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Lezioni di Fantastica. Storia di Gianni Rodari

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Rivolta contro l'ingiustizia / Il Cipollino di Gianni Rodari

Originariamente intitolato Il romanzo di Cipollino (1951), il libro di Gianni Rodari che ho scelto di raccontare è noto come Le avventure di Cipollino, titolo assunto dal 1957 e mantenuto nelle diverse riedizioni. Il protagonista è un ragazzino-cipollotto dal ciuffo e dal carattere vitale ed esuberante, sorto dalla penna di Rodari e dalle matite di Raul Verdini nel 1950 per le pagine di «Il Pioniere», la rivista di area comunista per l'infanzia diretta dallo scrittore stesso: le tavole sarebbero presto diventate un romanzo. Nell'edizione che ho riletto in questi giorni i disegni sono di Manuela Santini (Einaudi 2009, 1980 per il testo). Non ho memorie di infanzia del libro, mentre ne ho di La torta in cielo e delle filastrocche che hanno accompagnato le mie scuole elementari (nella prima metà degli anni Ottanta): è invece una felice scoperta degli anni della paternità, ora nella libreria di mia figlia undicenne. Questo dato biografico, confermato da amici/amiche, è forse una spia di come il “primo” Rodari, apertamente sociale e politico, sia meno noto, in qualche modo messo in ombra da quello maturo, einaudiano e antologizzato, 'decomunistizzato', socialdemocratico e...

Un'educazione diversa / Il "pioniere" Gianni Rodari

Non è uno dei libri più famosi di Gianni Rodari e anzi potremmo dire che non è neppure davvero un libro di Rodari, se considerassimo che la fisionomia dell’autore si definisce solo con i racconti, le novelle, le filastrocche, la produzione letteraria che l’ha reso famoso da quando nel 1960 con Einaudi pubblicò Filastrocche in cielo e in terra e poi nel 1962 Favole al telefono. Il manuale del pioniere, primo titolo della sua bibliografia datato 1951, pubblicato dalle Edizioni di cultura sociale, appartiene all’epoca in cui l’autore della Grammatica della fantasia era un giornalista del Partito comunista italiano, un militante politico che faceva della scrittura un’arma di lotta per un’Italia più laica, più democratica, con meno diseguaglianze, in un contesto sociale in cui si ritrovava schierato per la pace contro le guerre di aggressione, contro le minacce di un apocalittico conflitto nucleare.   Come nota Vanessa Roghi nel suo bel volume Lezioni di fantastica. Storia di Gianni Rodari (Laterza, 2020) non è però «un’opera imbarazzante e inquietante, che fuoriesce del tutto dall’orizzonte del Rodari consueto e ci mostra in atto soltanto e soprattutto l’ideologo», come osservava...

RODARI 100 / Lezioni di Fantastica. Storia di Gianni Rodari

Noi dobbiamo proporci il compito di salvare nel cittadino di domani, nell’uomo la cui formazione dipende da noi, quelle energie vitali, quegli slanci attivi, quell’intensità di passioni e di forza morale che il bambino mette nei suoi giochi e molto meno, purtroppo (ma non è colpa sua), nei compiti di scuola, nei doveri in cui via via s’imbatte.    Così scriveva nel 1962 Gianni Rodari, parlando a Ferrara della sua attività letteraria (con parole che sarebbero presto esplose nel mondo dell’educazione, tra la Lettera a una professoressa della scuola di Barbiana di don Milani e Gennariello di Pasolini). Rodari era ormai uno scrittore affermato, autore di due libri appena pubblicati da Einaudi, che allora era l’equivalente di una vera e propria consacrazione poetica. A noi che guardiamo da quasi sessant’anni dopo l’associazione tra Rodari ed Einaudi, così come quella tra Rodari e bambini, potrà sembrare scontata; meno, forse, quella tra Rodari e scrittore. In effetti, a questo titolo Rodari aveva potuto cominciare ad ambire solo da poco, da due anni, per l’appunto, quando Einaudi aveva pubblicato le Filastrocche in cielo e in terra, perché fino ad allora Rodari era stato...

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