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L’invenzione della tradizione

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Ritorno al futuro / Benedict Anderson, Comunità immaginate

Comunità immaginate, pubblicato negli Usa nel 1983 dallo studioso sino-irlandese Benedict Anderson, affronta la questione della genesi e della struttura del nazionalismo. Mi è sembrato necessario affrontare la lettura di questo classico di fronte ai cambiamenti dello scenario politico occidentale, alla ricerca di un quadro interpretativo fondamentale che riconoscesse dignità al nodo del nazionalismo, tornato in grande auge nella nostra attualità. La lettura del libro mi avrebbe auspicabilmente aiutato a (ri)posizionare il mio punto di vista di semiologo, indicandomi cosa guardare, da dove cominciare per tentare un’interpretazione dei testi e degli artefatti che circolano nel nostro scenario sociale al passo coi tempi, al passo cioè con la nuova sensibilità che l’egemonia del nazionalismo in Occidente incarna al giorno d’oggi.  L’edizione che ho usato per questa rilettura è stata quella del 1996 di Manifesto Libri, introdotta da Marco D’Eramo. Al momento della pubblicazione dell’edizione italiana, lo scenario politico sociale era molto diverso da quello attuale. Era il tempo della globalizzazione e dell’atlantismo trionfante, del villaggio globale promesso da Internet e del...

Un libro di Maurizio Bettini / Contro le radici

«Eravamo disposti ad ammettere qualsiasi cosa, ma non di essere cominciati dai piedi». Sono parole del grande paleontologo André Leroi-Gourhan, uno dei maggiori specialisti dell’evoluzione umana, che continua affermando che la storia del nostro genere è fatta con i piedi, perché gran parte del nostro essere umani dipende dalla posizione eretta, per conquistare la quale i piedi sono fondamentali. Senza i piedi saremmo ancora tutti in una torrida depressione della Dancalia dove è nato l’Homo Sapiens. Nonostante questo, mai come negli ultimi decenni nelle retoriche politiche di certi movimenti localistici, identitari e spesso xenofobi si è sentita evocare così spesso la parola “radici”. I dibattiti politico-mediatici ne sono ormai intrisi, e le “radici” sono una sorta di fondamento per rivendicare una identità forte, altro elemento divenuto la cifra politica di alcuni partiti xenofobi a partire dalla Lega in Italia, fino al Fronte Nationale dei Le Pen padre e figlia in Francia, al movimento di Geert Wilders in Olanda, al Perussuomolaisset (i veri finlandesi) in Finlandia e a gruppi politici affini in Ungheria, Austria, Danimarca che hanno fatto dell’etnicità la loro chiave retorica...