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La società dei consumi

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Baudrillard ovunque / Jean Baudrillard: chi era?

Il recente volume a più voci Baudrillard ovunque, edito da Meltemi, ha il notevole pregio di far emergere la figura e il pensiero del sociologo nella loro piena e articolata complessità. Prima ancora di entrare nel merito dei temi trattati dal pensatore francese sia consentito un ricordo personale. Non senza aver innanzi tutto esplicitato che, a nostro parere, elementi del grande successo anche mediatico di Baudrillard derivano sia dai contenuti e sia dalla forma con cui tali contenuti vengono trattati, e cioè proprio dalla sua scrittura, dalla sua parola. Il modo cioè in cui il sociologo francese esponeva le sue riflessioni a faceva avanzare le sue idee era certamente viziato, o forse sarebbe meglio dire arricchito, dalla sua forma espressiva.   Nel 1978 Pietro Bellasi invitò Baudrillard in Italia, nell’ambito del corso di Sociologia che Bellasi stesso teneva ad interim presso la facoltà di Scienze Politiche a Bologna. Chi scrive era allora studente alle primissime armi, meticolosamente preparato sui libri dello studioso di Reims proprio in ragione di quel breve ciclo di conferenze destinato a rivestire in seguito un’importanza fondamentale.  All’epoca il tragitto...

Gusto

Il gusto è particolarmente importante, perché consente agli individui di effettuare delle operazioni di classificazione mediante le quali attribuiscono un ordine e un senso al mondo naturale e sociale in cui vivono. Il suo funzionamento però è ancora in gran parte un mistero. I primi studiosi a cercare di comprenderlo sono stati i filosofi, a cominciare da Montesquieu, che ha pubblicato nel 1757 il suo Saggio sul gusto all’interno della celebre Enciclopedia curata da Diderot e D’Alembert. In tale saggio il gusto veniva considerato come la facoltà umana di scoprire il livello di piacere che il soggetto può ricevere da parte di ogni oggetto che entra nel suo ambito di percezione. L’interpretazione di Montesquieu ci fa comprendere come nel XVIII secolo la concezione del gusto si sia profondamente modificata. L’imporsi nella società della cultura moderna, basata sul culto della razionalità umana e sulla centralità del punto di vista del singolo individuo, ha messo bruscamente in discussione infatti la tradizionale concezione del ruolo dell’estetica, i cui canoni derivavano dalla natura o...