiali inediti: home-movies in Super 8, disegni, fumetti, nastri registrati…   Ma c’è ancora bisogno di parlare di Kurt Cobain? In fondo, sono tantissime le interpretazioni riguardanti l’enorme portata innovativa del gruppo di Seattle, e altrettante le trasfigurazioni del personaggio in mito generazionale. Pensando e ripensando poi a ciò che hanno rappresentato i Nirvana, il rischio è sempre quello di ritrovarsi in una terra popolata da chi è rimasto e da chi invece se ne è andato, dai patetici con gigantesche capigliature brizzolate e da chi avrà ventisette anni per sempre. Sembra insomma che per parlare di Kurt Cobain sia necessario attingere alla propria esperienza personale, cercando di sistematizzare una geografia in cui tutti gli itinerari possibili portino alla creazione di un bene comune. Un compendio di memorie private che si traduce in realtà in un patrimonio collettivo, in un...

Kurt Cobain, una domenica mattina

Pedalavo, qualche giorno fa, sopra una rovinatissima mountain bike, pitturata mimetica, con una scritta 'WINNER' gialla in font Rockwell stampata sulla canna. Ero, di domenica mattina, su una stradina tutta buche che portava al mare, con le gomme e i tasselli che andavano in mezzo a una doppia fila di cipressi, poi di ulivi, prima di arrivare tra i cespugli della pineta di Sterpaia, provincia di Livorno.   Nel mentre, accanto a un campo di girasoli, l'occhio mi cadeva di continuo sulla scritta 'WINNER', che mi ballava appena sotto i testicoli. Dopo un po' è balzata in mente un'altra parola, l'esatto contrario: loser. La parola nella quale mi sono coccolato per tutta la giovinezza: loser, perdente. Non solo io, ma parecchi amici e amiche e donne che ho conosciuto. Perdenti. All'opposto dell'epoca dei ministri under 35 e Renzi premier, degli appelli all'ottimismo, degli U2 band preferita nei Q&A ai nuovi eletti Democratici; dello Strega allo scrittore de 'L'Italia spensierata' e dell'hip hop in classifica che glorifica il Dom Pérignon.   Ad un primissimo esame, che esame non è, ma...

Lo spazio (s)fin(i)to

Esiste Ascoli Piceno? Ricordo di averla visitata in una esistenza che, per molti indizi, dovrei considerare precedente; quello che non ho potuto stabilire è se Ascoli Piceno esiste ora… nessun ricordo dà la certezza che qualcosa sia veramente accaduto… Giorgio Manganelli, La favola pitagorica   Una volta io stesso avevo visto un volumetto con il mio nome in cima, ma mi trovavo alla stazione, dovevo prendere un treno che scalpitava sui binari, e non ebbi il tempo di vedere di che si trattava. In realtà, so che non si tratta di un caso di omonimia – che sposterebbe il problema, ma non lo risolverebbe – ma di un caso di pseudonimia quadratica, che, come tutti sanno, consiste di usare uno pseudonimo identico al nome autentico. In questo caso, il nome resta falso e sviante, oltre che protettivo, sebbene sia autentico e inoppugnabile.   Giorgio Manganelli, La notte   Per una volta ha ragione lo strillo in controcopertina. Davvero è «il romanzo autobiografico di una generazione» – una generazione che è anche la mia – Un amore dell’altro mondo: opera terza di Tommaso Pincio...

I bikini che uccidono

Lo scorso 12 aprile ha compiuto 20 anni Live Through This delle Hole. L'album uscì appena pochi giorni dopo la scomparsa di Kurt Cobain, giusto per inquadrare il momento storico. Non mi sembra siano in corso grandi festeggiamenti per questa ricorrenza nel music system, soprattutto da parte di molta critica maschile ferocemente, quasi istericamente detrattrice della band. Non fa una piega, non stiamo parlando di mostri sacri della storia del rock, ma una lancia a favore della questione vorrei spezzarla.   Le Hole sono state un fenomeno in quanto interpreti del loro tempo. Quando sono spuntate fuori nel 1989 la scena internazionale dei gruppi femminili “alternativi” era dominata dal ciclone riot gggrls capitanato dalle Babes in Toyland: urlatrici professioniste, queste tre ragazze di Minneapolis erano un'associazione a delinquere per il bene comune. Sono state delle capostipiti e sapevano fare il loro mestiere. Courtney Love veniva da lì, dato che inizialmente e brevemente era stata bassista proprio delle Babes. A quel punto, cosa poteva fare una figliola come Courtney, giovane, corredata di avvenenza fisica, una certa fascinazione per...

Nirvana. Punk to the People

Si uccise a 27 anni, il ragazzo dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri, spesso con la barba non fatta, con larghe camicie a scacchi, anfibi e jeans rattoppati. All’età in cui sono morti molti altri divi maledetti del rock. Kurt Cobain è stato uno degli ultimi miti della musica del Novecento, tormentato fin dall’infanzia, sconvolto, esacerbato, stremato dall’improvviso successo. A lui – che scriveva nei primi versi del pezzo che lo avrebbe lanciato nell’olimpo pop: “è divertente perdere e fingere” (Smells Like Teen Spirit) – e ai suoi Nirvana – il tentativo, destinato all’insuccesso, di costruire un’isola di (ironico?) appagamento in un mondo infelice – è dedicata l’ultima mostra della galleria ONO Arte Contemporanea di Bologna (via Santa Margherita 10, fino al 31 gennaio).   Ph. Charles Peterson   Segue a ruota un’esposizione sui Sex Pistols e su quell’officina di arti e marketing che fu il negozio Sex di Malcom McLaren e Vivienne Westwood nella Londra smarrita, ingrigita, senza domani degli anni settanta. E qui si indaga un’altra crisi...

Animali da palcoscenico

Se abitate con un gatto, vi sarà capitato a volte di lasciargli la radio accesa “per tenergli compagnia” mentre era a casa da solo. Magari qualcuno di voi riterrà di conoscere addirittura i gusti musicali del suo micio: “è un appassionato di indietronica”, oppure “preferisce il punk-rock dei Ramones”. “Si rilassa con i notturni di Chopin”, e sicuramente “gradisce la discografia completa di Cat Power”.     Mi spiace disilludervi, ma alcuni scienziati (tra cui Charles Snowdon, un psicologo per animali dell'Università di Wisconsin-Madison) hanno scoperto che gran parte della musica “umana” (dalla classica al metal) suona sgradevole alle orecchie feline (ma anche degli altri animali). Infatti, essendo la loro estensione vocale e il loro battito cardiaco molto diversi dai nostri, semplicemente non sono “programmati” per apprezzare le nostre canzoni. Ma, se generalmente gli animali rispondono alla musica umana con totale disinteresse o perfino fastidio, sono comunque in grado di apprezzare una musica diversa, creata su misura per loro. Come quella che...

Premi per giovani e paesi per vecchi

L’Italia è un paese per vecchi, dunque parlare di giovani è di moda. Nel teatro italiano tutti quanti vanno in cerca di giovani: gli spettacoli sono quasi autoprodotti e costano meno, le compagnie sono spesso costrette ad accettare condizioni poco dignitose e, se nello stesso festival si mettono insieme più opere, “giovane” diviene una categoria estetica che tiene a galla le programmazioni. Pochissimi sono quelli che rischiano, andando in cerca di compagnie sconosciute e offrendo qualche opportunità vera, per quanto è possibile fare. L’Associazione Scenario si è presa questa responsabilità dal 1987 organizzando l’omonimo premio dedicato alle forme del nuovo e, in questi anni modaioli, è divenuta un punto di riferimento per i gruppi che sono all’inizio. La scorsa settimana, al Teatro Franco Parenti di Milano, sono state presentate le quattro opere “finite” dell’edizione 2011, la “Generazione Scenario”: i vincitori di Scenario e Scenario Per Ustica, riservato quest’ultimo a spettacoli dal particolare valore civile e due spettacoli che hanno ricevuto...